«Differenziata in centro per bar e locali? Pensata male e ingiusta. Colpa di una politica sterile»

Alcuni titolari di bar e locali del centro sono già sul piede di guerra a pochi giorni dall'avvio della raccolta diversificata obbligatoria dei rifiuti per gli esercizi commerciali, che entrerà in vigore dal 21 ottobre

«La raccolta differenziata per i locali del centro storico? Così com'è stata pensata allo stato attuale, creerà un danno per i gestori». Alcuni titolari di bar e locali del centro sono già sul piede di guerra a pochi giorni dall'avvio della raccolta diversificata obbligatoria dei rifiuti per gli esercizi commerciali, che entrerà in vigore adl 21 ottobre. Dito puntato soprattutto sui tempi di raccolta previsti dalla normativa che sarebbero troppo lunghi, tra un passaggio e l'altro, e che quindi potrebbero provocare grossi disagi. «Soprattutto la raccolta dell'umido» afferma Gianluca Cattaneo, titolare del bar Centrale di via San Donnino: «Hanno pensato di gestire la tabella dei giorni di raccolta esattamente come le abitazioni private, senza tenere minimamente in conto che un locale, un bar, un ristorante, produce esponenzialmente molto più rifiuto umido rispetto a una casa, una famiglia. Abbiamo una mole e una produzione che non è equiparabile a quella dei privati, ma Iren e Comune hanno programmato di trattarci allo stesso modo. Siccome sono previsti solo due passaggi a settimana - martedì e venerdì - per la raccolta della frazione umida, si crea il problema igienico sanitario. Ad esempio: un bar produce mediamente circa quattro chili di caffè bagnato (rifiuto) al giorno. Moltiplicato per quattro giorni - il tempo che intercorre tra una raccolta e l'altra - sono quasi venti chili solo di quello da gestire».

«Con l'aggravante - aggiunge l'esercente - che noi paghiamo una tassa molto più alta sui rifiuti, per avere alla fine lo stesso servizio dei privati che pagano meno. Questo è ingiusto e scorretto. Ci hanno dotati di un contenitore marrone di raccolta che è uguale a quello delle case e quindi - a parte il fatto che non si sa dove metterlo - risulta ampiamente sottodimensionato alla produzione di rifiuto umido di un bar o di un ristorante. Questo comporterà problematiche di igiene come odori sgradevoli, parassiti, etc. Il tutto all'interno di una cucina o di un locale in cui già vigono stringenti misure di igiene pubblica, pesantemente sanzionate quando vengono trasgredite». 

Secondo Cattaneo, e altri esercenti della zona del centro storico, lo stesso discorso vale anche per il barattolame e la plastica: moli di produzione elevate «a fronte di un passaggio di raccolta troppo distanziato. Soprattutto nei fine settimana, ovvero il periodo in cui notoriamente i locali pubblici lavorano di più, producendo quindi molti più rifiuti che dobbiamo tenere stoccati nei nostri bar e ristoranti con tutte le conseguenze già descritte, ovvero cattivi odori, e non solo, in attività commerciali che hanno vincoli sanitari sempre più stringenti, e con i quali è già di per sé difficile rimanere in regola».
Secondo alcuni esercenti, dunque, ci sarebbe una grave disparità di trattamento rispetto ai privati: «Se Iren e Comune ci riconoscono sula carta come luoghi di alta produzione di rifiuti, ma alla fine ci danno lo stesso servizio dei privati, allora pretendiamo almeno di pagare come gli utenti abitativi».

«La causa? Secondo me è la politica - attacca il titolare del Centrale - che non è in grado di mettere persone adeguate a gestire le cose, e che agisce con molta poca partecipazione. Si crea un danno alla categoria per poi ricevere le lamentele, e cercare di mettere a posto e ricomporre alla bene e meglio la situazione con delle pezze. Non sarebbe stato più semplice e sensato ascoltarci prima?».
Oltre alla dura critica arriva anche qualche proposta. «Innanzitutto bisogna aumentare i passaggi di raccolta, almeno per bar e locali. Inoltre, facendo l'esempio della zona di piazza Cavalli dove ci sono tanti locali, perché non cerare una piccola, decorosa ed efficiente isola di raccolta in piazzetta Plebiscito? Un luogo che attualmente è frequentato solo da ubriachi e sbandati».

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