Campi di pomodoro e vigneti devastati dalla grandine

«Da quando è partita l’estate – sottolinea la Coldiretti su dati ESWD – l’Italia è stata colpita da 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento, il 75% in più rispetto all’anno scorso, con pesanti ripercussioni sulle coltivazioni, l’allevamento e il lavoro degli agricoltori»

Celleri di Carpaneto

Una violenta tempesta di ghiaccio ha provocato forti danni questo pomeriggio, venerdì 2 agosto, nel Piacentino e in particolare in Val Trebbia, Val Tidone, Val Chero e Val Luretta, dove - rileva Coldiretti Piacenza -  i danni alle coltivazioni, in particolare al pomodoro e ai vigneti, sono purtroppo già evidenti. I chicchi infatti erano di dimensioni notevoli e sono scesi a raffica mentre soffiava un forte vento: ancora una volta il passaggio dal sole al maltempo è stato rapido. "Il maltempo - afferma il presidente di Coldiretti Piacenza Marco Crotti- ha attraversato tutta la provincia, in particolare la fascia pedecollinare, molto ricca di colture, quali pomodoro, mais e vigneti". Si tratta dell'ennesimo episodio: "Ingenti - afferma Crotti- le perdite di prodotto". Agazzano, Castell'Arquato, Carpaneto, Gazzola, Rivergaro e Pianello sono tra i comuni più colpiti.  Da quando è partita l’estate – sottolinea la Coldiretti su dati ESWD – l’Italia è stata colpita da 462 tempeste di ghiaccio, acqua e vento, il 75% in più rispetto all’anno scorso, con pesanti ripercussioni sulle coltivazioni, l’allevamento e il lavoro degli agricoltori.

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Una anomalia climatica evidente nel corso del 2019 che - continua la Coldiretti - è stato segnato da primi mesi dell’anno particolarmente siccitosi ai quali ha fatto seguito un maggio freddo e bagnato, un mese di giugno al secondo posto tra i più caldi ed un mese di luglio segnato da tempeste nella prima metà alle quali sono seguiti giorni di gran caldo ed ora il ritorno del maltempo al Nord. Si sta verificando una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti – si evidenzia con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, grandine di maggiore dimensione, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo che compromettono le coltivazioni nei campi con danni per oltre 14 miliardi di euro in un decennio, tra perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture.

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