«Lampade a led nelle strade del centro storico? Oltraggio alla “grande bellezza” di Piacenza»

Italia Nostra critica la nuova illuminazione: «Imbruttisce poiché altera i colori, i rilievi, le dimensioni stesse degli edifici, in sostanza la fa apparire come una scialba continuazione della brutta periferia che la circonda, al di là delle mura cinquecentesche»

La nuova illuminazione del centro storico

«Siamo stupiti per l’inopinata decisione della pubblica amministrazione di sostituire le precedenti lampade dei lampioni stradali del centro storico con nuove lampade led, senza aver fatto nessun preventivo test di prova onde verificare, e consentire alla cittadinanza di verificare, se la sostituzione delle lampade e, di conseguenza, il tipo di luce diversa dalla precedente, consente di aumentare non solo la luminosità notturna delle strade del centro storico ma di meglio illuminare le case, i palazzi, gli edifici religiosi che fiancheggiano le nostre storiche strade». Lo afferma, in una nota, la sezione di Piacenza del consiglio di Italia Nostra in merito al recente rinnovamento, con lampade a led a basso consumo, dell'illuminazione del centro storico, che ha anche comportato l'eliminazione dei vetri dai lampioni. Un intervento sul quale di recente era già intervenuto, a difesa, anche l'assessore ai lavori pubblici MarcoTassi.

«Sembra invece - attacca Italia Nostra - che la decisione di illuminare un centro antico cittadino, dotato di un tessuto edilizio risalente agli scorsi secoli, ricco di facciate sette-ottocentesche e di chiese monumentali, sia stata presa da amministratori e tecnici dei competenti assessorati come se si trattasse di sostituire la lampada fulminata dei propri cucinotti, con un occhio rivolto al risparmio».

Prosegue l'associazione: «Il risultato ottenuto è ora sotto gli occhi dei cittadini e, duole dirlo, è un risultato veramente scadente, anzi è un oltraggio alla “grande bellezza” di Piacenza, che non merita – proprio alla vigilia dell’anno in cui la nostra città comparteciperà con Parma, Capitale della cultura 2020, ad una serie di eventi che ne aumenteranno il turismo – di trovarsi con una illuminazione pubblica che la imbruttisce poiché altera i colori, i rilievi, le dimensioni stesse degli edifici, in sostanza la fa apparire come una scialba continuazione della brutta periferia che la circonda, al di là delle mura cinquecentesche.
Ci si chiede come mai non si sia voluto fare delle prove, oppure se queste siano state fatte in silenzio, magari illuminando col Led qualche vicolo disabitato; questo per anticipare ciò che diremo allorché ci verrà rimproverato (come da copione) che Italia Nostra interviene sempre “a cose fatte”, ma se non ce lo dite prima come facciamo a saperlo?
Abbiamo letto che una delle ragioni della sostituzione delle lampade precedenti con quelle Led è il minor costo della bolletta/luce che pagherà il Comune. Ma come è possibile una tale cecità? Per una modestissima percentuale del bilancio comunale d’uscita rendiamo brutto il centro storico, proprio quando dovremmo renderlo più attraente. 
La luce che fanno le nuove lampade, già installate sui lampioni di varie strade, è fredda e bianca, appiattente; i lampioni, privati del vetro, di giorno danno l’impressione d’incompletezza ed appaiono scheletri vuoti, mentre di notte danno fastidio allo sguardo, poiché la mancanza dei loro vetri, un poco smerigliati, li rende abbaglianti. Inoltre mettendo i Led all’interno della calotta superiore del lampione e non al centro, l’illuminazione non avviene in modo uniforme ma risulta più intensa nella parte sottostante, la più viva illuminazione verso il basso la rende però disarmonica nel suo insieme.
Non vogliamo pensare che tale infelice risultato sia definitivo ed irreversibile e quindi auspichiamo una presa d’atto di tali osservazioni ed una modifica “in corso d’opera”».

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