Simona Atzori agli studenti della Cattolica: «La mia vita, così com'è, è il mio vero dono»

Durante la Giornata del Dono nell'ateneo piacentino, la ballerina e pittrice ha chiuso il ciclo di incontri portando la sua testimonianza davanti ad un sala gremita di studenti e interessati

Simona Atzori durante l'incontro

«Il pensare che la nostra vita sia un dono deve essere il punto di partenza per ognuno di noi, indipendentemente da quello che ci riserva: le mie mani sono un po’ più in basso, ma rendermi conto di aver comunque un dono tra di esse è stato molto importante». Nella mattinata del 4 ottobre, all’Università Cattolica di Piacenza, si è svolta la "Giornata del dono", una manifestazione nata per stimolare gli studenti di tutta la comunità universitaria a una riflessione continua sui valori della solidarietà e della fraternità, creando l’opportunità diretta di vivere in prima persona alcune esperienze di dono come il volontariato, la donazione nelle sue varie forme e la semplice concessione del proprio tempo.

Uno degli interventi più importanti a chiudere la kermesse è stato quello della ballerina, pittrice e scrittrice Simona Atzori, che ha condiviso la sua esperienza con delicatezza e simpatia, coinvolgendo ed emozionando il pubblico, raccontando come il dono per lei sia la vita stessa, incarnata anche attraverso le sue arti, nonostante la mancanza delle braccia. Inizia a ballare a sei anni, mettendo poi insieme un curriculum di tutto rispetto: nel 2006 è stata protagonista della cerimonia di apertura delle paraolimpiadi di Torino, nel 2009 ha danzato con Roberto Bolle, nel 2012 ha aperto la quarta serata del festival di Sanremo e, nel 2014, ha danzato nella sala nervi davanti  a Papa Francesco. «Io mi sento molto fortunata perché la mia vita è piena di doni, come l’arte, la danza e il poter usare il mio corpo come un’opportunità e non come un limite, una sfida. I miei genitori per primi si sono affidati al dono della vita e allo stesso modo un altro importante dono è il non prendermi troppo sul serio».

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