Anticaglie

Anticaglie

Dio, Patria e famiglia

E’ questa la triade che in pratica divide le persone in due gruppi contrapposti: gli estimatori ed i contrari. Il perché, cerchiamo di spiegarlo con questo articolo, col trattare ogni singola voce. In ordine di importanza dovrei cominciare da quel  motore immobile  da cui , secondo Aristotele, inizia l’atto puro di muovere gli astri, dunque il creato, che noi cristiani identifichiamo con Dio. Ma preferisco lasciarlo per ultimo e cominciare dal basso, vale a dire con la famiglia. Di questa ho già parlato ampiamente nell’ultimo mio articolo, dichiarandola in crisi. Ora però devo andare oltre e stabilire non tanto la sua condizione di crisi, ormai risaputa, le cui cause ho già esposto, ma la diversa valutazione che della famiglia dà la gente. E per continuare con le premesse iniziali, cercare di spiegare il perché questo primo nucleo della società, divide  così tanto l’opinione pubblica in due fazioni l’una contro l’altra armata. L’origine di questa divisione sta da una parte nella evoluzione moderna della società, dall’altra nella diversa valutazione ideologica alla base di ogni nostro atto o pensiero. Cominciamo allora dalla società che come tutte le cose si muove attraverso il progresso  e continuerà a svilupparsi allontanandosi sempre più dalla vecchia idea di una condizione, fino a ieri di stampo patriarcale ed ora sempre più matriarcale.  La dilatazione degli spazi in merito al lavoro ed agli affetti, obbliga ognuno ad uscire dal proprio guscio protettivo rappresentata dalla famiglia, come noi eravamo  abituati ad intenderla. Trattasi in pratica di una diaspora familiare legata all’allargamento degli orizzonti del vivere, in cui ognuno deve trovare le occasioni propizie per individuare i propri interessi  e sviluppare di conseguenza  i propri talenti. Sembra insomma più che mai attuale per la famiglia il vecchio detto lontano dagli occhi lontano dal cuore. E qui nascono le differenze. Perché i sostenitori della famiglia, anche se lontani, non dimenticano gli affetti e il primo luogo della loro educazione. Anzi più sono lontani e più si sentono legati ai loro luoghi dell’infanzia e alle figure parentali che diventano tramite questa lontananza  persone da mitizzare. Ma non per  i detrattori ideologici. Quelli che pur non dimenticando l’infanzia, la ritengono troppo condizionante,  come se si trattasse di un modello  troppo ristretto e forse anche repressivo. Hanno bisogno di respirare altra aria, affrontando altre esperienze e superando il vincolo della tradizione, ambiscono ad una organizzazione sociale diversa. Dove la famiglia si allarga  a dismisura fino a diventare il mondo con tutto quello che contiene di buono e di malvagio. Comprese  tutte le esperienze che fanno uscire dal dominio dell’io, per intenderci le droghe , e  altre situazioni di limite,  possibili per aver rifiutato il primo limite costituito dalla famiglia. Passiamo allora al secondo punto, la patria, sapendo che nulla di più contestabile oggi esiste a proposito di questa parola, ormai entrata nei ferri vecchi delle reminiscenze scolastiche. La patria allora rimanda al passato dividendo comportamenti e coscienze. Anzi quando si riveste di ideologia,  separa il popolo fra conservatori e presunti innovatori. I primi che non dimenticano, i secondi che invece non ci stanno ad essere condizionati dalla memoria, convinti che il passato non esiste e se esiste bisogna dimenticarlo per pensare solo al futuro. Ma c’è di più. I primi sono considerati retrogradi e secondo una opinione diffusa anche biechi conservatori o addirittura in base ad una espressione oggi di moda per definire questi antiprogressisti, degli   sfascisti dove la consonante, s, è di troppo.  Infatti si ostinano a credere nelle tradizioni storiche e culturali e  pensano ancora alla scuola selettiva. Quella che non distribuisce diplomi fasulli, ma premia il merito. Insomma i tre grandi della letteratura Dante Petrarca e Boccaccio, non reggono ai tempi moderni. Come, passando a tempi più recenti,  nemmeno Manzoni, Pascoli o Papini per citarne altri,  sono considerati modelli da seguire. Anzi, sembrano fantasmi sopravvissuti  di fronte alle piene del nuovo corso dell’innovazione culturale. Nella quale vengono accettati  qualche nome straniero, tipo i  poeti maledetti con Paul  Verlaine in testa, oppure quelli del modernismo inglese quali James Joyce, Enza Pound di cui conoscono si e no solo il nome. E non parliamo poi delle figure storiche  che addirittura danno fastidio. Tipo Pietro Maroncelli, Silvio Pellico, Enrico Toti, Cesare Beccaria. Infatti chi sono questi carneadi?  Fantasmi della memoria e per chi ancora conserva qualche vaga reminiscenza,  figure tristi che rimandano a quell’idea di patria, che ormai è passata di moda, con l’unica eccezione per Garibaldi, accettato perché eroe popolare , antisistema e antireligioso. Dunque non esiste più quella patria che credeva negli ideali, nella sacralità dei confini, nella lingua nazionale e per ricongiungersi all’argomento precedente,  nella tutela e promozione della famiglia ed in senso più ampio nelle tradizioni civili e religiose. Di tutto questo ciarpame, secondo i detrattori, bisogna non solo diffidare, ma ribellarsi. La stessa parola patria, da scriversi, mi raccomando e sempre e solo  in minuscolo, è offensiva in quanto ancorata a valori che riproposti  oggi rischiano di diventare pericolosi. Infatti al passato romantico e nazionalista, si preferisce contrapporre il modernismo asettico, al concetto di nazione, il globalismo, alla tutela della tradizione dei confini, l’immigrazione libera,  alla moralità, la liberazione di costumi  senza distinzione di genere anzi con una visione emotivamente partecipata verso l’ omosessualità.  La sintesi, quella di sentirsi un po’ anarchici e un po’ apolidi, cittadini del mondo, ma non di uno stato che nella sua degenerazione si definisce patria. E veniamo al terzo punto, quello più impegnativo, che riguarda Dio. Al questo tema, si contrappongono due credenze e due diverse letture. I credenti associati ideologicamente al passato e i nuovi atei, sorvoliamo se devoti o meno, che hanno ormai deciso, modernamente pensando e credendo, che Dio non esiste, se non nei desideri che in realtà sono  le paure che tutti gli  uomini hanno. I primi, vale a dire i credenti, sono persuasi che il mistero che sta dentro e fuori da quell’essere molto complesso che è l’uomo, non dia spiegazioni sufficienti del perché e del come siamo qui sulla terra.  Quali le spiegazioni? Per riempire il nostro sacco corporeo di cibo per poi espellerlo contribuendo a inquinare il pianeta? Per dare risposte alle aspettative che non tutto finisce? Per rispondere all’ ansia di immortalità che non si sa perché, è stoccata nell’animo dell’Uomo? Per dare risposta ai dubbi che assillano chiunque e per i quali non esiste risposta soddisfacente, se non  il credo quia absurdum di Tertulliano  che riconosce l’assurdità di capire il mistero e per questo bisogna credere? Tutte fantasie e vecchiume da donnette che vanno in chiesa a scaldare la panca, così sostengono gli atei che oggi formano una parte considerevole della società, sempre più numerosa ed agguerrita. La loro forza è la scienza che per estensione diventa il loro Dio. L’ha detto e scritto in un libro lo scienziato e genetista Edoardo Boncinelli, per il quale la scienza non ha bisogno di Dio.  Lo dice e lo dimostra, secondo lui, la scoperta del Dna.  San Tommaso, per citare uno dei più influenti filosofi cristiani, è entrato ormai nel dimenticatoio ed il nuovo conformismo modernista riguardo a Dio si è impossessato delle coscienze di molti.  Cosicché della cosiddetta triade di partenza, rimane allora ben poco, secondo questi cultori della ragione onnisciente, dove il fanatismo della fede non può gareggiare con le nuove acquisizioni della scienza. Per costoro allora, non potrà scandalizzare la frase della  senatrice del Pd, Monica Cirinnà, seconda la quale, Dio, patria e famiglia per chi  crede  e per i  benpensanti dei  valori antichi quali famiglia e patria, costituiscono  una vita di m….  Fra escatologia e scatologia c’ è poca differenza una semplice vocale, ma per chi vuole intendere, secondo le antiche usanze, è di fondamentale ed esistenziale importanza. 

Anticaglie

Anticaglie

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (9)

  • Piuttosto imbarazzante dividere con l'accetta il mondo in due : gli "estimatori" e i "detrattori" di Dio Patria e Famiglia. Mi sembra che Lei voglia giocare un po' sul titolo della Sua rubrica "Anticaglie", e che sottovaluti l'intelligenza delle persone. Una domanda seria sulla propria dimensione religiosa penso se la facciano in tanti ; e l'ateismo non può essere semplicemente derubricato ad atteggiamento ideologico o a ripudio del passato, così come la fede di ogni singola persona merita il dovuto rispetto . Sinceramente, non so quanti "detrattori ideologici" della famiglia esistano, credo che chi chiude i ponti con il proprio nucleo lo faccia per vicende assolutamente personali e non ideologiche. Incomprensibile poi il fatto che avere un atteggiamento aperto verso il resto del mondo, verso il nucleo morale e culturale del globo che è l'Europa debba per forza coniugarsi con un disprezzo verso il nostro Paese, l'Italia . A tal proposito ricordo che solo pochi anni fa coloro che attualmente si fanno portavoce del nazionalismo italico chiedevano la secessione dalla Patria, e che avrebbero utilizzato volentieri il Tricolore in toilette. Cito una frase che a me è sempre piaciuta : la parte giusta non è un luogo dove stare, ma è piuttosto un orizzonte da raggiungere, insieme. PS : ma perchè salvare gente in mare è immorale ?

  • fantastico come sempre.... Perché non fa articoli di due righe che dicono "noi liberali, cattolici, etero bravi, gli altri tutti cattivoni distruttivi comunistI (e pure un po' f**ci) ". Tanto finisce sempre lì. Che poi fa niente che voi "liberali" di liberale abbiate ben poco, fa niente che di cattolico abbiate solo il rosario da baciare e guai se seguite due precetti in croce della vostra religione, fa niente se di famiglie ne avete più di una, più le amanti e volendo ci scappa pure di andare a zie o a trans. Fa niente se la vostra "patria" sono solo quelli che la pensano esattamente come voi perché la patria è patria solo se la pensa come voi. Se è accogliente con gli stranieri, per qualche strano motivo che conoscete solo voi, non è patria. Se vieta di insultare o menare i non (almeno pubblicamente) etero, allora non è patria, è sodoma. Sulla parte di dio poi siamo al ridicolo, come sempre.... Ditemi una volta per tutte perché dio debba essere il vostro e non uno degli altri mille dei che ci sono (o sono stati) nella storia umana. Un dio solo per il mondo occidentale e altri dei per altri luoghi e culture? Cos'è una associazione di imprese divine e ognuno ha fatto un pezzo di creato. Dai su...

  • I comunisti ( quelli che nel 2019 definiscono gli immigrati delle risorse ma iscrivono le figlie femmine ai licei perchè sperano che nn frequentino stranieri)non accettano dio,patria&famiglia...io che sono anticomunista non ho problemi...

  • E' normale, nel periodo storico in cui viviamo, quanto scritto, con valentia, nell'articolo. Noi viviamo nel 3°periodo del ciclo storico di G.B.Vico, la sintesi e crisi che porterà al periodo storico successivo. E' come se vivessimo nel 3°/4° secolo d.C., per intenderci. Non posso dire alcune componenti perché sarebbero parole vietate dal buonismo di certi politicanti che imperversano sulla TV e altri cosiddetti Media. Scusatemi, ma son fatto così.

  • Caro Giorgio, pur con tutta la simpatia ed il rispetto per le idee altrui, la penso in modo diametralmente opposto. Dio, purtroppo per chi non ci crede, c'è, e per parafrasare la battuta, non sono io :-). La Patria, che scrivo con la maiuscola, attualmente è una povera e degradata colonia americana, bistrattata dalla storia e dai suoi stessi figli; ma sono convinto che un giorno risorgerà come luogo del cuore e della memoria, oltre che di una storia politica, artistica, intellettuale e religiosa di cui andare assolutamente fieri. La famiglia, infine, non è una piovra, anche se piacevole, ma a mio modo di vedere l'unico istituto umano e sociale su cui può basarsi la società. Un istituto fatto naturaliter da un uomo, una donna e (se il Dio di cui sopra vuole) figli. Il resto è volontà di autodistruzione.

    • buongiorno Alessandro, non mi pare che la pensiamo in modo opposto proprio su tutto. Ad esempio sulla famiglia condivido pienamente ciò che hai scritto sopra. Dove la pensiamo in maniera diametralmente opposta è invece su dio, alla cui esistenza personalmente non riesco purtroppo proprio a credere e, se devo essere sincero, devo anche ammettere che se ne esistesse davvero uno come quello che viene descritto al catechismo ne sarei terrorizzato

      • Ellapeppa, che maestra di catechismo avevi? La suora dei Blues Brothers? :-)

        • la mia maestra credo che fosse uguale a tutte le altre e mi ha banalmente descritto quel dio di cui parla la bibbia, il quale è semplicemente sanguinario, irascibile e vendicativo. Ognuno ha i propri gusti, ma a me queste caratteristiche non piacciono (ma chiaramente non è questo che non credo alla sua esistenza)

  • dio purtroppo non c’è. E ciò si vede benissimo. La patria è solamente un principio, perché tutto il mondo dovrebbe essere la nostra patria e dovremmo sentirci cittadini del mondo. La famiglia, infine, è la nostra vera patria del cuore ed è una sorta di piovra che ci avvolge con i suoi tentacoli benigni dai quali non vorremmo liberarci mai

Torna su
IlPiacenza è in caricamento