Il tarlo scemo

Il tarlo scemo

La spilla che regge il cameo su Libertà del 31 maggio

Ho riletto più volte il cameo di Riccardo Ruggeri su Libertà di venerdì 31 maggio dal titolo “John Kennedy, un libro tedesco smantella il mito”, e non posso far altro che dire: è vero, ma non tutto

Ho riletto più volte il cameo di Riccardo Ruggeri su Libertà di venerdì 31 maggio dal titolo “John Kennedy, un libro tedesco smantella il mito”, e non posso far altro che dire: è vero, ma non tutto. O meglio, sono vere molte cose che in questo pezzo vengono dette, quelle dallo stesso autore definite: “annegate nei libri degli storici americani.” Dico senza alcuna ironia, che la penna di Ruggeri è davvero molto abile per contenuti e forma a fare di poche righe una saziante zuppa di negative informazioni sulla famiglia Kennedy, mischiando rapidamente (probabilmente per ragioni di spazio), le losche origini affaristiche del padre del presidente, per saltare subito dopo a “un diario” che JFK teneva durante il suo giovanile viaggio in Europa, sulle cui pagine annota tra le altre brutture, di come Hitler fosse della stoffa di cui sono fatte le leggende. Sempre per il cameo, il 35° presidente degli USA ha anche commesso il grave fatto di fumare a 30 anni, dopo cena e in quel contesto storico, un sigaro appena trovato nell’auto blindata di Göring.

L’autore dell’articolo, paragona il mito di Kennedy, a quello di Obama, diventato premio Nobel ancora prima di iniziare il lavoro di presidente, aggiungendo che sono “sconcezze di una banda di parrucconi nordici”. Questo cameo mi ha colpito, non tanto per i contenuti, quanto per un percepibile tono di totale negatività verso JFK e Co. Come già detto, molte cose sono vere e riportate chiaramente dai libri di storia, ma io che assolutamente da anni sono uno “di quelli che studia da amateur sia chiaro”,  (come ci definisce a ragione Ruggeri), la storia  del presidente assassinato, tento timidamente di spezzare una lancia non tanto per difendere l’indifendibile, o il “mito” che studio e colleziono sin da ragazzino, ma l’idea e voglia di cambiamento che è stato in grado di regalare alla sua e alle successive generazioni. Paragonare JFK a Obama in questo contesto, è quanto di più sbagliato, sia per tempo, sia per mentalità. In età giovanile Kennedy ha dimostrato capacità che esulavano dagli sporchi denari del padre, ad esempio vincendo il premio Pulitzer nel 1955 con il suo libro Ritratto del coraggio.

Avendo letto con attenzione sia il diario in questione, sia le successive e ben competenti esamine, (JFK – di Robert Dallek per citarne uno dei 124 libri sull’argomento che colleziono da “amatore”) posso confermare come il messaggio che giunge dalle parole del cameo sia purtroppo in parte fuorviante. Le annotazioni scritte del giovane Kennedy, (imperdonabilmente colpevole di usare i soldi macchiati di illecito del padre per poter girare e conoscere l’Europa), sia sulla guerra, sia sulla “incomprensibile” visita al “Nido dell’aquila”, non possono essere estrapolate e gettate in un breve articolo correndo così il rischio di lasciare intendere quello che in toto non è; così come le mie parole certo non possono trasformarlo nel “santone” di tutti i presidenti.

Se una persona amata da tanti come JFK, ha lasciato un segno e un rimpianto in quella parte di America (e non solo) che grazie a lui poteva lanciare nuove grida, è perché nella sua umana imperfezione qualcosa di buono ha lasciato, pensato e attuato, soprattutto in una frangia etnica non così poi così cara a Hitler e l’amante di sigari Göring. Se come Ruggeri, tutti rimanessimo senza parole per queste gravi contraddizioni nella gioventù di  un leader politico che se la studia da mito, saremmo un popolo di muti, e non certo solo dagli anni ’60. 

Il tarlo scemo

Nereo Trabacchi nasce a Piacenza nel '74, città dove tutt'ora vive e lavora. La sua principale attività è nell'azienda di famiglia, ma da qualche anno, la sua passione prima per la lettura e poi per la scrittura, gli hanno permesso di pubblicare sette romanzi. Alcuni titoli come Brindo e me ne vado e Il re della città, hanno conosciuto fortuna su tutto il territorio nazionale. Le sue principali passioni sono il cibo, il vino, la fotografia e gli scacchi

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
IlPiacenza è in caricamento