Fusione Monticelli-San Pietro, annullato il referendum del 25 novembre

I sindaci di Monticelli e San Pietro in Cerro: «Dopo una serie di eventi ostativi verificati negli ultimi giorni rinunciamo amaramente allo strumento democratico quale è il referendum»

Distane e Sogni

«Rinunciamo amaramente allo strumento democratico quale è il referendum». Così Manuela Sogni e Gimmi Distante, rispettivamente sindaco di San Pietro in Cerro e Monticelli d’Ongina, annunciano «in via ufficiale la loro decisione di abbandonare il percorso di fusione per incorporazione» tra i due Comuni della Bassa. Annullato quindi il referendum consultivo del 25 novembre, che avrebbe potuto portare San Pietro in Cerro a diventare frazione di Monticelli insieme a Polignano.

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La decisione dei due sindaci è arrivata «a seguito di una serie di eventi ostativi verificati negli ultimi giorni», in particolare le assemblee pubbliche che si sono tenute nei due comuni tra settembre e ottobre. Già la scorsa settimana nel salone parrocchiale di San Pietro il comitato del “No” alla fusione aveva costretto Sogni ad interrompere la serata di confronto dopo i primi trenta minuti di bagarre che non hanno permesso agli Amministratori di prendere parola. E poi si sono susseguiti gli “inviti” del centrodestra ad «abbandonare il percorso di fusione». Ultimo in ordine tempo quello del commissario provinciale della Lega Corrado Pozzi, secondo il quale è mancato «il coinvolgimento dei cittadini in una scelta»: «Seguendo la via di un confronto, con modi e tempi adeguati, si sarebbero anche potuti risparmiare soldi pubblici investiti in studi di fattibilità e referendum. In futuro, dopo le prossime elezioni amministrative si potrà aprire un dialogo serio, costruttivo e democratico con la popolazione. Spiegano Sogni e Distante: «Le rispettive Amministrazioni provvederanno successivamente a precisare gli aspetti di tale decisione».

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