Valtrebbia, dieci abitanti in più ma mancano 227 nati per compensare i decessi

Calano anche i residenti stranieri. La popolazione complessiva però cresce di 10 persone grazie ai nuovi residenti. A Cerignale e Zerba cicogna in sciopero

FOTO ORESTE GRANA

Dopo Piacenza città e la Valtidone prosegue, con i 13 comuni della Valtrebbia, la serie di servizi dedicati all’evoluzione demografica dell’anno 2019. Tabelle e grafici sono di nostra elaborazione su dati ottenuti dagli Uffici anagrafe dei Comuni che ringraziamo per la cortese collaborazione.

Cresce di poco la popolazione della Valtrebbia. Il confronto tra il numero di residenti a inizio e fine anno 2019 è positivo di dieci unità. E’ la conseguenza del castello Bobbiano-2saldo del movimento migratorio (differenza tra nuove iscrizioni e cancellazioni di residenza) che, positivo di 237 unità copre il divario dei 227 nati in meno rispetto al numero delle persone defunte.

La valle conferma scarsa attrattiva per gli stranieri che nell’ultimo biennio sono diminuiti di 71 unità. La distribuzione per sesso avvantaggia gli uomini. Crescono complessivamente di 116 persone Gossolengo 32, Gazzola 27, Travo 24, Gragnano 22 e Coli, che con 11, segna il maggior incremento percentuale (3%). In calo complessivo di 106 abitanti i restanti Comuni, con maglie nere Zerba -5,5%, Ottone – 4,3% e Cortebrugnatella - 2,2%. A Zerba e Cerignale la cicogna ha scioperato; Cerignale ha però mantenuto immutata la popolazione.

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INDICATORI DEMOGRAFICI

Denatalità elevata anche nel 2019: i nuovi nati coprono solo il 53% dei decessi (lo scorso anno il 58%). Il tasso medio di natalità dell’area val Trebbia è di sei culle per ogni mille abitanti.  Gragnano è al top con otto, seguito da Rottofreno con sette. In coda Cerignale e Zerba a zero, Ottone a due e Gazzola a tre.

Il tasso medio di mortalità della valle è di 12 decessi per mille abitanti; l’indice  sale notevolmente nei paesi di montagna: Zerba è a quota 43, Ottone 37, Coli Bobbio-4122.

Entrambi gli indici sono ovviamente influenzati dall’età media della popolazione che, riferita al gennaio 2019 e approssimata all’unità, è compresa tra i 66 anni di Zerba, Ottone 58, Cerignale 57 Coli 56 e i 43 di Rottofreno e Gragnano, seguiti da Gossolengo 44 e Calendasco 56.

L’età media di Piacenza città è 45,6 anni, dell’intera Provincia  46,2 anni; della regione 45,7.

IL TREND DAL CENSIMENTO 2011

La valle guadagna 954 persone. Gli stranieri aumentano di 253

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Rispetto alla data 9 ottobre 2011, giorno della rilevazione del 15esimo Censimento generale della popolazione italiana, i residenti nell’Area val Trebbia sono aumentati di 954 unità (+2,3 %). Hanno andamento positivo: Travo, Rottofreno, Gossolengo, Gazzola, Gragnano e Rivergaro.

                                                                                                                                                              

GLI STRANIERI - 1,3% sull’anno; + 2,3% dal Censimento 2011

La definizione di popolazione straniera è quella dell’Istat, ed è costituita da tutti coloro che risiedono in un paese ma hanno cittadinanza in un altro; include comunitari e extra comunitari, compresi i nati in Italia. Non comprende, invece, la componente più instabile dei flussi migratori, ossia i migranti e richiedenti asilo che non si sono ancora stabilizzati in un paese e forse non lo faranno mai.

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Lo scorso anno erano registrate nella valle 4020 persone pari al 9,6% della popolazione complessiva, con un calo di 55 unità,  40 delle quali a Rottofreno. Superano la media della valle: Gragnano 14%, Rottofreno 12%, Bobbio 11%. I comuni in crescita sono stati: Gragnano (22 persone), Coli (3) e Cerignale (1). Le nazionalità rappresentate con una presenza superiore al 10% sono nell’ordine: Romania, Albania, Marocco; tra il 5 e il10%: Macedonia, India e Ucraina.

DAL CENSIMENTO 2011 al 31 dicembre scorso, i cittadini stranieri che risiedono in val Trebbia, sono aumentati di 253 abitanti (7%). Sempre rispetto al Censimento: sono in calo a Calendasco, Cerignale, Gossolengo e Ottone.

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