«Il mito della Lancia Delta non passerà mai di moda»

La Delta, un’auto entrata nella storia delle corse rallistiche, e non solo, che ha “folgorato” anche molti piacentini. Il pilota Vincini: «Prezzi lievitati nonostante la sua età, ma rimane moderna». La sua officina ritrovo di molti appassionati

da sin: Nicola Ghezzi, Manuel Castelli, Giuseppe Puccio e Gianluca Vincini

«Questa macchina non stanca mai, non passa di moda, sono passati molto più di trent’anni dalla sua nascita eppure sembra sempre così moderna e potente». Gianluca Vincini è il titolare dell’officina “Autogas” di via Rigolli a Piacenza, che è diventato ormai un tempio di cultori e appassionati di Lancia Delta. Una vettura che, nella sua veste sportiva (e non solo), ha fatto sognare milioni di italiani tra la Lancia Delta-3fine degli anni ’80 e l’inizio degli anni ’90. La Lancia Delta ha infatti conquistato sei mondiali costruttori e quattro mondiali piloti nei Rally – due con il veneto Miki Biasion - prima di ritirarsi dalle corse insieme all’intero gruppo Lancia.

La Delta ora è diventata di culto, tanto che una versione stradale – per l’età che ha – vale oro sul mercato dell’usato, tanto quanto macchine in apparenza più blasonate. Da “Autogas” se ne vedono tante e tutte insieme di frequente. Ne sono state “curate” una quindicina negli ultimi anni, tra riparazioni e sistemazioni varie, cinque solo nel 2019. «Prima facevo solo la meccanica – spiega il 52enne Vincini, originario di Bacedasco di Castellarquato - ora tutto, anche il suo restyling». Vincini fa il meccanico da quando ha 14 anni e si è messo in proprio nel 1996. «La Delta è sempre stata un sogno da ragazzo, irraggiungibile a lungo. Al momento dell’uscita costava tra i 35 e i 55 milioni di lire». Gianluca ne ha comprata una per sé nel 1996 con la liquidazione Miki Biasion-2dell’officina per cui lavorava, prima di aprire la sua attività. «Ha perso mercato negli ultimi anni della Lira e nei primi anni dell’Euro – racconta - in seguito il suo valore si è impennato. Per molti era improponibile il suo mantenimento, che presenta dei costi alti. E bolli e assicurazioni erano onerosi, così è iniziata un po’ la svendita delle Delta. Poi hanno ripreso quota perché se ne vedevano sempre meno in giro, il prezzo è andato alle stelle. Adesso fai fatica a comprarla, ci vogliono tanti soldi quanto un Porsche». La sua da rally – corre dal 2007 - è in fase di riparazione. Quest’anno dovrebbe essere alla partenza al Rally di Monte Caio e alla Lanterna.

LA DELTA NEL CUORE DEGLI APPASSIONATI

L’officina ha così radunato intorno a sé diversi appassionati, come Manuel Castelli di Castellarquato e Nicola Ghezzi di Gossolengo, due proprietari di Delta. «Le macchine di una volta hanno un altro fascino – spiega il 48enne Manuel, che fa da assistente nei rally a Vincini e alla sua Delta –, anche perché riportano a galla bei ricordi di gioventù. Diciamolo chiaramente: le auto di oggi sono un’altra cosa. Vanno più forte, hanno più optional, ti aiutano alla guida. Ma la Delta è impegnativa, bisogna saperla guidare e proprio qui sta la bellezza dello stare al volante». Auto per tutti i giorni? «No, no – chiarisce Manuel - solo nel fine settimana e per qualche raduno».

Il 35enne Nicola invece è il copilota di Vincini. «Sto sul sedile del passeggero dal 2005, dal 2007 con la Delta. Sono innamorato di questa vettura fin da bambino, è a causa sua che ho iniziato a correre. È un’auto particolare, preparata nel dettaglio, che diverte e non ti fa passare inosservato. Io ne ho comprata una stradale. Anche senza livrea “Martini Racing” – quella con cui ha dominato - a tutti ricorda gli anni dei grandi rally». «Fortunatamente sono diventate auto storiche – aggiunge Nicola – così paghiamo meno di bollo e assicurazione rispetto al passato. Però ci vuole molta manutenzione». All’officina lavora anche il ventenne Giuseppe Puccio, che ha iniziato a “operare” sulle prime Deltone. «Mi piace lavorare sulle auto moderne, ma quando vedi queste…Soprattutto quando le vedi nelle gare, in un rally… Solo vederla partire “ti fulmina”, rimani folgorato». Veniamo al tasto più dolente: le Delta bevono? «Bevono, bevono – risponde Manuel -, fanno solo cinque chilometri con un litro, ma va bene così. Non ci fai caso, è uno spettacolo, una emozione per noi che abbiamo passione».

Tagliaferri Lancia-2

La Lancia è un marchio che sta scomparendo: attualmente la casa di Torino produce solo Ipsilon e non ci sono nuovi progetti per il futuro. «Proprio per questo – aggiunge Vincini – le Delta hanno più valore, la Lancia non ha più fatto auto del genere. Mentre altre case automobilistiche hanno proseguito a sfornare bestie da corsa». «Prima Alfa Romeo, Fiat, Lancia producevano auto che regalavano emozioni, dagli anni Duemila – riflette Manuel – le tedesche e le giapponesi ci hanno sovrastato. E la Lancia si è ridotta a fare Ipsilon a metano, con due cilindri. Si è perso un patrimonio ingegneristico e motoristico troppo importante». «Ogni marchio aveva il suo stile, c’erano enormi differenze tra le case. Adesso – conclude amaro Gianluca – si assomigliano un po’ tutte».

Lancia Delta-3

Lancia Delta-3

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