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«Quanto è difficile sopportare la distanza da chi amiamo»

Redazione

Riceviamo e pubblichiamo la riflessione di una 22enne piacentina, che lavora in un supermercato e non può vedere il suo fidanzato. 

«Ho 22 anni e lavoro in un supermercato da poco (proprio in questo periodo) e ogni giorno si presentano le stesse persone, anche più volte al giorno, piuttosto preferiscono farsi la fila anche solo per prendere delle caramelle gommose, patatine e due bottigliette di Coca-Cola.  I supermercati stanno lavorando tantissimo e noi commessi ci impegniamo per garantire sempre il meglio per il nostro cliente, ma soprattutto il mio pensiero va a tutti i medici ed infermieri che lavorano costantemente senza fermarsi per salvare o meglio “anche tentare” di salvare vite altrui. Provo un attimo a mettermi nei loro panni.

Non oso immaginare quando un medico prende in mano il telefono ogni volta per avvisare il parente del paziente per avvisarlo che purtroppo non ce l’ha fatta, sentire forse i pianti disperati del parente a casa, quello presumo che sia bruttissimo. Secondo me anche i medici e infermieri sono “angeli” in questo. Quindi un grazie anche a loro.

Ma soprattutto parlo anche di quelli come me che non riescono a vedere il proprio fidanzato. Anche quello è un problema che sta persistendo quotidianamente. Sicuramente meno grave, ma c’è da tenere in considerazione anche questo. Credo che risulti un problema per chi come me, ha il proprio partner distante.

Il mio ragazzo invece si trova proprio in Lombardia (provincia di Pavia) ed io in Emilia-Romagna (Rottofreno). Ci separano 25 minuti di auto, ma la voglia di rivedersi è tantissima. Quindi un pensiero vanno a tutti coloro che sono fidanzati e non conviventi che purtroppo devono sopportare anche questa cosa, credo che se il sentimento è forte alla fine trionferà. Come vedere dei fiori con i petali chiusi ma che alla fine sboccia».

Valentina Castignoli

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