«Attenzione agli ordigni inesplosi, ecco cosa fare se ne trovate uno»

Esercitazione Argo dell’Esercito, prima giornata con gli studenti di cinque istituti superiori sui rischi che si corrono a causa delle tante bombe, risalenti alle due guerre, ancora inesplose.

Un momento dell'esercitazione (foto Gisimage)

Centinaia di studenti hanno aperto la due giorni dell’esercitazione Argo. Il clou ci sarà il 29 ottobre, quando diversi reparti dell’Esercito daranno il via a una complessa attività legata allo spostamento di forze in un teatro di crisi, con l’intervento di pontieri, artiglieri, lagunari, comunicazioni e anche di un elicottero. Se le condizioni meteo lo consentiranno, i genieri monteranno anche un Ponte galleggiante mobile che collegherà lo scalo pontieri all’Isolotto Maggi, sul quale passeranno diversi mezzi e veicoli blindati.

bindi tambe-2Ai ragazzi e alle ragazze è stato spiegato il ruolo dell’esercito sia nelle attività militari sia in quelle civili. Gli studenti di cinque istituti superiori (Cassinari, Tramello, Romagnosi, Marconi e Gioia), allo scalo pontieri, hanno partecipato  con alcuni docenti a un incontro con l’Associazione nazionale vittime civili di guerra sulla pericolosità degli ordigni inesplosi - sono ancora tantissimi in Italia, risalenti alle due guerre mondiali - e hanno assistito ad alcune dimostrazioni sulla bonifica di ordigni esplosivi, e hanno potuto vedere i soldati impegnati con cani e strumentazioni elettroniche, con i cani specializzati nella ricerca di esplosivi o mine, gli sminatori (minex) all’opera nel loro delicato lavoro di togliere i micidiali ordigni nella zone del mondo che ne sono ancora infestate. Alla mattinata, erano presenti anche alcune Associazioni d’arma, il senatore Pietro Pisani e gli assessori comunali Erika Opizzi e Jonathan Papamerenghi. Oltre agli studenti e alle Associazioni d’arma, era a Piacenza anche il comandante del Genio, il generale di brigata Francesco Bindi. «L’esercitazione - ha affermato - vede in azione diverse armi e sarà centrata sulla mobilità. Accanto all’attività operativa, abbiamo voluto aprire le porte della caserma ai cittadini e ai ragazzi per fare vedere ciò che facciamo».

Il colonnello Salvatore Tambè, comandante del 2° reggimento Genio pontieri, ha sottolineato che «accanto all’attività militare per addestrare al meglio il personale in possibili scenari di crisi, abbiamo voluto far vedere il potenziale rischio degli ordigni inesplosi. Abbiamo fatto vedere che cosa si deve fare quando se ne trova uno: non avvicinarsi, non toccarlo e avvisare le Forze dell’ordine che poi contatteranno l’Esercito che farà intervenire i propri specialisti». Ma ai ragazzi, all’inizio è stato spiegato «che cosa facciamo in tempo di pace. Le tante attività dei militari vanno dall’operazione Strade sicure alla messa in sicurezza dei luoghi colpiti dal terremoto nel Centro Italia, dove ancora operano i pontieri».

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