«Il clima cambia solo oggi o è sempre cambiato? Spesso manca la possibilità di un reale raffronto con il passato»

In Fondazione un’interessante conversazione dell’ingegner Maurizio Passera, promossa dai Maestri del Lavoro

Un momento della conferenza di Maurizio Passera

Senza consultare le previsioni del tempo è ormai impossibile programmare una vacanza o anche una semplice giornata fuori porta, programmare una visita o neanche stendere il bucato. Le parole ciclone e anticiclone, temperature reali e percepite, precipitazioni, bombe d’acqua ci accompagnano in continuazione e il gelicidio per qualche settimana è stato quasi un’ossessione. Passate nel dimenticatoio le osservazioni astrologiche basate sui fenomeni naturali degli almanacchi popolari tipo “Rosso di sera.”: oggi le previsioni si basano su mezzi tecnologici e conoscenze scientifiche di alto livello. I dati sono raccolti con satelliti, stazioni meteorologiche, palloni sonda, e poi elaborati utilizzando modelli matematici statistici. Si tratta di una scienza complessa che richiede elevate professionalità che è stata illustrata all’Auditorium della Fondazione in un incontro organizzato dal Consolato piacentino dei Mastri del Lavoro. Relatore Maurizio Passera - maestro del lavoro, ingegnere, fino al dicembre 2009 dirigente responsabile delle strutture di Promozione Tecnica e Formazione della ABB Sace Division leader delle tecnologie per l’energia e l’automazione, gruppo industriale di circa 100mila dipendenti in cento Paesi – che ha trattato il tema “Il tempo di Piacenza negli ultimi 50 anni, le moderne previsioni del tempo ed il cambiamento climatico”. 

2018-04-13 Presentazione Fondazione28-2Ogni giorno, dal 1967, l’ingegner Passera registra ed elabora temperature, precipitazioni e altri parametri meteo rilevati dalla sua postazione situata inizialmente in via Santa Franca, poi in via Martiri della Resistenza ed attualmente via Vitali; quest’ultima è connessa al Davis weatherlink che comprende 26.000 stazioni nel mondo. La sua conversazione ha illustrato e analizzato i trend della temperatura, i valori sul medio e lungo periodo, le precipitazioni, i valori giornalieri record, la componente umidità relativa nella sensazione di caldo ed il vento nella sensazione di freddo.  

Nel parlare comune, ha inoltre evidenziato il relatore, si parla spesso di clima e tempo, termini che sembrano simili. In realtà per clima si intende una situazione di una certa zona sostanzialmente stabile da centinaia di anni, al punto che occorrono almeno 30 anni di misurazioni per definire un'ipotesi di clima. Per tempo si intende invece la situazione meteorologica del momento, estremamente variabile da giorno a giorno, da mese a mese, da stagione a stagione, da un anno all'altro senza che ciò indichi necessariamente una variazione di clima.

- Esiste veramente la memoria storica degli eventi meteorologici?
Crediamo di ricordare molto bene le situazioni del passato ma in realtà ci rimane in mente soprattutto lo stato del tempo (caldo, freddo, nebbia, sole, pioggia, ecc.) legato in qualche modo a eventi che ci hanno interessato particolarmente: il giorno del matrimonio, una festa, una gita, una vacanza, un compleanno... Andando ad analizzare i dati scopriamo invece quasi sempre che la nostra memoria sbaglia e la realtà è diversa da come la ricordiamo. Ad esempio io stesso (un appassionato) credevo di ricordare che il 1° ottobre di ogni anno (un tempo inizio delle scuole) piovesse quasi sempre mentre un semplice controllo dei dati mi ha dimostrato che non era vero.
- Vi e' la possibilità di un reale raffronto con il passato?
Molto spesso no. Per esempio anche solo venti anni fa non esistevano le attuali stazioni meteo automatiche per cui quello che avveniva in molte zone non era misurabile ed anzi nemmeno si veniva a sapere, anche per lo scollegamento esistente tra i vari Enti e la mancanza di reti di interconnessione rapida. Cito come esempio le piogge alluvionali che periodicamente colpiscono l'alta Toscana e la Liguria di levante, dovute alla particolare situazione orografica locale dove i venti umidi provenienti da Sud-Ovest impattano contro le alpi marittime e rovesciano quantità incredibili di pioggia in poche ore, anche 300-400 mm. Molto probabilmente queste situazioni sono sempre state presenti, proprio perché legate a configurazioni geografiche, ma nessuno le misurava o circolava rapidamente le informazioni. Inoltre oggi disponiamo di satelliti meteorologici che misurano dallo spazio molti parametri anche in zone ove prima questi non erano misurabili per cui il confronto con i dati precedenti non è omogeneo.
- Nel tempo sono cambiate alcune condizioni al contorno?
Certamente sì, basti pensare alle stazioni meteo nelle città che nel tempo si sono ingrandite e subiscono l'effetto dell'isola di calore (traffico, riscaldamenti, pavimentazione, aziende ...). Ma anche molti dei principali aeroporti ove avvengono misurazioni, un tempo in aperta campagna, ora sono spesso vicini a costruzioni ed attività varie.
- Che ruolo giocano Internet e i media?
Internet gioca un ruolo fondamentale in due modi: abbiamo informazioni di qualunque avvenimento meteo significativo quasi in tempo reale, ed inoltre abbiamo queste informazioni da tutto il mondo. Questo ci porta a credere che ci sia stata una forte accelerazione di eventi estremi rispetto al passato. Inoltre spesso i media, sia per la fretta di dare notizie sia per la scarsa possibilità o volontà di verifica, offrono al lettore informazioni non corrette. Le stesse previsioni del tempo, una volta gestite prevalentemente da personale esperto dell'Aeronautica Militare, attualmente sono presentate da innumerevoli soggetti di cui non si conosce la competenza e che spesso ripetono solo informazioni di seconda mano. 

2018-04-13 Presentazione Fondazione47-2

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