Parcheggio sotterraneo piazza Cittadella, Italia Nostra: «Impedire uno scempio gravissimo»

La sezione piacentina di Italia Nostra, in relazione al progetto di Piazza Cittadella e Casali e in occasione del sopralluogo effettuato nel corso della mattina, ha convocato una conferenza stampa per esporre la propria contrarietà al progetto del parcheggio sotterraneo e della riqualificazione delle piazze

Un momento della conferenza

Nella mattinata di mercoledì 9 gennaio, la sezione piacentina di Italia Nostra, in relazione al progetto di Piazza Cittadella e Casali e in occasione del sopralluogo effettuato nel corso della mattina, ha convocato una conferenza stampa per esporre la propria contrarietà al progetto del parcheggio sotterraneo e alla riqualificazione delle piazze.

«Non posso fare altro che ringraziare i professionisti illustri che sono venuti in nostro aiuto per impedire uno scempio gravissimo, in attesa che vengano prese delle decisioni che auspichiamo siano diverse da quelle suggerite dalle precedenti amministrazioni comunali» ha esordito il presidente di Italia Nostra Piacenza, Emanuele Manfredi. «Stiamo combattendo da anni contro questo parcheggio sotterraneo e, nonostante l’attuale amministrazione avesse manifestato contrarietà all’opera, sembra che il progetto abbia ripreso la sua marcia verso la possibile realizzazione».

«Questo è un progetto concettualmente datato e superato, in quanto i parcheggi interrati nei centri storici non vengono più ipotizzati da anni: l’ultimo realizzato in Emilia è quello di Modena, che oltre ad essere stato estremamente devastante da un punto di vista architettonico è stato un flop dal punto di vista gestionale, visto che i cittadini, per i motivi più vari, non lo utilizzano» ha spiegato Elio Garzillo. «Mi auguro che la Soprintendenza faccia il suo lavoro, dando indicazioni anche a livello preventivo, in relazione alle tutele vigenti verso il Palazzo e anche ai vincoli verso le piazze e le vie storiche. Bisogna tenere conto delle normative di sicurezza, del superamento delle barriere architettoniche e dei reperti storici che saranno certamente trovati: ci saranno delle rampe protette, dei gazebo per l’entrata/uscita, degli ascensori per le persone con disabilità e delle grigliature per l’aerazione, oltre all’esigenza di una soprelevazione generalizzata dell’intera area».

«Io riporterei l’attenzione a Palazzo Farnese e sul valore, all’interno della città, di una costruzione monumentale di straordinaria importanza paesaggistica» ha aggiunto Pier Luigi Cervellati. «Non è pensabile continuare a fare operazioni spezzatino, come l’oscenità moderna dell’ex palazzo Enel, che dovrebbe dialogare con il Farnese: c’è molto più rispetto verso la costruzione nelle due scuole adiacenti, architettonicamente parlando».

«Piazza Cittadella è un bene culturale, e i beni culturali sono assoggettati a una disciplina rigorosa di tutela e conservazione: gli unici modi in cui intervenire sono definiti dal codice dei beni culturali, in cui tra l’altro non c’è margine di discrezione. La tutela è preminente su qualunque altro interesse, fondata su disposizioni di legge che hanno efficacia anche dal punto di vista delle sanzioni penali, visto che l’integrità fisica dei beni culturali ha un presidio di norme penali, in quanto la lesione dell’integrità fisica del bene è reato» ha concluso Giovanni Losavio.

All'incontro sono intervenuti esponenti regionali e nazionali dell’associazione, come il professore e architetto Pier Luigi Cervellati, l’urbanista e architetto Elio Garzillo e il dottor Giovanni Losavio, già presidente nazionale di Italia Nostra. 

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Commenti (3)

  • Ben, qualche sassolino dalle scarpe me lo voglio proprio togliere.Considerando che Piacenza è nata come un accampamento romano io son portata a pensare (mi scuso con Lor Signori) che, come venne detto all'epoca sella demolizione ex palazzo Enel non siano stati trovati reperti molto significativi. Piuttosto io contesto un paio di altre cose:il mancato abbattimento con relativa sistemazione delll'area circostante riguardante la vecchia, decrepita costruzione contenente la vecchia "biglietteria-corriere." Un altro aspetto per me discutibile e che è lì ormai da tanto tempo, ma che sempre scomodo è,: quel piccolo agglomerato di viuzze che vanno su fino alla Banca d'Italia. Trattasi di quell'acciottolato davvero suggestivo che qualche sindaco, anni fa ha pensato bene di creare per dare una certa patina di antichità alla zona. bene: effetto raggiunto e fortunatamente la zona è poco frequentata a piedi altrimenti il rischio sarebbe una o più fratture alle gambe. Grazie per l'ascolto.

  • Sono assolutamente d'accordo con gli illustri professionisti. 1) non è possibile progettare una struttura sotterranea senza preventivi accertamenti archeologici; il rischi, anzi la speranza di scoperte concrete, è più che rilevante; si pensi che solo nel cortile della scuola Mazzini erano stati rinvenuti mosaici romani; vi è dunque la concerta possibilità di reperimenti importanti sino ad almeno 5-6 metri di profondità, strato della città romana; fatte salve evenienze di altri periodi storici; 2) già nell'ex palazzo Enel si è coperto con il cemento ciò che costituiva con un ampio margine di certezza l'anfiteatro menzionato da Tacito; a nessuna amministrazione ha mai voluto approfondire; Calpestiamo definitivamente la storia e ci concentriamo sulle sagre dei tortelli?

  • Avatar anonimo di Maurizio
    Maurizio

    pienamente d'accordo su evitare lo scempio del parcheggio sotterraneo davanti al Farnese, occorre fare una petizione al ministero dei beni culturali, non è possibile che la giunta dei centri commerciali sia così avida di soldi da rovinare l'area del palazzo Farnese

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