Una Galleria d’arte nata dall’amicizia tra Giuseppe Ricci Oddi e Giulio Ulisse Arata

Il Cineclub “G. Cattivelli” ha presentato a Palazzo Galli il Dvd dedicato alla struttura di via San Siro

Bonfanti, Spigaroli, Curallo, Villaggi

Un filmato dedicato alla Galleria Ricci Oddi che non vuole essere una visita guidata virtuale, ma uno stimolo a recarsi di persona ad ammirare le circa 250 opere esposte in via San Siro per raccontare l’arte ottocentesca e di inizio ’900. Un documentario - realizzato dal Cineclub Piacenza “Giulio Cattivelli” con il patrocinio del Comune e in collaborazione con la Banca di Piacenza - presentato a Palazzo Galli (in Sala Panini e in Sala Verdi, videocollegata), alla presenza di un pubblico numeroso.

Il presidente del Comitato esecutivo Corrado Sforza Fogliani (che fa parte del Consiglio della Galleria in rappresentanza dell’Accademia di San Luca) ha portato i saluti dell’Istituto di credito di via Mazzini, definendo la Ricci Oddi «preziosa, ma non sufficientemente valorizzata» e rammaricandosi «per l’occasione persa di poter avere nuovi spazi espositivi nell’adiacente palazzo di via Santa Franca, che altri hanno deciso di destinare a differenti attività».

Il presidente del Cineclub Giuseppe Curallo ha ricordato il ruolo del “Cattivelli” come custode e divulgatore delle memorie piacentine e ringraziato la Banca «per il sostegno e la sensibilità che sempre dimostra nella valorizzazione del territorio».

Ringraziamenti (all’Istituto locale e al Cineclub) anche da parte del vicepresidente della Galleria d’arte Laura Bonfanti, che ha letto alcuni passaggi di una corrispondenza del 1956 tra Giuseppe Ricci Oddi (il fondatore) e Giulio Ulisse Arata (il progettista) che testimonia il rapporto di stima e amicizia tra due importanti figure che hanno dato lustro alla nostra città.

Rapporto tra Ricci Oddi e Arata ripreso da Marcello Spigaroli, consulente per la parte architettonica nella realizzazione del Dvd. «Tutto partì agli inizi degli Anni Venti - ha spiegato l’architetto - quando il facoltoso imprenditore iniziò a coltivare il sogno, che diventò poi ossessione, di dare una dimensione pubblica alla sua raccolta di opere che ormai non stava più nel suo pur ampio appartamento. Arata aderì con entusiasmo al progetto, tanto da non pretendere nessun compenso. C’era l’esigenza di dare molta luce alle opere, quindi un palazzo storico non era adatto. Ecco dunque l’idea di una costruzione su un unico piano, con lucernari che danno luminosità dall’alto, realizzata nell’area già del monastero di San Siro, acquistata dal Comune e donata a Ricci Oddi». L’arch. Spigaroli ha concluso il suo intervento dedicando il video a Ferdinando Arisi e Stefano Fugazza, che tanto hanno amato la Galleria.

Prima della visione del documentario, della durata di 30 minuti, il regista Rodolfo Villaggi ne ha illustrato le caratteristiche: voci narranti di Aldo Verrone e Giovanni Palisto; parte illustrativa delle opere a cura della gallerista Cinzia Sangalli; traduzione in inglese di Laura Bensi (con voce narrante di Michael Larsen); e i soci del Cineclub a fare le comparse, presidente Curallo compreso.

Ai relatori è stato fatto dono del volume “Capolavori della Galleria Ricci Oddi di Piacenza”, edito dalla Banca di Piacenza.

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