Vicino a te non ho paura

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Processionaria, ecco perché è molto pericolosa per i nostri animali

Spesso i nostri animali vengono a contatto con questi insetti in modo del tutto involontario, ma le conseguenze che ne derivano spesso sono davvero gravi

La processionaria è un insetto lepidottero della famiglia dei taumatopeidi. E’ un parassita pericoloso soprattutto per pini (Pinus Nigra e Pinus Silvestris) e querce a foglia caduca (Quercus robur e Quercus peduncolata). L’adulto della processonaria è una farfalla con ali larghe 3-4 cm, di colore grigio con striature brune. La femmina è, in genere, poco più grande del maschio. La loro vita è molto breve, di solito non dura più di uno/due giorni.
L’insetto, una volta raggiunta la fase di maturità, fuoriesce dal terreno, di solito durante il mese di luglio (ma la comparsa del caldo precoce può anticipare la stagione anche da Aprile in poi).

Le femmine sono le prime ad arrampicarsi sulle piante ad alto fusto, dove poi vengono fecondate dal maschio. A questo punto, il lepidottero vola alla ricerca della pianta più adatta per la deposizione delle uova.

Una curiosità sul nome “Processionaria” nasce dal fatto che i bruchi si muovono in fila indiana come una vera processione e sono facilmente identificabili per forma inusuale che assumono in gruppo.

Spesso i nostri animali vengono a contatto con questi insetti in modo del tutto involontario, ma le conseguenze che ne derivano spesso sono davvero gravi.
Per gioco alcuni soggetti tendono a masticare, ingerire o semplicemente prendere in bocca questi piccoli bruchi che, a causa dei loro peli altamente urticanti creano delle lesioni irritative molto estese.
Non sempre si notano i sintomi in un cane, sono aspecifici e poco precisi non subito riferibile al contatto con la processionaria. La gravità dei sintomi dipende dalla quantità di sostanza urticante con la quale l’animale è venuto a contatto.

Principalmente dopo 24-48 ore si nota un’intensa scialorrea (salivazione profusa), difficoltà nella prensione dell’alimento ed incapacità di masticazione. Con il passare del tempo la situazione si aggrava progressivamente, la lingua può ingrossarsi a causa dell’estensione dell’infiammazione portando anche l’eventualità del soffocamento se non si interviene immediatamente.

I peli urticanti del bruco della processionaria, entrando in contatto con la lingua, causano una necrosi dei tessuti con perdita dello strato epidermico e successiva necrosi, si arriva fino alla perdita completa di porzioni di lingua.
Altri sintomi possibili riferibili alla processionaria possono essere: abbattimento, rifiuto del cibo e dell’acqua, tosse sporadica, vomito e/o diarrea anche con presenza di sangue.

La prima cura da parte del proprietario è evitare assolutamente di toccare con le mani questi bruchi poiché possono causano lesioni estese anche all’uomo (lesioni dermatologiche urticanti). E’ consigliato quindi allontanare l’animale dalla sostanza irritante e controllore rapidamente il cavo orale: per questo fine bisogna effettuare un abbondante lavaggio della bocca con acqua o sostanze a base di Clorexydina.
E’ dunque consigliabile fare uso di una siringa senz’ago con la quale poter spruzzare ripetute volte la soluzione di lavaggio in bocca.

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Dopo questo primo intervento bisogna recarsi al più presto dal veterinario. E’ molto importante quindi saper riconoscere questi animali, cercare di evitare luoghi particolarmente infestati (anche se risulta piuttosto difficile per la loro estesa
 distribuzione), portare con sé sempre una bottiglia di acqua naturale per effettuare lavaggi orali, evitare di toccarsi occhi e mucosa e portare il paziente subito dal medico veterinario.

Vicino a te non ho paura

Luana, medico veterinario di Piacenza, laureata a Parma nel 2012, si sta formando in cardiologia. Scontato dire che adora gli animali, ma la sua strada è stata delineata grazie proprio al suo gatto che è stato un importante amico fedele per 21 anni. Una persona sensibile ed educata che si impegna per quello in cui crede, ambiziosa e testarda. Lavora presso l'Ospedale Veterinario Farnesiana di Piacenza in Medicina interna e Cardiologia. Ama profondamente il suo lavoro e spera di realizzare qualcosa di importante

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