Ancarano di Rivergaro, raccolte 280 firme contro il deposito di camion

I cittadini contestano un progetto della ditta di autotrasporti “Repetti” per la realizzazione di un deposito di camion sulla strada statale 45 in Valtrebbia

la simulazione del progetto lungo la strada statale 45

«È un ecomostro». Ben 280 cittadini e frequentatori di Rivergaro hanno firmato contro il progetto di realizzazione di un deposito-garage di camion ad Ancarano di Rivergaro, in Valtrebbia. La ditta di autotrasporti “Repetti” intende costruire l’opera nell’area che ha ospitato il vecchio deposito degli autobus, lungo la strada statale Valtrebbia 45, sul rettilineo alberato. I cittadini sono preoccupati dalla costruzione del capannone: sia per l’impatto estetico, che per quello acustico, oltre all’aumento di traffico di camion nella zona. L’opera – dieci metri di altezza per centodieci metri in lunghezza su 17mila metri complessivi di superficie - deve ancora passare attraverso la valutazione d’impatto ambientale e ottenere le autorizzazioni necessarie, ma la preoccupazione tra i rivergaresi cresce. I cittadini stanno proseguendo la raccolta firme, e una relazione era stata già consegnata lo scorso marzo al sindaco di Rivergaro Andrea Albasi. «La perplessità sulla qualità dell’aria rimane enorme – spiegano - considerando i 22 mezzi e le 47 auto in progetto, oltre al normale traffico esistente, che a meno di 50 metri dalle abitazioni, transiteranno nel piazzale. Solitamente i mezzi d’opera vengono riscaldati decine di minuti prima di iniziare l’attività. Vi è altresì il dubbio che, non solo i mezzi della società transitino nel sito, ma viste la potenzialità anche altri mezzi, quindi la qualità dell’aria sempre peggiore».

«Sono due le società che interverranno nell’operazione – si legge nella relazione consegnata - la Repetti Invest s.r.l. e la Repetti Massimo s.r.l., rispettivamente investitore ed azienda utilizzatrice. La Repetti Massimo s.r.l è già presente sul territorio di Rivergaro come società operante nel campo della movimentazione terra, quindi trasferirebbe tutta l’attività in un nuovo sito. Questa operazione quindi non può essere considerata come ampliamento aziendale bensì come nuovo insediamento industriale o commerciale.  Il fatto che poi siano due le società ad intervenire provoca parecchi dubbi sul reale utilizzo della costruzione e dell’effettiva destinazione d’uso». «Non si entra nel merito delle scelte progettuali impiantistiche del fabbricato nel suo interno, ma nella parte esterna si rileva un immobile illuminato a giorno anche di notte con notevole disturbo per gli abitanti delle residenze, l’assorbimento elettrico derivato dai macchinari potrebbe non essere sufficiente a soddisfare il fabbisogno con la linea attuale, provocando anche la eventuale realizzazione di apposita cabina di trasformazione, altro elemento degradante non gradito». «Si osserva che l’inserimento di un fabbricato di oltre 30.740 mc. oltre ad impianti tecnologici quali cisterne e lavaggi siano di impatto negativo sotto qualsiasi aspetto, ambientale, paesistico, vegetativo, sismico, idrico, traffico. Chi abita in Valtrebbia conosce bene il peso del traffico sulla statale 45 l’affluenza nelle ore di punta, le code e la pericolosità. La statale 45 raccoglie tutto il traffico della Val Trebbia sia in estate che in inverno. In particolare il tratto rettilineo interessato diventerebbe pericolosissimo con i camion pesanti che accederebbero al lotto in questione, soprattutto quelli che arrivano da Piacenza. Si osserva quindi l’enorme rischio di incidenti e pericolo che una simile attività possa provocare. Non è sufficiente una corsia di immissione per eliminare il rischio già alto».

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