A due mesi dalla scomparsa di Ferruccio Colla, il regista Maucci ricorda il designer di Cortemaggiore

Ferruccio Colla

Il 6 dicembre scorso decedeva Ferruccio Colla notissimo e apprezzato designer e commerciante di Cortemaggiore. Era anche pittore e benefattore sempre pronto a spendersi per la sua gente. Colla si è fatto strada nella moda a partire dal 1960. Dopo alcuni anni di apprendistato ha iniziato l’attività di sarto da uomo, frequentando importanti scuole di taglio che lo hanno portato sulle passerelle più prestigiose. Guidato dal proprio estro, ha poi iniziato a disegnare e realizzare collezioni di sartoria femminile. E’ agli inizi degli anni ‘70 che Ferruccio ha creato le sue prime pellicce: un successo immediato che ha dato il via a ‘Colla Pellicce’, punto di riferimento anche per tantissimi cremonesi, una garanzia oggi portata avanti dal figlio Vittorio. Alle tante manifestazioni di stima espresse anche dalla sua “seconda famiglia”: associazioni, amministratori, clienti che in quasi sessant’anni di carriera hanno avuto l’onore di conoscerlo o di lavorare con lui, si aggiunge oggi, a due mesi dalla scomparsa quello di Dino Maucci designer e regista piacentino (di Ferriere), protagonista del cinema d'autore, già assistente alla regia di Gian Vittorio Baldi  (Anni Luce, La casa delle vedove, Zen, il Temporale) prima, poi regista indipendente con due lungometraggi nel piacentino, Nure, presentato alla Fondazione di Piacenza nel 2003 e XPo presentato a Milano nel 2006.

La sua figura di artista a tutto tondo e le sue azioni rimandavano alla cultura di quel Rinascimento che tanto condizionava in ogni dimensione e percorso. Ci siamo conosciuti nel suo atelier, dove lo raggiunsi con una sceneggiatura e un quantitativo importante di speranza che condividesse il mio progetto. Iniziò così una bellissima collaborazione e uno straordinario laboratorio. A Ferruccio, eternamente grato per tutto ciò che nella sua dimensione e nel suo percorso ha umanamente elargito.

Ho desiderato che Ferruccio disegnasse i costumi per il mio film XPo, girato soprattutto sul Po piacentino. La collaborazione che ne è scaturita non ha riguardato solo l'aspetto sartoriale (per altro brillantemente contestualizzato alle scene), ma come c'era d'aspettarsi, ha tracimato con eleganza nella recitazione (la scena del pittore che dipinge mele vere) e con un contributo filosofico/linguistico nelle scene che hanno riguardato la basilica di Sant'Agostino. Nella scena della stanza dell'arte, Ferruccio ha prestato alcune sue opere pittoriche. Il rapporto professionale durato circa due anni non poteva esaurirsi in una stretta di mano, ma è proseguito con amicizia e stima reciproca. Con questo ringrazio anche la sua famiglia per aver permesso che Ferruccio dedicasse il suo prezioso tempo al film, accanto alla scenografa Anna Maria Cammi e al sottoscritto in un lavoro artistico di forte invadenza privata.

Dino Maucci

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