Casa San Giuseppe compie 20 anni: grande festa nella struttura con le autorità piacentine

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di IlPiacenza

Sabato 17 novembre, Casa San Giuseppe, la struttura piacentina del Gruppo Edos dedicata alle categorie più fragili, festeggerà i suoi primi 20 anni di attività sul territorio: a partire dalle ore 10.30, infatti, la struttura sarà aperta per celebrare – insieme a familiari, ospiti, autorità e staff – l’importante traguardo dei 20 anni di attività. La giornata prevede un ricco programma, tra musica, teatro e, per finire, un apericena con musica e canti per brindare tutti insieme. L’evento avrà inizio alle 10:30 con la Santa Messa, celebrata da Monsignor Ambrosio Giovanni. Successivamente, seguirà il benvenuto a tutti gli ospiti e i loro familiari da parte del team di struttura. Alle 15:30 appuntamento con il saluto delle Autorità: saranno presenti il Sindaco dott.ssa Patrizia Barbieri, il Vescovo Mons .Gianni Ambrosio, il Comandante Carabinieri Michele Piras, il Comandante Vigili Urbani Giorgio Benvenuti, il Comandante Vigili del Fuoco dott.ing Francesco Martino, il Questore di Piacenza Dott. Pietro Ostuni, il Direttore di distretto AUSL dott.ssa Anna Maria Andena, e il Dirigente dei servizi Sociali comune di Piacenza Dott.ssa Carolina Cuzzoni. E poi, dalle ore 16, via con il divertimento: si comincerà con la Rappresentazione Gruppo Teatrale “Le stagnotte”, fino all’esibizione del Corpo Bandistico “Amilcare Ponchielli” e il suo Maestro Ivano Fortunati – diretti dal maestro Yuri Boschiroli – fino all’apericena finale, con musica e canti, a partire dalle ore 18. Dal 1998, Casa San Giuseppe rappresenta un riferimento concreto nel territorio di Piacenza per quanto riguarda l’accoglienza e la cura delle categorie più fragili – grazie anche al nucleo GRACER “Mimosa” – garantendo rispetto, umanità e terapie riabilitative dall’efficacia ad ampio spettro per conservare, se non addirittura ripristinare, laddove possibile, le facoltà cognitive e motorie di questi ospiti con esigenze delicate e particolari.

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