Sventò una rapina in banca a 22 anni: «Non mi voltai dall’altra parte»

Festa della Repubblica: medaglia di bronzo al valore civile per il bancario piacentino Gianpaolo La Porta che, nel 2008, a soli 22 anni e durante i suoi primi giorni di lavoro, sventò una rapina a una filiale di banca a Reggio Emilia

Gianpaolo La Porta con il padre Giovanni, maggiore dell'Esercito in congedo

Le celebrazioni del 2 giugno, Festa della Repubblica, come ogni anno, prevedono anche la consegna di onorificenze a uomini e donne che si sono messi in lustro nell’attività professionale o in altre situazioni. Tra loro, riceverà in prefettura una medaglia di bronzo al valore civile, il piacentino Gianpaolo La Porta, attuale dipendente dell’Istituto Bancario Carige. Nel 2008, cassiere dell’Istituto Bancario Carisbo a Reggio Emilia, durante una rapina, è riuscito, dopo una breve colluttazione, a immobilizzare un malvivente assicurandolo alle forze di polizia.

All’epoca, nel 2008, Gianpaolo lavorava infatti per la Carisbo. Aveva 22 anni, era alle prime armi e lavorava solamente da un mese presso una filiale del capoluogo reggiano. «Il 13 maggio di quell’anno, in orario di chiusura – racconta lo stesso Gianpaolo – si presentò un uomo al mio sportello. Mi chiese alcune spiegazioni, aveva 43 anni, poi mi guardò negli occhi durante il nostro dialogo dicendomi che “quella era una rapina, che era armato e pronto ad ammazzarmi, mentre fuori dalla filiale aveva alcuni complici ad aspettarlo”. Non volevo mettere in dubbio il fatto che avesse realmente una pistola in tasca: consegnai il contante che avevo a disposizione nel mio sportello, e a quel punto lui scappò».

Gianpaolo, appena il rapinatore esce dalla banca, chiama il direttore per informarlo dello spiacevole accaduto. «Nessuno si era accorto di nulla, ma avevo subìto una rapina. Il direttore esce così dalla banca senza fornire spiegazioni e decido di seguirlo. Non sapevo bene cosa fare, lavoravo soltanto da un mese, non avevo idea di come mi dovessi comportare in quei casi. Fuori dalla banca noto che il direttore ha avvinghiato da dietro il rapinatore: mi avvicino a loro e m’accorgo che il mio superiore ha ricevuto una gomitata nello stomaco ed è nel frattempo finito a terra. Il rapinatore così corre e si dà alla fuga». Gianpaolo decide di mettersi al suo inseguimento per le vie di Reggio Emilia. «Era veloce, ma sono riuscito a raggiungerlo e gli sono saltato sulla schiena. È seguita una lunga colluttazione con calci e pugni e, poi, finalmente, si è arreso». I passanti nel frattempo hanno chiamato le forze dell’ordine, che hanno provveduto dopo cinque minuti ad arrestarlo. Come è finita la vicenda? «Il rapinatore era italiano, ma dopo pochi giorni era già a piede libero».

A distanza di dieci anni, il suo gesto è stato ritenuto meritevole di un riconoscimento. Gianpaolo è emozionato per questo attestato da parte dello Stato, nella giornata della Festa della Repubblica. «Per me è stata una cosa inaspettata – spiega il giovane - perché sono passati dieci anni da quell’episodio, e mi riempie d’orgoglio. La medaglia e il riconoscimento me li tengo stretti, sono una cosa personale, è la gratificazione di quello che ritengo che sia il mio modo di affrontare la vita. Non sono uno che si volta dall’altra parte, ognuno, nel proprio piccolo, può fare qualcosa di aiuto alla comunità. Non bisogna per forza essere delle forze dell’ordine per dare una mano. Con il senno di poi, ho corso qualche rischio, ma è un dovere civico». Gianpaolo questo spirito l’ha ereditato dal papà Giovanni, maggiore dell’Esercito in congedo. «Sono principi inculcati sicuramente da lui e portati avanti nella vita di tutti i giorni».

La Porta non è l’unico premiato di oggi. I destinatari delle Medaglie d’Onore alla memoria sono le famiglie di Luigi Calabrini - internato presso il campo M. Stammlager XI B e destinato al lavoro coatto ad Hannover dal 1943 al 1945 – e di Claudio Dotti, deportato in Germania dal 1943 al 1945. Verranno consegnate ai destinatari alcune onorificenze dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. Sarà insignito del titolo di "commendatore" il colonnello Corrado Scattaretico, comandante provinciale dei Carabinieri di Piacenza dal settembre 2015. Sarà "cavaliere" Antonio Vergata che, in qualità di sottufficiale, ha prestato servizio presso il Ministero della Difesa dal 1979 al 2015. Dal 1981 fino al termine del servizio Vergata ha operato presso il 6° reparto infrastrutture di Bologna–ufficio di Piacenza assolvendo all’incarico di sottufficiale addetto alla sezione alloggi di Piacenza.

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