Gragnano e Calendasco uniti contro la mafia: un campo estivo in Calabria all’interno di un bene confiscato

Presentato un nuovo progetto elaborato da Libera, finalizzato a promuovere la partecipazione dei giovani dei due paesi ad un campo estivo a Isola Capo Rizzuto. L’obiettivo è formare i ragazzi partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e sulla conoscenza dei territori coinvolti per imparare la cultura della legalità

I sindaci Calza e Zangrandi

Inizio d’anno all’insegna dei valori della legalità e del volontariato per l'amministrazione di Gragnano Trebbiese. Nella sala consiliare comunale, nei giorni scorsi, è stato presentato un nuovo progetto elaborato da Libera, in collaborazione con i comuni di Gragnano e Calendasco, finalizzato a promuovere la partecipazione dei giovani dei due paesi ad un campo estivo in Calabria, a Isola Capo Rizzuto, all’interno di un bene confiscato. L’obiettivo è formare i ragazzi partecipanti sui temi dell’antimafia sociale e sulla conoscenza dei territori coinvolti per imparare la cultura della legalità vivendo direttamente l’esperienza di un campo estivo di “E!State Liberi!” come già 3mila studenti hanno fatto lo scorso anno in Italia. «L’aspetto più importante e originale è che la proposta non è arrivata da noi ma dal comune di Gragnano», sottolinea la referente piacentina di Libera, Antonella Liotti «grazie all’impegno dei consiglieri comunali Andrea Capellini e Matteo Provini». Dopo questa prima presentazione che, insieme alla Liotti e ai sindaci Patrizia Calza e Filippo Zangrandi, ha visto la presenza di Umberto Ferrari, responsabile del campo estivo a Isola Capo Rizzuto, chi vorrà potrà frequentare una serie di incontri di formazione sul tema e propedeutici all’esperienza del campo estivo. Questi si svolgeranno nel capannone confiscato alla mafia a Calendasco, con un progetto di formazione che parte così dal “basso”. La Liotti nel sottolineare l’apprezzamento dei ragazzi piacentini che già hanno frequentato questi campi e che erano presenti in parte all’iniziativa gragnanese, ha voluto precisare come il sindaco Calza «abbia sempre sostenuto l’azione di Libera anche nei momenti difficili del percorso per confiscare il capannone di Calendasco». L’obiettivo di quest’anno, per Zangrandi, sarà proprio quello di «restituire questo bene alla collettività, destinandolo a molteplici usi, tra cui appunto anche all’attività di formazione propedeutica alla partecipazione ai campi». Chi fosse interessato a intraprendere questa esperienza o per semplici informazioni può contattare i comuni di Gragnano e Calendasco, l’associazione Libera Piacenza e il sito ufficiale.

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