Trecento studenti hanno celebrato l’anniversario dell’Unità d’Italia

Festoso sventolio di bandiere nell’area del Polo di Mantenimento Pesante Nord, la casa delle forze armate piacentine

L'anniversario dell'Unità d'Italia (anche conosciuto con il nome di "Giornata della Costituzione dell'Inno e della Bandiera") commemora ogni anno la nascita del Regno d'Italia, avvenuta il 17 marzo del 1861, quando la Camera dei deputati dell'allora Regno di Sardegna approvò il progetto di legge del Senato che dava a Vittorio Emanuele II il titolo di re del Regno d'Italia. La ricorrenza è stata anticipata questa mattina al Polo di Mantenimento Pesante Nord di viale Malta, con una solenne cerimonia presenti le massime autorità civili e militari del territorio e con la partecipazione di circa 300 studenti delle scuole primarie e secondarie di primo grado di città e provincia che hanno caratterizzato la cerimonia con un corale sventolio di bandiere tricolori. Gli alunni dell’istituto comprensivo di Rivergaro-Gossolengo hanno anche sfilato con un grande tricolore realizzato dai loro genitori.

A questi giovani - ha detto il generale Sergio Santamaria, direttore del Polo di Mantenimento Pesante Nord – nel discorso introduttivo – è affidato il nostro futuro, devono essere loro a portare avanti i valori di questa giornata, ricordandosi che l’Italia non è sempre stata quella che conosciamo noi oggi, il suo territorio una volta era diviso e conteso da altri Stati; solo grazie ai nostri avi, che hanno sacrificato la loro vita, possiamo oggi avere questa bellissima patria. Concetti analoghi sono stati espressi dal sindaco di Piacenza e presidente della Provincia Patrizia Barbieri e dal prefetto Maurizio Falco che hanno anche evidenziato l’importanza della celebrazione che consolida le nostre tradizioni e i nostri simboli. “La bandiera e l’inno nazionale non sono fatti retorici, ma strumenti che ci possono aiutare a muoverci nel mondo di oggi”.

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Commenti (1)

  • Dopo oltre 150 dalla trasformazione del Regno di Sardegna in Regno d'Italia, a danno dei parenti stretti dei Savoia (Francesco II di Borbone era figlio di M. Cristina di Savoia, ultima erede dei Savoia Bresse, linea diretta della dinastia, i Duchi di Toscana, ecc.) sarebbe ora di ristabilire la verità storica o c'è ancora chi la teme e la combatte, senza un motivo?

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