“Un selfie sulla Salita al Pordenone”, la pubblicazione degli scatti e l'importanza di tornare a stampare foto

La pubblicazione, dedicata al concorso, si è tenuta alla Sala del Duca della Basilica di Santa Maria di Campagna, nell’ambito delle manifestazioni collaterali al “Fine anno con Giovanni da Pordenone” organizzato dalla Banca di Piacenza, che ha portato ancora tanti visitatori ad ammirare in cupola gli affreschi di Antonio de’ Sacchis

Un momento dell'incontro

«Il selfie non è un autoritratto perché non è riflessione e non vuole conservare una memoria. Il suo scopo è quello di ottenere l’approvazione degli altri e affermare la propria esistenza nel mondo attraverso i social». L’osservazione è di Patrizio Maiavacca, esperto di fotografia e presidente della giuria del concorso “Un selfie sulla Salita al Pordenone”, intervenuto nel corso della presentazione della pubblicazione dedicata al concorso stesso che si è tenuta alla Sala del Duca della Basilica di S. Maria di Campagna, nell’ambito delle manifestazioni collaterali al “Fine anno con Giovanni da Pordenone” organizzato dalla Banca di Piacenza, che ha portato ancora tanti visitatori ad ammirare in cupola gli affreschi di Antonio de’ Sacchis. 

«L’approccio all’opera d’arte attraverso i selfie - ha proseguito Patrizio Maiavacca - è spontaneo, quasi giocoso; è un modo per avvicinarsi ad essa con immediatezza, disinvoltura, rispetto, calandola nel presente attraverso uno strumento tecnologico attuale e rendendola più fruibile. Il concorso fotografico indetto dalla Banca in occasione della Salita ha voluto mettere in primo piano l’attore principale dell’evento, il visitatore, che con disinvoltura e a volte non senza ironia, s’inquadra di fronte alla cupola della Basilica o a un affresco del Pordenone, permettendoci, attraverso il suo selfie fresco ed informale, di dare un’ulteriore sguardo a queste opere d’arte, valorizzate in modo così importante dalla Banca di Piacenza». 

Il condirettore generale dell’Istituto di credito di via Mazzini, Pietro Coppelli (anch’egli componente della giuria del concorso insieme a padre Secondo Ballati, Superiore del Convento di S. Maria di Campagna, e a Marco Rigamonti, del Gruppo fotografico Idea Immagine), ha ricordato il successo di quello che può essere a tutti gli effetti considerato l’evento culturale del 2018 a Piacenza (la Salita al Pordenone) e l’ottima riuscita del concorso selfie che ha visto la sfida tra «ben 150 scatti, tra i quali non è stato facile scegliere i tre vincitori», ha sottolineato il dott. Coppelli. Ricordiamola allora la classifica dei migliori tre selfie (premiati nel corso della manifestazione di chiusura della Salita l’estate scorsa): terzo classificato Daniele Cazzola di Ferrara; seconda Daniela Maria Sidoli di Castellarquato; primo posto per Camilla Righi di San Nicolò (queste ultime, presenti in sala, hanno spiegato che cosa volevano trasmettere con i loro selfie). 

Marco Rigamonti ha poi evidenziato con quali criteri si è arrivati alla scelta degli scatti giudicati migliori: valutando la creatività e la capacità di “entrare” nell’opera d’arte. 

Ma perché la scelta della Banca di Piacenza di fissare su carta tutti i selfie che hanno partecipato al concorso? Lo ha spiegato Patrizio Maiavacca: «Con l’avvento del digitale, quando poi si va a caccia di un ricordo, non lo si trova più. Per questo è importante tornare a stampare». 

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