«Basta mezzi pubblici a fonti fossili: per il bacino Padano serve un trasporto pubblico a zero emissioni»

Legambiente sull'uso delle risorse del Ministero dell’ Ambiente: «Si usino i 40 milioni destinati all’Emilia – Romagna per acquistare autobus 100% elettrici. Regione e aziende del trasporto pubblico non ritardino la decarbonizzazione, scegliendo ancora mezzi a fonti fossili»

E’ di questi giorni la notizia che il Ministero dell’Ambiente ha stanziato quasi 40 milioni di euro in favore della Regione Emilia-Romagna per il miglioramento della qualità dell’aria.  Il presidente Bonaccini ha affermato che 36 milioni dei 40 totali saranno spesi per l’acquisto di nuovi 292 autobus “ecologici”. 

«Purtroppo dalla nota stampa si evince che una parte importante di questi mezzi continuerà a funzionare con idrocarburi fossili, e dunque non è possibile considerarli mezzi "ecologici"», denuncia l’associazione. Secondo Legambiente si tratta di una scelta inconcepibile dato che i prossimi dieci anni saranno centrali per cercare di fermare il cambiamento climatico. Inoltre gli stessi dati della Regione ci dicono che siamo in ritardo sugli obiettivgi di riduzione della CO2, anche a causa del settore dei trasporti.

«La scelta di acquistare nuovi autobus per il TPL in regione in sostituzione dei vecchi veicoli sarebbe un’ottima notizia – dichiara Legambiente. Peccato che la scelta non porti alla sostituzione dei mezzi con veicoli 100% elettrici vanificando l'ipotesi di avere un trasporto pubblico locale decarbonizzato nella nostra regione, almeno per i prossimi 20 anni. Condizione che vincolerebbe per troppo tempo il settore del trasporto pubblico nell’impiego dei combustibili fossili».

Già nel 2018, il rinnovo di 377 autobus aveva visto l’acquisto di autobus prevalentemente a metano e LNG, con 20 mezzi ancora a Diesel. Nel 2020 crediamo che i nuovi mezzi acquistati dovrebbero essere 100% elettrici: “una tecnologia ormai matura per circolare su strada”.

Lo dimostra la scelta dell’azienda pubblica dei trasporti Milanese ATM che ha dichiarato di voler trasformare la sua flotta in 100% elettrica entro il 2030, in linea con la Regione Piemonte che ha appaltato nel lontano 2015, 19 autobus elettrici. La nostre Regione, una delle più inquinate d’Europa, con questa scelta si troverebbe molto arretrata rispetto alle scelte di vero trasporto sostenibile.

«Il costo di un autobus elettrico risulta ancora maggiore di quelli tradizionali – sottolinea Legambiente - se consideriamo però l’abbattimento delle spese di gestione e di manutenzione di un mezzo elettrico rispetto ad uno tradizionale, senza considerare le spese sanitarie causate dall’inquinamento delle nostre città, tali differenze risultano trascurabili. Inoltre, gli appalti pubblici dovrebbero essere luoghi privilegiati per consolidare i mercati di prodotti innovativi e davvero ecologici».

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L'associazione specifica infine che la strategia dovrebbe essere quella di sostituire i vecchi mezzi diesel, più inquinanti, con i nuovi mezzi elettrici. La parte rimanente delle flotte oggi in uso dovrebbe invece essere riconvertita velocemente da metano fossile a biometano. 

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