Oltre cinque secoli di storia ospedaliera al secondo Periti Day- every day

Medicochirurghi passati, presenti e futuri “a consulto” per un nuovo ospedale piacentino. Sintesi di ampio respiro di Carlo Mistraletti

Per una vera storia ospedaliera piacentina dal 1470 al 2020, potrebbe essere la sintesi della seconda sessione Periti Day-every day, svolta nell’auditorium di San Pietro, che ha fatto seguito al primo, molto partecipato dell’8 gennaio, con il “capo chirurgo” attuale Patrizio Capelli.

A partire dalla rievocazione del passato, con un occhio rivolto al futuro, si è cavalcata la rigorosa documentazione esistente sull’Ospedalità piacentina  dal XV secolo al XXI. Oltre ai “Bollettini” classici, rilanciati da Giorgio Naldini, si è fatto riferimento al volume “Cinque secoli di Storia ospedaliera piacentina” che è una ricostruzione mirabile e rigorosa, frutto dell’alacre impegno di venti grandi storici:  da Emilio Nasalli Rocca, Franco Molinari e Pio Marchettini a Piero Castignoli e Ferdinando Arisi (solo per citare i primi “Antonini d’oro” laici 1986 e ’88). Con il loro lavoro hanno descritto – in un approccio olistico integrato- cinque secoli di storia ospedaliera a partire dal 1471 (tralasciando quindi Guglielmo da Saliceto, il medico piacentino  più famoso di tutti i tempi in Europa, vissuto nel XIII secolo, cui è intitolato da qualche anno l’attuale complesso nosocomiale, grazie agli studi di Tinerario Zucconi.

Oggi ripercorrendo gli ultimi 550 anni di storia, si può intuire che è stato molto significativo e talora decisivo l’impulso che  la comunità cristiana ha impresso, con la sua cultura, missione e organizzazione,  alle istituzioni assistenziali e terapeutiche di Piacenza. Si deve in particolare al vescovo Giovanni Campesio (confortato dalla Bolla Pontificia di Sisto IV e «dall’approvazione del duca Galeazzo Maria Sforza, degli anziani del comune e dai migliori cittadini»), l’ispirazione e l’impegno unificante che portava nel 1471 alla costruzione del primo Ospedale Grande di Piacenza. La grande opera (tutt’ora epigrafata nell’atrio) che, aveva “riunito” una quarantina di “ospedaletti” della città e del contado, rispecchia l’avventura plurisecolare della nostra Sanità -  compreso il periodo un po’ travagliato  degli “Ospizi civili” e degli interventi successivi - rimane oggi in vita, pur con varie apposizioni e  con l’ aggregato  “Polichirurgico” a partire dagli anni ’90 del XX secolo.  Fra  i vescovi molto attivi per la salute pubblica, oltre al Campesio sono stati citati: Paolo Burali, Filippo Sega e Gregorio Cerati. Ha anche mostrato l’ampia e classica relazione di Luciano Monari sull’ultimo (cartaceo) Bollettino della Società medicochirurgica del 1997 dal titolo: “Il significato umano e cristiano della sofferenza”. (Presidente dell’Ente ospedaliero – non ancora Azienda – nel 1973 era Bruno Villa, che in seguito sarebbe stato vicesindaco).

Carlo Mistraletti Della Lucia - da un trentennio presidente della Società medico chirurgica ha anche ricordato alcuni fra i più rinomati clinici e chirurghi  piacentini da Casserius e Corneli a Morigi, Vecchi e Capelli. “ Ora siamo ora in attesa di un Ospedale veramente Nuovo, tra utopia, speranze, possibilità e antinomie, ha aggiunto e ci confortano - fra le altre- le sagge indicazioni, sulla necessità di una nuova struttura, che ci hanno inviato diversi medici, in particolare Eleonora Savi, prima direttrice dell’unità di Allergologia e Immunologia  dell’ Ausl di Piacenza, ove stà per concludere la sua bella esperienza intramoenia”. Ma cosa ha fatto  e ancor più potrà fare in futuro, dopo la recentissima conferma nel governo pastorale della diocesi di Piacenza Bobbio per almeno un anno ( “Bolla” di Francesco I) l’attuale nostro vescovo Gianni Ambrosio, appena entrato nella terza età ( ma con antenati centenari!) ?. Ne ha parlato brillantemente, in una breve anteprima, il legato vescovile don Celso Dosi che ha commentato anche uno dei più recenti interventi episcopali in materia di Sanità dal titolo: “Il ruolo delle strutture sociosanitarie della diocesi piacentina”. Mentre sui classici e cruciali temi di Bioetica e deontologia ha relazionato con  scienza ed esperienza Flavio Della Croce dal 2013 presidente dei Medici Cattolici. Il contenuto della sua bella esposizione oltre ad essere disponibile anche in video- registrazione, è trattata più diffusamente nel suo libro Significato e salute, ed. Costa”.

All’auditorium e sala musicale di San Pietro sono intervenuti fra gli altri il missionario Luigi Muratori, il manager italoungherese Giuseppe Gal, l’insegnante Elena Poisetti, l’economista Giusy Lodigiani. Eugenio Mosconi ha presentato una sua composizione poetica sull’ospedale. 

Nel prossimo incontro del 30 gennaio, sempre in Via Roma 23, verrà presentato e commentato il “Testamento  epistemologico” di Pierfrancesco Periti dal titolo “Metafisica della Biologia” in sette brevi capitoli. 

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