I sindacati della scuola incontrano il prefetto

Nella mattinata di martedì 12 novembre, si è tenuta un'assemblea, di fronte alla sede della Prefettura di Piacenza, indetta dalle organizzazioni sindacali FLC CGIL Piacenza, Cisl Scuola Piacenza, Uil Scuola Piacenza, SNALS Piacenza, GILDA Piacenza, che ha visto la partecipazione di lavoratrici e lavoratori del comparto istruzione e ricerca

Il presidio

Nella mattinata di martedì 12 novembre, si è tenuta un'assemblea, di fronte alla sede della Prefettura di Piacenza, indetta dalle organizzazioni sindacali FLC CGIL Piacenza, Cisl Scuola Piacenza, Uil Scuola Piacenza, SNALS Piacenza, GILDA Piacenza, che ha visto la partecipazione di lavoratrici e lavoratori del comparto istruzione e ricerca. I Segretari Generali sindacali di categoria e i lavoratori sono intervenuti circa le già note criticità afferenti la sicurezza negli edifici scolastici e a quelle che emergono dall'approvazione del Decreto Legislativo n. 126 del 29 ottobre 2019 (c.d. "Decreto Scuola").  Una delegazione di lavoratori e rappresentanti sindacali è stata in seguito ricevuta dal Prefetto di Piacenza, dottor Maurizio Falco, al quale sono state rappresentate istanze ed osservazioni attraverso la consegna di un documento riguardante le tematiche oggetto di dibattito.

Ecco il testo del documento consegnato al Prefetto ed alcune immagini dell'assemblea svoltasi questa mattina di fronte alla Prefettura.

«I lavoratori del comparto istruzione e ricerca, rappresentati dalle Organizzazioni sindacali FLC CGIL Piacenza, Cisl Scuola, Uil Scuola Piacenza, SNALS Piacenza, GILDA, desiderano consegnare all’attenzione dell’Illustrissimo Signor Prefetto di Piacenza le seguenti istanze e osservazioni, nella speranza che possano essere portate ai livelli superiori, per rappresentare le condizioni di criticità, in merito ai temi della sicurezza, degli organici, del reclutamento, della tutela dei lavoratori tutti in cui versano le Istituzioni Scolastiche del territorio Piacentino, parimenti a quanto risulta al livello nazionale. É notizia recente la tragedia avvenuta nella scuola primaria Pirelli di Milano, appresa dalle OO.SS. e dai lavoratori del comparto con grandissimo dolore e commozione. 

In relazione a tale tragico evento attendiamo con rispetto il responso delle indagini che dovranno accertare le cause del drammatico incidente ma vogliamo rivolgere a chi di dovere l’appello a considerare con la dovuta attenzione le condizioni di sofferenza in cui versano le nostre scuole: spesso inadeguati gli edifici scolastici, carenti gli organici del personale docente e ATA, insufficiente la vigilanza, assenti i controlli sull’idoneità degli ambienti vissuti quotidianamente da bambini e ragazzi dai 3 ai 19 anni. In proposito ci interroghiamo su quanto lavoro è necessario compiere come lavoratori, per ogni ruolo ricoperto come docenti, dirigenti, personale ATA, organi collegiali, per giungere ad un vero esame dei rischi che quotidianamente potenzialmente si vivono nella scuola. 

Non sono più idonee allo scopo le innumerevoli segnalazioni alle autorità locali seguite quasi sempre da risposte tardive o inesistenti ed è inadeguato il sistema di delega agli “esperti” sulle materie della sicurezza. Il tema della sicurezza nelle scuole è nevralgico per i lavoratori di comparto che esigono di lavorare in luoghi idonei, per gli alunni che vogliono portare avanti i propri studi in luoghi sicuri, per i loro genitori che a ragion veduta vogliono proteggere i propri figli. 

Consapevoli delle falle che avvelenano il sistema scolastico, chiediamo piena collaborazione da parte degli organismi preposti per il verificarsi di provvedimenti urgenti mirati all’adeguamento degli spazi scolastici a condizioni di sicurezza “ottimali” e all’ampliamento degli organici, spesso precari e numericamente insufficienti, in misura delle effettive esigenze degli Istituti scolastici, che si trovano impossibilitati a garantire una sufficiente vigilanza. 

Rammentiamo come negli anni siano stati “cancellati”, solo nella provincia di Piacenza, più di trenta unità di personale nel profilo collaboratore scolastico, inficiando pesantemente la funzione di vigilanza che le istituzioni scolastiche sono tenute a garantire. In proposito, come già ampiamente sollecitato, riteniamo che debbano essere stralciate le misure previste dalla Legge di Stabilità 2014 (L.190/2014 art.1 c.332), relativamente al divieto di sostituzione dei collaboratori scolastici in caso di assenza per la prima settimana. Questioni che esigono un interesse costante da parte della politica e soprattutto una concreta capacità di intervento attraverso scelte mirate e coerenti di investimento, a supporto della sicurezza di strutture e impianti, e di efficaci strategie di prevenzione. 

Riteniamo il tema dell’adeguamento degli organici alle reali esigenze degli istituti scolastici essenziale per il superamento di gran parte delle criticità sopra esplicitate e, allo stesso modo, riteniamo importante la tutela della dignità di lavoratori che da anni prestano servizio nelle scuole con senso di dovere, impegno e totale dedizione. 

Per questo motivo, in riferimento al Decreto Legislativo Scuola n.126 licenziato il 29 ottobre 2019 (cosiddetto Decreto Scuola), ad oggi in attesa di conversione in Legge, riteniamo inaccettabile l’esclusione di tanti facenti funzione che da anni svolgono il ruolo di DSGA, così come riteniamo inammissibile la mancata proroga delle previsioni del Decreto Dignità per le migliaia di maestre e maestri in attesa di sentenza di merito, che in assenza di tale proroga sarebbero licenziati tout- court. 

Come evidenziato, la norma pubblicata con il Decreto n.126 è difforme su diversi aspetti rispetto agli impegni assunti dal Ministro con l’intesa sottoscritta il 01 ottobre 2019. 

Tale intesa conteneva diverse misure relative alla scuola, tra le quali, per citarne solo alcune, quelle relative al concorso straordinario della scuola secondaria, all’esclusione dei dirigenti scolastici e del personale ATA dalla rilevazione delle impronte digitali, al concorso riservato ai facenti funzione DSGA. 

Il Decreto Legislativo ha disatteso nei fatti alcuni nodi salienti dell’intesa, ammettendo al concorso straordinario i docenti con servizio nelle scuole paritarie ai soli fini abilitanti, non inserendo la proroga delle misure del decreto dignità sui diplomati magistrali (impegno che il MIUR aveva promesso di mantenere nel primo provvedimento utile licenziato dal governo), stralciando il concorso riservato per i DSGA facenti funzione con tre anni di servizio. 

Per quanto concernente la procedura del concorso straordinario è chiaro che l’apertura al personale delle scuole paritarie si è resa necessaria in quanto dal decreto erano stati eliminati i percorsi abilitanti, rimandati ad un altro provvedimento collegato alla legge di bilancio e in una fase di stallo della trattativa. La soluzione migliore sarebbe stata quella di tenere insieme in un unico provvedimento i percorsi abilitanti aperti a tutte le diverse categorie di lavoratori e il concorso straordinario, evitando soluzioni raffazzonate. 

Oltretutto i percorsi abilitanti ricomprendono una categoria di docenti molto più ampia di quella ammessa al concorso straordinario ed è grave che il confronto sulle abilitazioni si sia arrestato già dopo il primo incontro, poiché l’intesa prevedeva concorso e abilitazioni, due temi evidentemente inscindibili. Rispetto alle misure sui diplomati magistrali riteniamo che il provvedimento vada varato al più presto per garantire gli effetti di tutela della continuità didattica che sono alla base dell’accordo siglato tra OO.SS. e MIUR. 

Sui DSGA facenti funzione esclusi dal concorso riservato se non possiedono la laurea specifica, ricordiamo che in sede di stipulazione dell’Intesa del 01 ottobre 2019 il Ministro sembrava aver capito che tali lavoratori hanno svolto la funzione di DSGA, anche per più di otto anni a causa della mancata indizione del concorso riservato per ben 20 anni, da quando cioè è stata istituita la figura del DSGA. 

Se le gravi carenze del Decreto sopra evidenziate non fossero colmate, e se sui temi della sicurezza l’inerzia di chi ha il compito di garantirne l’efficienza si protraesse, i lavoratori del comparto scuola continueranno questa mobilitazione arrivando finanche allo sciopero generale».

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