Il difensore civico: «Consentire le videochiamate agli ospiti delle case di cura»

Il difensore civico regionale Marù: «Tutte le persone anziane ospitate in strutture sociosanitarie devono essere messe in contatto con i familiari»

«È un diritto poter disporre di strumenti necessari per restare in comunicazione con l’ambiente sociale ed evitare l’isolamento fisico e psichico: si raccomanda la promozione di percorsi di socializzazione alternativi che prevedano l’uso di tecnologie informatiche, come l’uso delle videochiamate». Il monito arriva dal Difensore civico regionale, Carlotta Marù, in riferimento a tutte le persone anziane ospitate in strutture sociosanitarie. A causa dell’emergenza determinata dal coronavirus, occorre adottare e rispettare stringenti misure di prevenzione in tutte le case di cura per anziani, al fine di evitare che fra gli ospiti si registrino casi di positività, così come disposto dal decreto della Presidenza del consiglio dei ministri dello scorso 4 marzo (che prevede l’accesso di parenti e visitatori a strutture di ospitalità e lungodegenza, residenze sanitarie assistite e strutture residenziali per anziani, autosufficienti e non, limitatamente ai soli casi indicati dalla direzione sanitaria della struttura).

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«È necessario, però,- rimarca il Difensore civico- tenere presente che l’isolamento forzato nel quale si trovano queste persone, anziane e molto spesso non autosufficienti, rischia di incidere negativamente sul loro umore così come su quello dei parenti, a cui è impedito andarli a visitare, e, in particolare, sul loro equilibrio psicofisico, dato che gli anziani hanno la necessità di preservare la percezione di essere portatori di risorse per il mondo esterno e non solo portatori di bisogni». La tutela della salute viene oggi definita a livello internazionale dall’Organizzazione mondiale della sanità come «uno stato di completo benessere fisico, mentale e sociale e non solamente l’assenza di malattia o di inabilità», ovvero una condizione di armonico equilibrio funzionale, fisico e psichico dell’organismo dinamicamente integrato nel suo ambiente naturale e sociale. «In un periodo di emergenza sanitaria come quello attuale - conclude Carlotta Marù - il bisogno di socialità nella sua dimensione fisica è stato limitato a tutela del diritto alla salute degli anziani».

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