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Ipertiroidismo felino: una patologia emergente

E' la malattia endocrina più comune nei gatti domestici, soprattutto di età avanzata, ed è estremamente rara nei cani. La prognosi è eccellente nel breve termine e buona nel lungo termine, purché il proprietario si attenga in modo costante ai protocolli di trattamento

L'ipertiroidismo è una condizione causata dall'eccessiva attività funzionale della ghiandola tiroide, che si traduce nell'eccessiva secrezione degli ormoni tiroidei (tiroxina e triiodotironina). E' la malattia endocrina più comune nei gatti domestici, soprattutto di età avanzata, ed è estremamente rara nei cani.

I soggetti affetti da questa malattia manifestano sintomi caratteristici tra cui aumento della sete e un conseguente aumento della frequenza minzionale (aumento della produzione della pipì), perdita di peso nonostante l'aumento dell'appetito e del consumo di cibo, irrequietezza, iperattività, possibile aggressività, difficoltà respiratorie, frequenza cardiaca e respiratoria elevate e aritmie cardiache, alterazione dello spessore delle camere cardiache (cardiomiopatia ipertrofica), aumento della pressione, esoftalmo (occhi più esposti), diarrea cronica alternata a stitichezza, vomito frequente, disidratazione, miagolii strani ed alterazioni comportamentali notturne (come disorientamento e cecità transitorie). Una piccolissima percentuale di gatti ipertiroidei manifesta debolezza, letargia, abbattimento e anoressia. Questa malattia colpisce prevalentemente i gatti anziani. Non vi è alcuna predisposizione correlata al genere. 

La causa di questa patologia è l'eccessiva secrezione continua di ormoni tiroidei. Non vi è una predisposizione genetica nota per ciò che concerne lo sviluppo di questa malattia. Di solito, l'aumento della produzione di ormoni tiroidei è dovuto ad un tumore benigno ma funzionale della tiroide o all'ingrossamento autonomo della ghiandola tiroidea.

La maggior parte dei casi di ipertiroidismo felino è causata dall'aumento delle dimensioni di uno o ambedue i lobi della ghiandola tiroidea, che funziona incessantemente e produce quantità elevate di ormoni tiroidei. Questo ingrossamento è causato da una eccessiva divisione cellulare nei tessuti tiroidei. Il motivo di tale iperplasia non è ancora ben noto.

La forma neoplastica (tumorale) è una causa molto meno comune di ipertiroidismo felino, ma lo è di più nei cani. Gli ormoni tiroidei sono responsabili della moderazione delle funzioni corporee vitali, come tasso metabolico, sintesi proteica e salute cellulare in generale. Livelli troppo elevati di questi ormoni compromettono queste funzioni e provocano l'insorgenza dei sintomi associati all'ipertiroidismo. I gatti affetti da ipertiroidismo presentano un metabolismo anormalmente elevato, che porta all'insorgenza di una serie di segni clinici multisistemici.

Una delle conseguenze classiche correlata ad un tasso metabolico aumentato, causato dalla quantità eccessiva di ormoni tiroidei circolanti, è un aumento dell'appetito che, a sua volta, provoca un aumento del consumo di cibo, se quest'ultimo è disponibile (definita come polifagia). Stranamente, nonostante questo pronunciato aumento dell'appetito e presumibilmente dell'aumento dell'assunzione di cibo, i gatti affetti perdono peso. I proprietari rimangono infatti sconcertati dall'aumento dell'appetito del gatto, dal suo marcato consumo di cibo e dalla corrispondente perdita di peso. Come è possibile che il gatto perda peso pur mangiando così tanto? Questo accade perché l'ipertiroidismo aumenta considerevolmente il metabolismo sistemico del gatto, che è ciò che causa la fame pronunciata accompagnata dalla perdita di peso. L'aumento del tasso metabolico può anche rendere il gatto molto più attivo, o agitato, specie nelle fasi iniziali della malattia.

Questi soggetti possono sperimentare un maggiore senso di sete rispetto al solito e tendono a bere una quantità insolitamente elevata di acqua (polidipsia). Ne consegue una minzione più frequente e abbondante. Il proprietario avrà modo di notare visite più frequenti alla lettiera e la necessità di pulire quest'ultima più spesso del solito.

La maggior parte dei gatti affetti da ipertiroidismo presenta ghiandole tiroidee ingrossate su ambedue i lati percepibili al tatto mediante palpazione. Talvolta, il proprietario può sentire queste zone ingrossate su ambedue i lati della trachea, sotto e dietro la mandibola inferiore lungo la parte superiore della gola. Quando i lobi della tiroide si ingrossano, e il gatto perde peso, essi diventano sempre più prominenti (per una minor presenza di grasso sottocutaneo).

La maggior parte dei gatti colpiti dalla condizione diventano iperattivi, manifestano eccessivo nervosismo e/o diventano aggressiva. Molto meno frequentemente, essi possono apparire deboli e letargici. Di solito, le condizioni corporee dell'animale non sono buone. Il pelo può apparire trascurato e talvolta le unghie risultano ispessite. Possono divenire intolleranti al calore e cercare luoghi freschi. A seguito di un esame fisico viene riscontrata una frequenza cardiaca elevata (tachicardia), aritmie cardiache e/o soffio al cuore, irregolarità a carico della retina e disidratazione.

I segni clinici dell'ipertiroidismo felino possono simulare quelli di malattie renali, malattie epatiche, diabete e neoplasie. La diagnosi è basata su un esame fisico accurato, storia medica, segni manifestati dal gatto, emocromo completo ed esami del sangue per rilevare i livelli degli ormoni tiroidei circolanti. 

Di solito, l'esame emocromocitometrico e il profilo biochimico del siero, insieme ad una analisi delle urine, sono parte integrante del processo diagnostico per i gatti in cui si sospetta la presenza di una malattia sistemica. Sono disponibili esami del sangue aggiuntivi per confermare o escludere la presenza di ipertiroidismo. Il test avanzato che normalmente viene effettuato per primo nei gatti in cui si sospetta la presenza di ipertiroidismo è noto come test di concentrazione totale di T4 nel siero. Questo esame misura la quantità totale dell'ormone tiroxina circolante nel sangue e spesso è determinante nella diagnostica di ipertiroidismo, se risulta essere costantemente elevata. Vieni inoltre ricercata, a livello sierico, la frazione libera della tiroxina circolante (fT4), meglio se in equilibrio dialitico. Gli esiti complessivi di questi test aiuteranno il veterinario a formulare una diagnosi definitiva. Purtroppo, alcuni gatti affetti da una forma lieve di ipertiroidismo presentano esiti normali dell'esame del sangue e in questi casi può essere necessario effettuare ulteriori test.

Radiografie toraciche ed eventualmente un elettrocardiogramma e/o un ecocardiogafia sono spesso parte del protocollo diagnostico nei gatti in cui si sospetta la presenza di ipertiroidismo, principalmente per valutare le dimensioni del cuore, la presenza e la causa di aritmie cardiache e, in genere, per valutare la gravità della malattia cardiaca. In alcuni casi, l'imaging tiroideo viene utilizzato nella diagnosi di gatti ipertiroidei. Questa tecnica, denominata scintigrafia della ghiandola tiroidea, è disponibile solo in alcune strutture veterinarie specializzate e di solito viene eseguita solo nei casi ove si ritiene che l'ipertiroidismo possa essere causato da una forma neoplastica o nei casi ove il veterinario curante la ritenga utile per visualizzare la porzione di ghiandola tiroidea colpita dalla malattia.

Gli obiettivi terapeutici consistono nel ripristino dei livelli sierici degli ormoni tiroidei nella norma (se possibile) e nel risolvere i segni clinici della malattia. Questo, più specificatamente, significa aumentare il peso del gatto, migliorare la condizione corporea generale dell'animale e massimizzarne la qualità della vita. A seconda della causa esatta della malattia, i trattamenti possono includere farmaci, intervento chirurgico e/o terapie con radioiodio. 

Il trattamento più comune in caso di ipertiroidismo felino è la somministrazione giornaliera permanente di un farmaco orale che riduce la funzione della ghiandola tiroidea e, di conseguenza, la secrezione degli ormoni tiroidei. Spesso, una volta che il gatto inizia questo percorso terapeutico, possono emergere problemi renali sottostanti; è quindi necessario fissare controlli periodici della funzionalità epato-renale.

Se la condizione ipertiroidea dovesse essere la conseguenza di un tumore a carico di uno o ambedue i lobi della ghiandola tiroidea, è possibile rimuovere chirurgicamente la ghiandola (tiroidectomia) e può essere eventualmente curativa. Qualora l'affezione interessi un solo lobo, il gatto potrebbe non necessitare di ulteriori trattamenti o farmaci, sebbene sia possibile che il lobo rimanente possa divenire iperfunzionante. Se entrambi i lobi necessitano di essere rimossi, il gatto dovrà seguire una terapia ormonale sostitutiva orale con ormoni tiroidei per il resto della sua vita.

La terapia con radioiodio è considerata una forma sicura e altamente efficace di trattamento in caso di ipertiroidismo felino. In effetti, viene considerata la migliore opzione terapeutica per il controllo a lungo termine di questa malattia felina, purché i reni non siano danneggiati. Questo trattamento distrugge tutto il tessuto tiroideo. La disponibilità di strutture veterinarie che offrono questo trattamento è alquanto limitata, ma in aumento. Il protocollo richiede attrezzature speciali e isolamento post-terapia per alcuni giorni o settimane a causa della radioattivi.

La prognosi per i gatti ipertiroidei affetti da malattia non complicata è eccellente nel breve termine e buona nel lungo termine, purché il proprietario si attenga in modo costante ai protocolli di trattamento. I gatti affetti da patologie renali sottostanti presentano una prognosi peggiore, poiché entrambe le malattie sono sistemiche e progressive. L'insufficienza renale è la causa più comune di decesso nei gatti ipertiroidei.

E per concludere questo semplice trattato esplicativo su una delle malattie più diffuse nei nostri amici felini anziani, voglio ricordare il mio compagno di vita nonché amico a quattro zampe che per 21 anni mi è stato vicino e mi ha regalato momenti meravigliosi, anche lui affetto da ipertiroidismo felino e curato per 5 anni con la terapia medica.

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Vicino a te non ho paura

Luana, medico veterinario di Piacenza, laureata a Parma nel 2012, si sta formando in cardiologia. Scontato dire che adora gli animali, ma la sua strada è stata delineata grazie proprio al suo gatto che è stato un importante amico fedele per 21 anni. Una persona sensibile ed educata che si impegna per quello in cui crede, ambiziosa e testarda. Lavora presso l'Ospedale Veterinario Farnesiana di Piacenza in Medicina interna e Cardiologia. Ama profondamente il suo lavoro e spera di realizzare qualcosa di importante

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