Martedì 2 aprile lo sciopero nazionale del personale dell'Agenzia delle Entrate

Proclamato lo stato di agitazione «per rivendicare l'immediato sblocco delle somme del salario accessorio, per gli anni 2016 e 2017, nonché l'immediata conclusione della terza tranche delle progressioni economiche»

I lavoratori

I sindacati Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal-Unsa comunicano la proclamazione di uno sciopero nazionale unitario dei lavoratori dell'Agenzia delle Entrate per la giornata del 2 aprile, per rivendicare l'immediato sblocco delle somme del salario accessorio, per gli anni 2016 e 2017, nonché l'immediata conclusione della terza tranche delle progressioni economiche. 

«Una protesta iniziata circa un mese fa - spiegano i rappresentanti sindacali delle organizzazioni - quando l'Agenzia ha messo in discussione una parte storica e consolidata del salario accessorio del personale relativo al 2016 e 2017, adducendo problemi interpretativi che probabilmente mascherano il tentativo di dirottare quelle risorse su capitoli "altri", disattendendo accordi già presi e soprattutto non remunerando, a distanza di tre anni, peraltro, il lavoro sempre più specializzato e soprattutto già svolto dai lavoratori, che hanno permesso all'Agenzia di raggiungere i risultati attesi e mantenere alti standard di servizi al cittadino».

«Oggi nelle due sedi Piacentine dell'Agenzia  si sono svolte assemblee partecipatissime, nelle quali i lavoratori hanno sottolineato le criticità che impediscono di lavorare in modo davvero consono a offrire servizi sempre più qualificati e puntuali ai cittadini e, anche, nell'interesse del Paese con la lotta contro l'evasione fiscale. Una tra tutte, la forte carenza di organico che potrebbe essere facilmente superata con il piano straordinario di assunzioni che le OO.SS. da tempo stanno chiedendo e che lo stesso ministro della Pubblica Amministrazione aveva, ai tempi ormai evidentemente dimenticati del proprio insediamento, dichiarato essere una priorità nell'interesse dei servizi ai cittadini», continua.

«Fp Cgil, Cisl Fp, Uil Pa e Confsal-Unsa dichiarano che, se l'Agenzia non avrà maggior rispetto per i propri lavoratori, mantenendo gli impegni presi ed erogando il salario che spetta per obiettivi già raggiunti (e che si mantengono ogni anno, essendo già stati certificati anche quelli del 2018, oltre al 2016 e 2017), e facendo anche la propria parte per arrivare alla risoluzione delle tante criticità emerse, la mobilitazione non si fermerà. Crediamo in una pubblica amministrazione moderna e al servizio dei cittadini, ma non può esserlo a senso unico: la lavoratrici e i lavoratori sono disponibili, come da sempre sono stati, a rimboccarsi le maniche per raggiungere obiettivi e mantenere standard qualitativi alti, ma il riconoscimento del lavoro svolto e della professionalità, oltre che un'adeguata organizzazione del lavoro basata su un numero di operatori consono, non possono essere considerati bazzecole». 

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