Fioristi o Fiorai?

Fioristi o Fiorai?

L’orto urbano: il nostro legame con la terra... a portata di mano

Ma quella dell'orto è solo una moda passeggera? Noi di KaDò Flowerdesign pensiamo di no. Ecco cosa abbiamo scoperto sugli "orti in città"

E' ormai sempre più frequente ascoltare la gente parlare di “orto in città", oppure di "orto collettivo", "orto urbano" o persino "orto diffuso" o "comunity gardens”. Non è raro imbattersi in talk show televisivi che trattano l'argomento e in libreria, i manuali per creare il proprio "orto sul balcone", si sprecano. Ma quella dell'orto è solo una moda passeggera? Noi di KaDò Flowerdesign pensiamo di no. Siamo convinti che non sia solo una frivola tendenza collettiva, ma un sentito bisogno profondo di ristabilire un legame con la terra. Legame spezzato ormai da tempo per coloro che vivono in città e si riforniscono solo nei supermercati. Perciò, da quest'anno dedichiamo anche uno dei nostri workshop al tema. Infatti siamo consapevoli del fatto che la ricerca di spazi per potersi sporcare di terra le mani, sia crescente. Lo dimostrano anche le ricerche online sull'argomento, che negli ultimi 15 anni secondo Google, sono praticamente triplicate.

In città ci sono ovviamente alcuni problemi da affrontare, ma nonostante gli oggettivi limiti di spazio, anche in città sempre più persone riescono a dedicarsi alla coltivazione di ortaggi e erbe, anche sul proprio balcone. Come? Si dà spazio all'ingegno e alla creatività. Chi utilizza contenitori di recupero, come latte o cassette della frutta, chi invece costruisce veri e propri giardini verticali, impilando in altezza i vasi in modo da risolvere la scarsità di spazio in casa e sul balcone. Su Internet le idee per il fai da te si sprecano, e se alcune rasentano l'assurdo, altre invece si dimostrano pratiche e davvero ingegnose. Non c'è limite alla fantasia in fatto di orti ed è sempre più comune trovare lattughe e pomodorini in mezzo a gerani e petunie. 

Anche le preoccupazioni relative all'inquinamento atmosferico in città sono da sfatare. Mariella Bussolati, autorevole autrice sul tema, ci rassicura. Il pericolo maggiore è costituito da metalli pesanti quale il piombo, originato dal traffico veicolare fino al 2002, data in cui le benzine contenenti piombo non sono state più commercializzate. Pertanto il rischio di contaminazione è presente solo se si utilizza terreno che è rimasto esposto in zone trafficate fino a quella data. La coltivazione in cassetta o con terreno nuovo, non è a rischio. Le particelle di polvere sospese in atmosfera rimangono tossiche se inalate, ma non se ingerite, e comunque dopo un accurato lavaggio della verdura non ne rimarrà quasi traccia sul nostro raccolto.

Come dicevamo all'inizio, la coltivazione della terra è un bisogno quasi ancestrale, che non ha mai abbandonato l'uomo. Gli orti sono stati da sempre parte integrante del tessuto urbano fin dalla nascita delle prime città. Solo nell'era dell'industrializzazione, sono diventati sinonimo di povertà e lo spazio dedicatogli è diminuito sempre più fino a toccare i minimi storici negli anni sessanta. Ma è da lì che si è vista una veloce rinascita fino ai giorni nostri, in cui fortunatamente tutto ciò che è "bio" e "green" è considerato "alla moda". Una moda positiva legata al desiderio di dedicarsi alla propria salute, non solo fisica ma anche mentale. Per questo si sta riscoprendo il piacere dell'attività all'aria aperta e il benessere che ne deriva. La crescita dell'autostima dovuta alla soddisfazione del raccolto, il ritorno alla terra come matrice di ciò di cui ci cibiamo, sono solo alcuni degli aspetti che influiscono sul nostro equilibrio psico-fisico. Tutto ciò ha anche uno scopo, oltre che "terapeutico", anche "didattico". Sono infatti i bambini che rischiano di non sapere nemmeno più da dove proviene il cibo che troviamo sugli scaffali del supermercato, semplicemente perché non l'hanno mai visto.

L'espansione del fenomeno degli orti urbani è inarrestabile, ma non a Piacenza. O forse così credevamo. La realtà ci ha sorpreso, non solo Roma, Milano e Bologna, ma anche qui da noi l'orto è una realtà. Via Degani, via Campagna, via Padre Felice da Mareto, Montecucco e via Boselli. Sono questi i luoghi dove sorgono gli orti comunali piacentini. Senza contare le realtà abusive. Per poterli coltivare esiste un bando comunale di assegnazione e una lista di attesa. Sono in realtà luoghi in cui purtroppo l'accesso non è consentito al pubblico e in cui l'orto è ancora visto come un'attività "da vecchi". E' infatti soprattutto ai pensionati che si da la priorità nell'assegnazione e le liste d'attesa sono lunghissime. Noi però auspichiamo uno sviluppo di questo concetto e un allargamento degli spazi dedicati all'orto, così come avviene in tutto il mondo. Spazi aperti di condivisione che promuovano l'integrazione sociale e rompano le barriere che rendono tanti cittadini troppo spesso soli e isolati.

Con questo articolo abbiamo voluto introdurre il tema, che ci accompagnerà fino al nostro workshop dedicato all'orto in città ad aprile e iniziare una campagna di sensibilizzazione rivolta a tutti e in particolare ai nostri politici. In questo tempo che ci divide dalla primavera, affronteremo il tema dei "comunity gardens" o "giardini collettivi", realtà ormai diffusissime in tutto il mondo ma che in Italia stentano a farsi conoscere. Vi racconteremo la storia di come un papà condivide la passione per l'orto con suo figlio e questo, tutto su un piccolo balcone di città. Infine parleremo del nostro sogno nel cassetto, il progetto relativo alla riconquista di spazi pubblici nei pressi del quartiere in cui sorge il nostro negozio, da dedicare ad uso collettivo per la floricoltura e un orto comunitario e intervisteremo il comitato che lotta per il futuro uso a verde collettivo del parco delle Pertite. Insomma come avrete capito questo è un argomento che ci appassiona e condivideremo questo percorso di scoperta e approfondimento con voi.
A presto, i ragazzi di KaDò Flowerdesign

Fioristi o Fiorai?

Daniele e Davide, titolari del negozio KaDò Flowerdesign in via Abbadia a Piacenza, interpretano con originalità, cura e innovazione il favoloso mondo dei fiori, trasformandolo in vera e propria arte e amore per ciò che vi è di più bello



Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

    Torna su
    IlPiacenza è in caricamento