«Tuffo e bracciate nel Po per dire no all'inquinamento»

Il medico piacentino Mistraletti, in solitaria, ha rinnovato il dimostrativo sbarco in Lombardia

Un momento dell'iniziativa

L’undicesima edizione dello “Sbarco in Lombardia” - l’originale iniziativa ideata dal medico Carlo Mistraletti Della Lucia, mirata a richiamare l’attenzione delle autorità emiliane e lombarde e a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla necessità del recupero della naturalità e balneabilità dei fiumi piacentini e del Po in particolare - ha avuto quale protagonista in acqua il solo Mistraletti (assente per un improvviso contrattempo il bettolese Francesco Molina). A vegliare sull’impresa il motoscafo guidato da Pietro Lambri, la battellina del nocchiero Pier Luigi Gazzola e i mezzi di altri colleghi della Canottieri Vittorino da Feltre e Nino Bixio, in team di perfetta cooperazione. Seduta a poppa di una delle imbarcazioni, Silvia Trebbi in veste di simbolica bene augurante sirena fluviale; sulla riva l’accompagnamento musicale di Eugenio Fava.

Alle 18,50 Mistraletti in muta, pinne cuffia e occhialini si è tuffato nelle acque color ocra del Po con il livello idrometrico intorno a quota mt 1, incoraggiato dall’applauso di un eterogeneo gruppo di persone giunte per l’occasione e accompagnato da raffiche di scatti fotografici con Giorgio Picchioni in prima linea.   

Dopo alcuni minuti di nuoto in favore di corrente, Mistraletti supera il ponte tra la seconda e la terza campata e sfidando vortici impetuosi, si accosta e supera il territorio neutrale dell’isolotto Maggi, per poi puntare alla Capanna Meraviglia sulla riva lombarda in comune di San Rocco. Qualche minuto dopo un trillo telefonico segnala il raggiungimento dell’obbiettivo che ha riportato alla memoria la tradizione del Po come spiaggia dei piacentini fino all’arrivo dello stop alimentato dall'inquinamento che ha ferito il fiume al punto che i tuffi sono diventati motivo di cronaca.

A fine dell’impresa applausi al protagonista, e nuova raffica di scatti fotografici tra i quali quelli del noto fotografo piacentino Sandro Navelli. Per “Mistral” un rapido cambio d’abbigliamento e nuove immagini in quota rosa.

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