«Tanti professionisti Lgbt hanno curato ammalati in emergenza Covid: cosa cambia ai vostri occhi?»

Giornata mondiale contro l'omo-bi-transfobia: la riflessione del Comitato Piacenza Pride

«Durante l'emergenza sanitaria tanti professionisti LGBT+ si sono presi cura dei nostri cari: cambiava qualcosa ai vostri occhi?». Così, in occasione della la Giornata internazionale contro l'omofobia, la bifobia e la transfobia che si celebra il 17 maggio, interviene con una riflessione il Comitato Piacenza Pride 2021 (Arcigay Piacenza Lambda, Il Grande Colibrì, Agedo Milano, Famiglie Arcobaleno Piacenza Associazione Arci).

«In tanti - scrivono le associazioni - si chiedono se nel 2020 abbia ancora senso questa ricorrenza e se la comunità LGBT+ non sia in fondo già integrata nel nostro Paese. In Italia lo scorso anno sono stati quasi 200 i casi di omo-bi-transfobia denunciati: violenze, insulti, campagne d'odio, ma pregiudizi e stereotipi sono duri a morire anche in quei comportamenti quotidiani in apparenza meno gravi. Essere gay, lesbiche, transgender, bisessuali non è più una colpa come in passato, certamente lo riconosciamo, ma ancora oggi per noi rimane difficile poter vivere le relazioni al pari della maggioranza eterosessuale. Visibilità e riconoscimento istituzionale rimangono un obiettivo per la nostra comunità. Che Paese vogliamo essere? Cosa significa che le persone non sono pronte?»

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«Eppure - concludono - in tanti pensano ancora che gli omosessuali non dovrebbero fare certi lavori o anche crescere bambini. La ricerca scientifica ha da tempo sfatato questi pregiudizi, se ci rimangono dei dubbi non rimane altro che informarci: è una responsabilità verso noi stessi e verso la nostra comunità.
Oggi, trent'anni fa, l'Organizzazione Mondiale della Sanità eliminava l'omosessualità dall'elenco delle malattie mentali. Ricordare è importante per costruire una società senza divisioni dove poter vivere l’amore senza pregiudizi».

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