Dal composito impiego delle staminali, al farmaco stampato avendo solo la ricetta medica. Realtà e orizzonti della medicina rigenerativa

Bioetica, sesto convegno: ospiti Carlo Alberto Redi, accademico, biologo e saggista, professore universitario, e la sua allieva Manuela Monti, dottore di Ricerca in “Bioingegneria e Bioinformatica medica”, ricercatrice del Centro Ricerche della Direzione Scientifica della “Fondazione Policlinico San Matteo” di Pavia

Da sinistra, Monti e Macellari (Foto Passerini)

Continuano alla Fondazione di Piacenza e Vigevano gli eventi di divulgazione scientifica della rassegna “I Giovedì della Bioetica” di cui è curatore scientifico il prof. Giorgio Macellari e moderatore degli incontri il giornalista Gaetano Rizzuto. Il sesto convegno ha avuto quali ospiti il prof. Carlo Alberto Redi, accademico, biologo e saggista, professore universitario, che abbiamo avuto occasione di presentare nella cronaca di una precedente conferenza e la sua allieva Manuela Monti, dottore di Ricerca in “Bioingegneria e Bioinformatica medica”, ricercatrice del Centro Ricerche della Direzione Scientifica della “Fondazione Policlinico San Matteo” di Pavia.

Cicli di conferenze come questo promosso dall’Istituto Italiano di Bioetica della sezione di Piacenza, ha evidenziato il prof. Redi, «sono un’opportuna catena di trasmissione e di dialogo dei diversi saperi tra la comunità scientifica e la collettività». 

La capacità di riprogrammazione genetica della cellula staminalee gli studi sulla medicina rigenerativa, sono tra i temi sui quali l’attenzione dei media èsempre alta e spesso alle notizie di rigore scientifico, si sovrappongono le classiche fake news che alimentano fallaci entusiasmi o allarmismo e inquietudine che paventano la clonazione umana, l’ibernazione del corpo intero o di sue parti, generando una visione frankensteiniana degli avanzamenti e progressi scientifici. «In realtà - concordano i relatori - questo non è “fantascientifico”, ma è solo impossibile, perché, anche se la clonazione umana funzionasse, mai sarebbe possibile creare una copia uguale all’originale. Solo cittadini capaci di intendere le problematiche poste in campo da queste rivoluzioni possono decidere, in autonomia, cosa si ritiene lecito applicare delle tante innovazioni biotecnologiche, sviluppando una cittadinanza scientifica alla base di una laica democrazia cognitiva».

La dottoressa Monti, tra le importanti scoperte e grandi avanzamenti tecnologici del tempo in cui si sta vivendo, ha indicato le cellule staminali spiegandone la natura, le potenzialità, i risultati e le applicazioni terapeutiche consolidate. Il trapianto di cellule staminali ematopoietiche si è imposto come terapia per le leucemie acute e numerose malattie ematologiche, per la rigenerazione di tessuti danneggiati da ustioni e cicatrici e anche nei trattamenti per rinnovare vari organi e tessuti. Affascinanti scenari sono proposti dagli studi sulle “pluripotenti”, generate artificialmente in laboratorio partendo da un’unica cellula embrionale generalmente isolata sulla cute. 

Proseguendo nella esposizione, la Monti ha illustrato la tecnica per produrre gli “Organoidi”, una versione semplificata e miniaturizzata di un organo prodotto in vitro in tre dimensioni che mostra caratteristiche micro anatomiche realistiche. Sono creati partendo da poche cellule di tessuto, come cellule staminali embrionali o cellule staminali pluripotenti che si possono auto-organizzare in una coltura tridimensionale. La tecnica è molto importante perché gli "oidi" (corpi embrioidi, gastruloidi, organoidi), ovvero versioni miniaturizzate di tessuti, embrioni alle prime fasi di sviluppo, sono un buon modello per studiare in vitro, ad esempio, la loro risposta a farmaci in fase di sperimentazione. Altro tema illustrato dalla Monti le “bio-ispirazioni” derivate dalla ricerca sul mondo animale e vegetale che hanno portato la realizzazione di aghi indolori ispirati agli aculei del porcospino o di sistemi in grado di catturare rare cellule circolanti (come quelle tumorali) “copiando” il modo in cui i tentacoli delle meduse attirano particelle di cibo fluttuanti nell’acqua.

C’è poi lo sviluppo della medicina rigenerativa è la progettazione di stampanti capaci di produrre organi 3D: si parte dalla loro digitalizzazione mediante tomografia computerizzata (la Tac). Il modello guida la bio stampante a "replicare” strato dopo strato le cellule e il materiale che le supporta formando, in poche ore, un rene, un cuore, valvole cardiache e anche di ottenere «medicine stampate grazie alla tecnologia 3D avendo solo la ricetta medica tra le mani».

L’ultimo appuntamento de “I giovedì della bioetica” per il 2019 è in programma per il 14 novembre, alle 17,30, sempre in Fondazione, con lo scienziato Matteo Cerri, ricercatore del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie dell’Università di Bologna, che parlerà della “Scienza del freddo: dagli ibernauti all’etica dell’immortalità”.

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