Libertà di pensiero

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A Caravaggio quest’anno consegnato Il Premio Proserpina ad Umberto Battini

Diversi anni addietro, mi viene difficile dire esattamente quando, visto che ogni anno che viviamo, il tempo sembra accorciarsi, ricordo di avere visto e letto una intera pagina del giornale Libertà dedicata a San Corrado. Di San Corrado sapevo che era il Santo Patrono della città di Noto per esservi stato, in quell’angolo del siracusano, per visite parentali e poco altro. Era un articolo ben costruito, dove venivano date tante notizie sulla storia del Santo. E, con le notizie del Santo, venivano elencati i suoi rapporti con il territorio piacentino, dalla nobile famiglia dei Confalonieri al castello di Calendasco. L’articolo era firmato da un certo Umberto Battini. Passato qualche anno, mi trovo quasi occasionalmente ad essere presente al VI Convegno Nazionale di studi corradiani: era il 20 giugno del 2015. Calendasco, salone del Municipio, il tema: “Considerazioni storiche sui luoghi, i documenti ed il culto di San Corrado”. Credo che a farmi partecipare al convegno sia stato l’amico poeta Claudio Arzani che di quell’incontro ne era il moderatore. L’intervento che maggiormente mi aveva colpito era stato proprio quello di un certo Umberto Battini.

Documenti alla mani il Battini ci fa partecipe delle sue scoperte, come il possesso da parte della famiglia Landi del feudo di Curmaracchia in Val di Noto (1296), la probabile partecipazione di Corrado Confalonieri all’assedio di Soncino (1313), i festeggiamenti avvenuti a Calendasco il 19 febbraio 1912 alla presenza di tre vescovi. Ecco fu così che conobbi l’Umbe! Fu a causa sua, a causa della curiosità che riuscì a provocare con il suo intervento, se il due agosto di quello stesso anno mi ritrovai a Noto per un evento eccezionale: la traslazione delle reliquie di San Corrado. Era l’anno 2015, anno del Giubileo. Nella processione intravedo, tra i portatori dei “cilii” (particolari ceri votivi), vestito come loro, maglia color porpora, nastrini colorati e fascia d’ordinanza, proprio l’Umberto. Fu una notte stupenda, una processione che partita in piena notta dalla Cattedrale di Noto giunse, dopo varie soste, al Santuario nella frazione “di Fuori”. Noto rappresentava quella notte la Sicilia come metafora di una globalizzazione culturale non solo tra Nord e Sud d’Italia, ma una globalizzazione dove gli elementi pagani si fondevano e confondevano in una splendida manifestazione religiosa.

Ci siamo rivisti, qualche anno dopo, ad una mia mostra di pittura che tenevo nei locali dello Spazio d’Arte Espositivo di via Sant’Ilario a Piacenza. L’Umbe, mentre si guardava intorno, non vedeva i miei quadri, ma pensava a qualcos’altro. Pensava alle sue ricerche, ai documenti che aveva trovato nelle sue continue escursioni d’archivio, tant’è che mi propose di organizzare una mostra di documenti storici riguardanti proprio la figura di San Corrado.

Piacenza ha ignorato San Corrado fino al seicento, Noto lo ha da sempre venerato. Così può essere detto per gli studi sul Confalonieri, c’è un prima ed un dopo Battini. C’è quello che si sapeva prima e quello si è saputo dopo che Umberto, da studioso, da ricercatore, ci ha mostrato sulla vita di San Corrado.

Qualcuno avrà sicuramente dormito in qualche grotta: per necessità, far fare una particolare esperienza primitiva, da esploratore, da semplice curioso.

Nessuno credo, per libera scelta, abbia mai dormito in una grotta dove ha vissuto ed è morto un Santo Eremita. Ebbene anche questa è stata un’esperienza vissuta dal nostro Umberto, con devozione, con compassione, per vivere e condividere il modello di vita che si era dato San Corrado.

Da Calendasco dove tutto è iniziato, siamo andati a Noto, il giardino di pietra, palcoscenico barocco più che città; da Noto torniamo a Piacenza, anzi no. A Caravaggio.

Non tutti sanno, ma nella città che ha dato i natali al grande pittore Caravaggio, città dove sorge un imponente Santuario, si trova anche un antico Palazzo comunale. Nel Salone d’Onore di questo magnifico Palazzo, domenica 14 aprile si è tenuta l’adunanza dei Siciliani d’Italia che in occasione della XVII edizione del Premio Proserpina, ha premiato il piacentino (di Calendasco) Umberto Battini .

Gli interventi che si sono susseguiti l’incontro hanno sottolineato il contributo dato dei siciliani nel mondo, alla valorizzazione del Patrimonio artistico, storico ed umano della terra di Sicilia.

Battini ha ricevuto il premio dalle mani del Sindaco di Caravaggio per i suoi studi, ricerche e pubblicazioni su San Corrado.

Nella motivazione viene ricordato come la terra siciliana di Noto e quella piacentina, con Calendasco sono indelebilmente unite proprio da questo grande Santo Eremita francescano. Testualmente la motivazione così recita: “A Umberto Battini cultore e studioso della Famiglia Confalonieri di Calendasco e Piacenza e tra i biografi moderni di San Corrado Confalonieri Patrono”.

Grazie “Umbe”, come ha ti ha già scritto il Direttore, per i tuoi studi su San Corrado, per la tua sincera devozione al Santo, per i tuoi articoli.

Amen!

Libertà di pensiero

Riflessioni, opinioni e considerazioni sulla quotidianità del Piacentino di Sicilia Carmelo Sciascia

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