Anziana seguita e scippata in strada, il quartiere si mobilita e la soccorre

Alfonsina ha 86 anni ed stata scippata nei pressi di via Casati da un uomo che l'ha seguita e al momento opportuno le ha afferrato con forza la borsa ed è scappato. Le titolari della cartolibreria Labussandri l'hanno soccorsa: «Un piccolo negozio di quartiere, specialmente se si trova in periferia, rappresenta un presidio fondamentale sul territorio»

Foto pagina Facebook Cartolibreria Labussandri

«Se solo avessi fatto un'altra strada non sarebbe successo, mio figlio me lo dice sempre: ti accompagno io in posta, non andare sola». Alfonsina ha 86 anni e nella mattina del 20 novembre è stata scippata nei pressi di via Casati da un uomo che l'ha seguita e al momento opportuno le ha afferrato con forza la borsa ed è scappato. Fortunatamente non è caduta e non si è fatta male, anzi è stata subito soccorsa. Del fatto se ne stanno occupando i carabinieri del Radiomobile. La donna, aveva appena ritirato poche centinaia di euro in posta, era sola e una persona senza scrupoli ne ha approfittato: la preda era facile, ma Alfonsina in realtà non era sola perché sono state tante le persone che hanno cercato di aiutarla: due donne, una in bici, hanno cercato in inseguire il rapinatore, le titolari della cartolibreria Labussandri di via Don Borea che si trova a pochi metri da via Casati, Katia e Daniela, l'hanno fatta entrare nel negozio in attesa dell'arrivo della figlia e dei carabinieri e una commessa del supermercato Sigma, che la conosce, ha portato il proprio supporto.  «Era agitata e un po' sotto choc - spiega Daniela -, l'abbiamo fatta accomodare su una sedia e dopo un bicchiere d'acqua ci ha spiegato cosa era accaduto e ci ha raccontato tante cose della sua vita. I clienti che mano a mano entravano le chiedevano come stava e alla fine si è tranquillizzata, mentre alcuni vicini presidiavano la sua casa (nella borsetta c'erano anche le chiavi) e noi tutte insieme aspettavamo i carabinieri e la figlia prontamente allertata». «Io e la mia collega eravamo in vetrina a sistemare alcune cose quando abbiamo visto un uomo correre, poi abbiamo sentito le urla e visto l'anziana. A quel punto abbiamo capito e l'abbiamo aiutata: nel frattempo lì si erano radunate altre persone che hanno cercato di calmarla. Non abbiamo fatto niente di speciale, anzi, aiutare qualcuno è scontato ma sopratutto abbiamo avuto l'ennesima dimostrazione di come un piccolo negozio di quartiere, specialmente se si trova in periferia, possa rappresentare un presidio fondamentale sul territorio. Significa essere presenza, vuol dire trovare un volto amico nel momento del bisogno». 

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