«Stiamo con gli alberi», in tanti ad assistere allo «scempio di via Liberazione»: abbattuti i sette bagolari

Dopo la polemica che si è protratta per diversi giorni le sette piante sono state tagliate in vista dell’imminente riqualificazione dell’intera via. Tensione al cantiere, intervento dei carabinieri

In piedi, in silenzio, ad osservare le piante cadere a terra (foto di Leonardo Trespidi)

Alle 16.20 l’ultimo tronco rimasto in piedi dei sette bagolari (detti anche “spaccasassi”) di piazzetta San Francesco è caduto a terra. Una decina di operai dalle 7.30 di giovedì 11 luglio hanno dato il via alle operazioni di taglio piante in via Liberazione. Lavori necessari in vista dell’imminente riqualificazione dell’intera via Liberazione: verrà rimessa a nuovo la pavimentazione con cubetti di porfido, in linea con le vie confinanti (corso Garibaldi, piazza Molinari e via Maculani).

Sette piante che nei giorni scorsi sono state oggetto di polemica. Da una parte c’era l’Amministrazione con alla mano la relazione di un agronomo, dall’altra “Italia Nostra” che, appoggiata da Sinistra per Fiorenzuola e Movimento 5 stelle, ha raccolto più di 460 firme per dire “no!” alla rimozione degli alberi oltre che «per chiedere una corretta potatura del verde pubblico – ricorda il presidente Luigi Ragazzi -; e la ripiantumazione delle piante tagliate negli scorsi anni» («ne mancano circa duecento», dicono). Al posto dei bagolari i fiorenzuolani troveranno quattro aceri.

La città sembrava in lutto

Paolo Mario Buttiglieri Fiorenzuola-2Al fianco delle forze politiche di minoranza in Consiglio comunale hanno manifestato la propria contrarietà numerosi cittadini - lo dimostrano anche le firme già presentate in Comune - "ringraziati" dal sindaco «per aver esercitato il loro diritto di democrazia». Tra questi anche il sociologo fiorenzuolano Paolo Mario Buttiglieri che ha trascorso alcune mattinate in piazzetta San Francesco tra preghiere e abbracci ai fusti dei bagolari per dire “Io sto con gli alberi!” (nella foto). A vedere prima i rami delle chiome e poi man mano i sette tronchi crollare a terra mentre venivano tagliati con le motoseghe, si sono fermati lungo la via nonni e nonne anche con i loro nipotini. Insieme osservavano in silenzio quello che è stato definito «uno scempio» («alla faccia dei tanti cittadini che hanno fatto sentire la propria voce» - parole di Nando Mainardi in un post su Facebook). Tanti quelli che, in circa nove ore, hanno fotografato la piazza “nuda” di verde: gli operai avrebbero richiesto di non essere ripresi nelle foto, qualcuno avrebbe cercato di fare "irruzione" nel cantiere, il ché ha richiesto l'intervento dei carabinieri. «Mi spiace per le piante ma a me così piace, è più luminosa» – ci dice un signore. E ancora: «Secondo me dopo sarà più bella, ovvio dobbiamo aspettare». C’è chi «sta con le piante», dunque, altri che danno contro «ai politicanti che hanno cercato di fare di tutto per fermare il cantiere e creare un danno all’Amministrazione comunale».

Gandolfi e Pezzani: «Perché rischiare sulla pelle dei Cittadini?»

«Se leggiamo la relazione dell’agronomo consegnata alla Giunta, senza saltare le righe che non ci sono utili – è l’estratto di un post del sindaco Romeo Gandolfi -, capiamo che in caso di operazioni di riqualificazione tese ad eliminare elementi di pericolo costituiti dal rialzamento della pavimentazione della piazzetta dei Frati, le piante in oggetto avrebbero conseguenze negative per la loro stabilità dovute alla rimozione delle radici superficiali, causa dei dissesti. In più la relazione evidenzia i potenziali danni dovuti all'estrema vicinanza ad edifici di culto e di pregio storico architettonico, per non parlare di danni a persone, in caso di crollo, che a questo punto diventa più probabile. Questo dice la relazione, non altro. Allora viene spontanea una domanda: ha operato bene un amministratore che esegue opere di riqualificazione senza toccare le essenze se non nell'asportazione delle radici superficiali, con l’aumento delle probabilità di crollo e con la certezza che da qui a pochi anni si ripresenteranno i fenomeni di dissesto? Ha speso bene i soldi dei Cittadini? La risposta per me è scontata: no!

Sulla questione era intervenuto anche il presidente del Consiglio comunale Andrea Pezzani, secondo il quale «il taglio di questi bagolari è stata per tutti noi una decisione sofferta e certo non presa a cuor leggero». «Ma l’unica possibile – aggiunge -, alla luce di tutte le possibilità e considerazioni prese in esame. Su una cosa non possiamoo scendere a patti: le considerazioni sulla sicurezza dei cittadini. A Parma solo la settimana scorsa una signora è morta per un ramo di un albero che l’ha investita in un parco pubblico cittadino. Queste non sono opere elettorali. Avranno, si spera, effetti per la Fiorenzuola dei prossimi venti o trent’anni. Un buon amministratore deve lavorare per quello, con tutta la visione e tutta la passione che riesce a metterci. Poi è vero, solo chi non fa non può sbagliare».

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