Da San Francisco a Casella di Ferriere per vedere la casa e la stalla della nonna emigrata negli Usa

Dalle montagne della California a quelle della Valdaveto. Bill Elliott con la moglie Erika ha fatto visita a Costa e Casella, “paesi incredibilmente piccoli”, sulle orme dei lontani avi

Lo scorso anno abbiamo presentato i fratelli Carini, italo-americani ritornati in val d’Aveto per visitare le terre dei loro avi e conoscere i lontani parenti; quest’anno, in occasione del bel restauro conservativo-innovativo della fontana a Casella (una manciata di chilometri oltre Brugneto), abbiamo incontrato i signori Bill ed Erika Elliott - giunti da Tehachapi, un comune di montagna degli Stati Uniti d'America della contea di Kern nello Stato della California con una popolazione di circa 15mila abitanti - anche loro sulle tracce  delle lontane radici.

La prima visita di Bill Elliott ai parenti italiani risale al 1994 quando, insieme alla madre Anna, alla zia Doris e ai figli, Sarah e Kevin, aveva raggiunto in giornata le località di Costa e Casella, luoghi di origine rispettivamente di Costantino e Teresa, suoi nonni materni. La breve visita era stata “ritagliata” da Bill, allora insegnante, nel programma del viaggio d’istruzione con meta Firenze, che stava compiendo con i suoi alunni.

Le poche ore trascorse sull’Appennino piacentino permisero ad Anna e Doris di scattare molte fotografie dei luoghi e della casa dove la loro madre era nata e cresciuta, per poterne conservare un ricordo più vivido al ritorno negli USA e suscitarono in Bill il desiderio di maggiori contatti e frequentazioni, concretizzati in successivi cinque viaggi, di cui gli ultimi tre insieme alla moglie Erika. I ricordi delle visite vanno soprattutto alla gentilezza di paesani e parenti che, nonostante non fossero in grado di comprendere l’inglese e di interloquire con loro, non gli fecero mancare gentilezze, sorrisi e un desco  caldo consumato in compagnia. Ma ciò che sorprese maggiormente i figli di Bill furono le dimensioni dei paesi, incredibilmente piccoli e raccolti ai loro occhi, abituati alla caotica San Francisco.

“Vedere a Casella la casa della nonna, con una stalla al piano inferiore e la residenza in quello superiore” afferma Bill “è stato per noi motivo di sorpresa e mi ha fatto riflettere sulle condizioni di povertà in cui lei aveva versato prima di emigrare. Allo stesso modo, le numerose case in pietra presenti nei due borghi mi hanno portato a meditare sul lavoro svolto dal nonno negli USA: egli, falegname abituato qua in Italia a costruire attrezzi, mobili e oggetti di dimensioni limitate, si era adattato ai metodi costruttivi americani, riuscendo, con l’aiuto di un gruppo di altri uomini, ad edificare un’abitazione in legno di tre piani”.

“Siamo rimasti piacevolmente stupiti” continuano Bill ed Erika “dall’organizzazione degli abitati appenninici in tanti piccoli villaggi, ognuno con la propria personalità e sfumatura di dialetto, uso molto differente rispetto alla disposizione e dimensione delle città americane alle quali siamo abituati. In futuro ci piacerebbe acquisire sempre migliore conoscenza dei luoghi dove i nostri avi hanno vissuto e passare del tempo insieme ai familiari d’Oltreoceano per poter vedere dal vivo, e non solo in foto, i cambiamenti sui loro volti e nelle loro vite”.100_2911-3

- Frequentate una comunità italo-americana organizzata e come percepite la situazione socio-politica italiana?

“Non conosciamo italiani residenti nella nostra zona, né siamo a conoscenza della presenza di comunità italo-americane organizzate nei pressi di Tehachapi; addirittura il Columbus Day, festeggiamento in onore delle minoranze che a San Francisco, città vicino alla quale abbiamo vissuto prima del trasferimento, è festeggiato con una grande parata e la chiusura delle scuole, a Los Angeles, a due ore di macchina da dove stiamo adesso, non è ricordato, probabilmente per la scarsa presenza di vostri connazionali. Circa la situazione politica italiana non siamo in grado di fornire un’opinione ma abbiamo l’impressione che molti problemi siano comuni a quelli presenti nel nostro Stato”.

- La vostra visita è limitata a questi luoghi o avete altre mete?

“Quello che stiamo facendo è un lungo viaggio: da Parigi all’Italia, passando per Lussemburgo, Strasburgo e la Germania. Abbiamo visitato St Moritz, attraversato la Valtellina e toccato le sponde del lago Maggiore. Grazie ad un’amica italiana che ha tracciato per noi un itinerario fra le meraviglie del Bel Paese, dopo il soggiorno su questi monti proseguiremo verso sud per tre settimane, facendo tappa in particolare a Frosinone, Matera, Maratea, Procida e Roma.

Al nostro rientro in California riusciremo a rimanere in contatto con la val d’Aveto, cosa a cui teniamo molto, grazie ai social network, che ci permetteranno di essere aggiornati anche sulle attività del Circolo Anspi Costa-Curletti”.

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