La medicina non può fare a meno di uno stretto rapporto di fiducia tra medico e paziente

La chirurgia a Piacenza tra passato e presente nel primo dei 24 appuntamenti programmati dal “Perity day every day”

Patrizio Capelli tra Francesco Mastrantonio e Carlo Mistraletti della Lucia

Sono ventiquattro gli appuntamenti programmati nel 2019 con l’etichetta “PERITY DAY every day”, che sviluppa e va oltre i temi annunciati dall’annuale convegno di ogni 27 dicembre a Palazzo Galli – Banca di Piacenza. Gli incontri saranno “polifattoriali”, come del resto era multiforme la genialità del prof. Pierfrancesco Periti i cui insegnamenti continuano ad aleggiare su di noi e sui suoi permanenti estimatori.

“Storie vere di chirurgia” è il titolo del primo incontro svolto con grande e interessata partecipazione di pubblico alla sala auditorium della parrocchia di San Pietro, con protagonista la bella esperienza di vita e di professione di Patrizio Capelli, da alcuni anni “Capo chirurgo” all’ospedale civile di Piacenza e provincia.

Capelli – introdotto da Carlo Mistraletti della Lucia presidente della Società medico chirurgica di Piacenza - è un chirurgo generale completo, l’ultimo esponente, come Direttore di una vera Scuola chirurgica piacentina iniziata nel 1760. Così lo definirebbe don Pio Marchettini, appassionato e rigoroso cultore di storia. Il suo fondamentale capitolo “Contributo a una storia della chirurgia e dei chirurghi nell’ospedale di Piacenza dal 1700 a oggi” (nel volume “Cinque secoli di storia ospedaliera piacentina 1471-1971”) cita i più celebri chirurghi piacentini. Risalendo per ogni secolo: da Giulio Casseri (‘600) a Giuseppe Corneli (‘700), a Giacomo Morigi (‘800), ad Arnaldo Vecchi (‘900), a Patrizio Capelli (2000). E chiediamo venia ad altre figure intermedie del passato (e altresì a rinomati operatori nelle prime specialità chirurgiche, per le quali ricordiamo solo: Mario Trettenero in Ostetricia, Evandro Pasquali in Ortopedia (il cosiddetto “aggiusta tutto”, Luigi Monesi e Luigi Lugli in Oculistica, Enrico Simonini e Mario Staffieri in Otorino L.I.). Alcuni sono stati “inventori” di interventi chirurgici innovativi di livello europeo, citiamo solo - a mo’ di esempio e per esperienza diretta di “ospedalieri” viventi - la “Neoglottide fonatoria” nei tumori laringei, ideata e messa a punto da Staffieri e colleghi negli anni ’70. Allora un’importante televisione tedesca venne da noi per documentare accuratamente e riportare in patria il pionieristico intervento.

Oltre al bisturi, c’è il rapporto di umanità e i drammi decisionali che ogni volta si stabiliscono tra il medico e il paziente, ha rilevato il dottor Capelli che, dialogando con alcuni medici e pazienti, è riuscito a comunicare con efficacia la propria esperienza professionale e umana, anche nei suoi risvolti gratificanti o sconvolgenti. Oggi il progresso ci ha portato alla ingegneria genetica, alla robotica, alla telemedicina e alle applicazioni dell’Intelligenza artificiale, tuttavia, pur avendo a disposizione queste tecniche sempre più raffinate, la medicina è un’arte che non può fare a meno di uno stretto rapporto di fiducia tra medico e paziente. Il prossimo incontro promosso dalla Società medico chirurgica di Piacenza e dalle tre parrocchie della U.P. 2, con il patrocinio del Comune, ha come tema “Sanità, vescovi e politica a Piacenza”; sempre presso la sala di San Pietro in Via Roma 23, alle 17,30, martedì 15 gennaio.

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