Anticaglie

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Il Grillo parlante

Beppe Grillo

Non siamo nella favola di Pinocchio con il grillo che parla al burattino di legno nei panni della coscienza critica, ma in un’altra favola dove il grillo di Collodi non c’entra. Sarebbe questa la favola che riguarda tutti noi, ma che a scanso di equivoci non è poi una favola. Nemmeno può essere considerata una commedia, quella della vita, perché non definisce tutte le cose complicate che ci capitano. Una tragedia allora? Non andiamo troppo in là con le parole. No, definiamola solo uno scherzo per chi non la prende sul serio. Per gli altri, più seriosi, trattasi di una rappresentazione tragicomica cui possono rispondere con un vaffan… che sarebbe in piena sintonia col linguaggio del suo inventore. Insomma l’avete capito, mi riferisco all’ultima esternazione di Grillo, il comico prestato alla politica e capo riconosciuto del movimento 5 stelle. La democrazia- lui dice- è dei giovani che sono interessati al presente per un fatto semplicissimo. Loro hanno un futuro, ma i vecchi, no. Quindi questi ultimi non devono votare perché avendo uno sguardo egoistico  rivolto solo all’oggi e teso quindi alla salvaguardia della loro particolare condizione, non sono utili alla causa democratica.  Questo invece non succede con i giovani, perché avendo una prospettiva di vita più lunga, si proiettano negli anni a venire. Così facendo,  diventano l’elettorato  più consono con il nostro sistema democratico. La democrazia infatti, sempre secondo il guru Beppe, ha bisogno  per raggiungere nuovi traguardi, di proposte che si alleino con il divenire del  tempo. Quello che parla di futuro e non del presente, condizionato  quest’ultimo da idee ormai superate e che rispondono sempre meno alle esigenze dei giovani oggi.  Assenti dalla vita reale perché in neghittoso isolamento nei confronti della politica. Quella  che, secondo loro, ha provocato un  pericoloso divario fra gli addetti ai lavori, vale a dire il Palazzo,  ed il popolo, specie quello, loro, dei giovani.  Cosa dire allora?  Per prima cosa, che le considerazioni di Grillo sulla democrazia, toccano un termine oggi fin troppo abusato, perché ognuno, in questo stato di società liquida, la intende come vuole. Come seconda considerazione, c’è da aggiungere che  parole e idee devono rispettare la moda d’oggi di voler essere o sembrare originali, senza curarsi del  vero, avendo perso di importanza sia  la storia  che  la competenza  sul significato semantico delle parole.  Scomodiamo allora un po’ di cultura ed anche quel tanto di tradizione  che tutti noi abbiamo, e chiediamoci che studi abbia compiuto Grillo. Poiché non conosco questo suo percorso e nemmeno per la verità mi interessa, tutto può essere, anche se temo che la storia non sia stata la sua materia preferita. In particolare quella latina che considerava gli anziani persone sagge, causa la loro esperienza di vita e quindi molto rispettate. Dagli anziani (senectus al singolare) veniva formato infatti  il   Senato ,massima assemblea istituzionale dell’antica Roma, che gratificava i senatori con titolo di Patres (padri della patria)  a dimostrazione del prestigio loro riconosciuto. Non solo, ma, per chi se lo ricorda, un certo Cicerone nella sua opera De senectude ( della vecchiaia) esalta i vantaggi di quella che oggi noi definiamo come terza età, irridendo con le sue argomentazioni i detrattori  dell’età avanzata, che attribuivano alla stessa questi due limiti.  La debolezza del corpo che distoglie dalla vita attiva e dall’impegno nell’ambito civile.  E come secondo elemento, la preoccupazione della morte. La storia dicevamo.  Ed allora continuando, accanto a quella romana, con un salto indietro di alcuni secoli, citiamo quella  greca. Un episodio in particolare la dice lunga e riguarda Sofocle il grande drammaturgo. Ebbene costui a cica 90 anni dovette subire un processo, intentatogli dai figli smaniosi di appropriarsi dei suoi beni, con l’intento di farlo interdire. Fu lo stesso Sofocle a difendersi e per farlo non trovò di meglio che leggere la sua ultima opera: l’Edipo a Colono, appena terminata. Poi chiese ai giudici se quella sua fatica fosse opera di un rimbambito. La risposta del tribunale fu unanime: quella era opera di un genio, vegliardo fin che si vuole,  ma con tutti i neuroni a posto e  funzionanti al massimo livello. Tanto che anche oggi definiamo quella tragedia un capolavoro. Dunque ritorniamo a Grillo e alla sua visione anagrafica contro i vecchi e a favore dei giovani. E a questo proposito dando per scontato il parere negativo degli anziani nei confronti della proposta del comico, conviene sentire quello dei giovani. Una inchiesta, tipo intervista è già stata fatta in questi giorni, ma in termini per la verità non proprio attendibili, sia sotto il profilo della scelta delle persone che del loro numero.  Insomma una inchiesta che in Medicina non avrebbe i caratteri della scientificità. Tuttavia le prime risposte lasciano sgomenti. Ai giovani la proposta di andare a votare interessa poco o punto. Sostituirsi agli anziani ancora meno. Loro (i giovani) viaggiano secondo una loro mentalità che del problema politico e  dell’impegno civile non si cura  per niente. I canali di ingresso delle loro menti sono ben altri: la musica ed i  video giochi dove immagini violente con uccisioni e vari spargimenti di sangue, possono portare anche a forma di autolesionismo. Un esempio fra tutti lady Gaga, dove parole e coreografie nei suoi spettacoli,  inducono al sesso violento con tanto di  bendaggi. Imprigionamenti e lacrime di sangue. Anche senza esagerare, bisogna ammettere che il mondo dei giovani è un altro, lontano dal palazzo e tutto teso al carpe diem.  Così il loro disgusto verso la politica, gestita dagli anziani che non sono più i Patres romani, si presta ad attribuire ai rappresentanti della terza età, la colpa di numerosi vizi commessi, quali la corruzione e la distruzione del nostro pianeta causa l’inquinamento. Argomento questo cui i giovani sembrano sensibili, forse l’unico, anche grazie la esasperazione delle immagini multimediali( altra forma di  inquinamento) legata alla poco più che bambina Greta. La quale con l’arma dell’arroganza nei panni di un redivivo Davide vuole battere il gigante Golia rappresentato dai grandi interessi economici mondiali.  Torniamo allora a Grillo e chiediamoci come considerare la sua esternazione se non ha neppure il sostegno di  gran parte di  giovani, cui sono rivolte le sue attenzioni  elettive e le sue speranze. E come non considerare che al dissidio generazionale presente in tutti i periodi storici, lui con la sua esternazione, ne abbia voluto aggiungere un altro, che aumenta piuttosto che diminuire la distanza e l’incomprensione verso gli anziani . Probabilmente trattasi di una provocazione in perfetto stile Grillo, ma se non fosse, chiediamoci: c’è forse qualche elemento da  condividere, alla base della sua proposta? Mah.   Una ragione si potrebbe trovare nel tentativo di credere che sia possibile indurre  i giovani a dover fare quello che non vogliono fare.  Vale a dire, convincerli che la vita non è solo una dissipazione di atti e di interessi e che qualcosa di utile per la comunità potrebbe essere fatto anche in quel periodo della vita, la loro, dove nascono gli amori ed i piaceri. Questa allora la morale.  Ammesso che  l’impegno civico non sia dei più entusiasmanti, per le ragioni prima dette, prendere coscienza dei problemi e non demandarli ad altri, potrebbe essere una soluzione positiva ed utile anche per gli stessi giovani. Detto questo, volgere un peana alla speranza non suonerebbe male.  

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Commenti (2)

  • dalle parole “Per gli altri, più seriosi, trattasi di una rappresentazione tragicomica cui possono rispondere con un vaffan…” mi pare che traspaia poi tutto l’astio che Carlo Giarelli nutre verso Grillo e verso il movimento 5 stelle, Evidentemente Giarelli è innamorato di qualcuno dei vari cd, cipe, cn, dc, dl, ds, fds, fdv, fi, fli, idv, ln, mpa, ncd, ns, pd, pdci, pdl, prc, psi, pt, ri, rnp, sc, sdi, udc, udeur, i quali hanno tutti, chi più chi meno, governato questo Bel Paese per oltre 50 anni e lo hanno portato ad avere un debito monstre di oltre 2.400 miliardi di euro, Errare humanum est, perseverare autem diabolicum

  • scrivere che "Ai giovani la proposta di andare a votare interessa poco o punto." mi sembra una banale falsità, che, se ci si vuole riferire a quella sciocca proposta che è circolata nelle ultime settimane, rappresenta una alterazione e manipolazione dei fatti, poichè mi risulta che i giovanni abbiano detto che non hanno alcuna intenzione di andare a votare a 16 anni (ma a 18 anni mi pare che ci vadano piuttosto volentieri)

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