Al convegno di studi farnesiani si ritrovano casualmente quattro discendenti di Barnaba Dal Pozzo

Il 23 marzo scorso si è tenuto l’importante Convegno Farnesiano i cui contenuti stanno accompagnando le nostre pagine dedicate alle vestigia che i Farnese hanno lasciato nella nostra città (nei giorni scorsi è stata pure presentata la pubblicazione degli Atti del Convegno, reperibile sia in Biblioteca che in Archivio di Stato, n.d.r.). Ha raccontato Marco Horak che a conclusione dei lavori si avvicinò al tavolo dei relatori un gentile signore che metteva in evidenza una forte rassomiglianza con Barnaba Dal Pozzo, il giureconsulto piacentino che era stato mosso da pietà per il corpo del duca Pier Luigi Farnese e lo aveva fatto trasferire, dal fosso nel quale i congiurati lo avevano fatto precipitare, nella chiesa di Santa Maria degli Speroni.  “Subito mi accorsi della somiglianza - ha riferito il dottor Horak - con Barnaba del quale, attraverso un ritratto attribuito al Pordenone, avevo proiettato poco prima l'immagine nel corso del mio intervento. Fin qui nulla di particolarmente sconvolgente: tutti noi, da qualche parte nel mondo, abbiamo almeno un sosia, ma quello che poi mi ha lasciato esterrefatto è scoprire dalle parole del signor Guido Guasconi, che nel frattempo si era presentato dicendomi di essere un maresciallo elicotterista in congedo, come la somiglianza con Barnaba Dal Pozzo non fosse casuale - come avviene normalmente con i sosia - ma che al contrario nel bagaglio genetico di questo gentile signore, sono presenti precise tracce riconducibili allo storico personaggio.

Infatti la contessa Amalia dal Pozzo Farnese, deceduta nel 1905, sposò Giuseppe Guasconi di Borgonovo e da tale matrimonio ne discese una progenie arrivata fino al sig. Guido Guasconi, il cui volto fa constatare come il profilo genetico possa ancora manifestarsi attraverso la fisiognomica del volto dopo addirittura 500 anni. La circostanza descritta, che ha in sé qualcosa di assolutamente straordinario, ha poi portato il dottor Horak a riflettere sui contenuti di una relazione dello stesso convegno farnesiano di Piacenza ("Analisi morfopsicologica di alcuni personaggi dei Borbone delle Due Sicilie") esposta da Bartolomeo Valentino, professore presso l'università Federico II di Napoli, considerato uno dei massimi studiosi ​della morfopsicologia e delle relazioni con la fisiognomica dei volti. ​ “Non nascondo – ha poi proseguito Horak - di aver provato sempre un velato scetticismo nei confronti di tale materia, pur con il rispetto che è dovuto a uno studioso della statura accademica del prof. Valentino. ​ Tuttavia la grande sorpresa legata all'incontro con il signor Guido Guasconi, manifestatasi con il verificare la somiglianza con un suo avo vissuto 500 anni prima, mi ha portato a riconsiderare l'iniziale perplessità che avevo verso gli studi legati alla morfopsicologia e all'esame della fisiognomica”. ​  E’ anche interessante rilevare come nel corso della presentazione degli Atti del convegno farnesiano fossero presenti più rappresentanti della progenie dei dal Pozzo Farnese (sia pure in linea esclusivamente femminile, giacché la casata risulta estinta da oltre un secolo).

A questo punto il cronista non resiste e chiama in causa Raffarella Carrà: “Carrramba che sorpresa!”: infatti, sembra incredibile, ma nel Salone d’onore dedicato a Pier Luigi Farnese si sono ritrovati casualmente presenti ben quattro discendenti di Barnaba del Pozzo: il dottor Horak la cui madre, Chiara Bianca Maria Giulia Scotti, era pronipote della contessa Emilia Dal Pozzo Farnese (che fu la sua bisnonna), il dottor Camillo Giacoboni, accompagnato dalla sorella Giulia, anche lui discendente della contessa Emilia che sposò nell'Ottocento ​ l’omonimo Camillo Giacoboni, infine il citato sig. Guido Guasconi. ​ Tutte le discendenze (in linea femminile) ​rappresentate ​fortuitamente durante il convegno ​- giacché la circostanza non era assolutamente programmata - derivano dalla linea del conte Alfonso Dal Pozzo Farnese ​(deceduto nel 1823) che fu ciambellano ducale e marito di Emilia dei conti Roncovieri (deceduta nel 1821). ​

Guido Guasconi ha scoperto il suo antico sosia nel giugno 1985 quando aveva 34 anni e mezzo.  Il 17 giugno di quell’anno nella terza pagina di “Libertà” era pubblicato un articolo sui 500 anni dalla nascita di Barnaba dal Pozzo, corredato dal ritratto attribuito al Pordenone. All'epoca era lontano da Piacenza perché occupato a pilotare elicotteri sulle vette del Bianco (in quel momento prestava servizio ad Aosta), venne informato dalla sorella dello scritto e del ritratto così somigliante a lui apparso sul giornale. Fino a quel momento i due fratelli avevano sempre ignorato l'esistenza di un’effige del loro avo.  In effetti, la fotografia, scattata a Stoccolma nel 1986 e nella quale il signor Guido è con la moglie svedese Kate Stromsholm, rivela una rassomiglianza notevole.  “A quel tempo – ci riferisce il signor Guasconi - portavo la barba a pizzetto sin dalla adolescenza, senza però aver mai visto il ritratto del mio lontano antenato”.La nostra sovrapposizione fotografica sul ritratto del Pordenone eseguita da Oreste Grana, fornisce la controprova dei comuni tratti somatici, rivelati anche nelle altre immagini.  Tra gli incarichi pubblici di Barnaba II dal Pozzo anche quello di “Priore del Comune” (nel 1545) e poiché buon sangue non mente, il signor Guido siede oggi nei banchi del Consiglio comunale di Borgonovo ed è capogruppo dell’opposizione, sempre solerte nell’affilare le armi verbali e con la legittima aspirazione di onorare l'illustre avo assurgendo in futuro alla carica di sindaco.  Se accadrà, lo vedremo alle prossime elezioni previste per la primavera 2021.

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