Benemerenza civica “Piacenza Primogenita d’Italia”, entro il 31 gennaio le candidature

Il riconoscimento può essere concesso a cittadini italiani o stranieri, così come a sodalizi o istituzioni di vario genere che abbiano contribuito al miglioramento della qualità della vita e della convivenza sociale grazie alla propria attività professionale o nel volontariato, in ambito culturale, politico o amministrativo

Dovranno essere formalizzate entro il 31 gennaio, le candidature per il conferimento della benemerenza civica “Piacenza Primogenita d’Italia”, che viene tradizionalmente assegnata a personalità o realtà associative che si siano distinte per l’impegno a favore della comunità, nel corso della cerimonia istituzionale per la ricorrenza del 10 maggio, che celebra l’annessione plebiscitaria, nel 1848, al nascente Regno d’Italia 

Le proposte di attribuzione, come prevede il Regolamento pubblicato sul sito www.comune.piacenza.it , possono essere avanzate dal sindaco o da almeno un terzo dei consiglieri comunali, nonché da enti, associazioni, comitati e organismi di partecipazione attivi sul territorio. Il riconoscimento può essere concesso a cittadini italiani o stranieri (anche alla memoria), così come a sodalizi o istituzioni di vario genere che abbiano contribuito, in modo significativo, al miglioramento della qualità della vita e della convivenza sociale grazie alla propria attività professionale o nel volontariato, in ambito culturale, politico o amministrativo. 

Le proposte – corredate di biografia, motivazioni e ogni altra indicazione utile – dovranno essere inviate all’indirizzo segreteria.sindaco@comune.piacenza.it entro il termine del 31 gennaio e saranno successivamente sottoposte alla valutazione della Commissione appositamente costituita. L’onorificenza, attribuita nel 2019 al vescovo di Piacenza monsignor Gianni Ambrosio, viene assegnata dal 2014: per la prima edizione venne conferita all’Associazione nazionale Alpini, nel 2015 ad Africa Mission – Cooperazione e Sviluppo, nel 2016 alla professoressa Anna Braghieri, nel 2017 a don Giorgio Bosini e nel 2018 all’ingegner Luciano Gobbi.

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