«Insultati e minacciati perché tuteliamo i vostri cari: più rispetto per volontari e sanitari»

«Andrà tutto bene: sarà solo tutto un brutto ricordo se tutti collaboriamo, se tutti ci rispettiamo». La riflessione inviata alla redazione da un soccorritore volontario impegnato nell’emergenza del coronavirus

Riceviamo e pubblichiamo questa riflessione inviata alla redazione da un soccorritore volontario impegnato nell’emergenza del coronavirus.

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«Voglio ringraziare tutti i cittadini che hanno contribuito con le donazioni alle varie associazioni impegnate nell’emergenza; e fare un appello a tutta la popolazione: noi volontari, medici, infermieri, non chiediamo grandi sforzi ma chiediamo solo di contribuire restando in casa e di uscire solo in caso di estrema necessità. Vi invito a non insultarci se non portiamo un vostro caro al pronto soccorso: a volte è più sicuro che il paziente stia in casa, lontano da luoghi infetti. Vi invito a portare rispetto a chi fa il nostro lavoro, a chi per 12 o 13 ore indossa una mascherina che ci segna il viso, a chi spende ore della sua vita e sacrifica il tempo alla famiglia per salvare voi e i vostri cari. Vi chiedo di non minacciarci con le armi se vi diciamo che il vostro amico non ha bisogno di andare all’ospedale. Vi chiedo di non sottovalutare il nostro lavoro, di non sottovalutare la situazione in cui siamo perché è molto più grave di quanto voi crediate. Ringrazio tutti coloro che seguono i nostri consigli, coloro che seguono le regole di questo momento. Vi invito a continuare a donare, poco o tanto non importa, è l’unione che fa la forza. Non creiamo panico, andrà tutto bene: sarà solo tutto un brutto ricordo se tutti collaboriamo, se tutti ci rispettiamo».

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