Libertà di pensiero

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Da Roma a Piacenza: così “Non ci piace”

L'ex mercato ortofrutticolo

Solitamente si guardano i video che di una città ne esaltano le bellezze paesaggistiche, storiche, architettoniche. Fino a qualche anno addietro i siti più visitati venivano inondati da foto paesaggistiche spettacolari, da splendidi tramonti, di angoli spesso poco noti, comunque esteticamente gradevoli e particolari. Mi sono accorto che negli ultimi tempi non è più così. Foto e video mostrano, di piccole città, come di rinomate località, quegli aspetti che nessuno vorrebbe vedere. Luoghi che mostrano un degrado penoso: mura scrostate ed imbrattate, mucchi di spazzatura sparsi, scritte offensive e graffiti volgari, spazi pubblici abbandonati, panchine di giardini pubblici malconce, segnaletica divelta e così proseguendo.

Uno di questi video mostra una Piacenza che non si sarebbe voluta vedere. Il titolo è sintetico e quanto di più appropriato possa esserci riferendosi a Piacenza: “NON CI PIACE”. Facilmente rintracciabile su youtube, il video è stato realizzato da Roberto Dassoni e Donatella Ferrari. Le immagini scorrono accompagnate da una canzone in vernacolo e da un sottofondo musicale realizzato da John Belpaese alias Marco Tacconi. La didascalia: “Piacenza così non ci piace! Piacenza "la Primogenita" perde ogni giorno smalto e dignità, invecchia male, abbandonata agli eventi naturali in balia della disattenzione sociale, senza la cura utile per restare la città d'arte e di cultura che ha dato i natali a grandi personaggi”. Gli italiani sono soliti sottovalutarsi, ce lo suggerisce anche l’ultimo libro dell’ex direttore del Corriere della sera Ferruccio de Bortoli, il quale sostiene la tesi che nonostante tutto, cioè, nonostante tutti i difetti e le magagne dell’italica gente, alla Incendi al Berzolla e all'ex mercato ortofrutticolo ©Gatti/IlPiacenzafine ci salveremo. “Ci salveremo” è infatti il titolo dell’ultima pubblicazione del noto giornalista, mentre il sottotitolo specifica: “Appunti per una riscossa civica”. L’elenco delle negatività descritte sarebbe lungo, eccone alcune: popolazione invecchiata, poche opportunità per i giovani, poco attaccamento ai simboli nazionali, scarso senso civico, disparità di genere. Vengono prospettate alcune soluzioni: investire, non sul passato (il nostro debito pubblico) ma soprattutto sul futuro, sull’istruzione, sulla formazione, il libro termina chiosando: “ci salveremo se non perderemo la memoria”. Accanto agli aspetti negativi degli italiani, come la tendenza all’evasione fiscale, esiste comunque una realtà composita, dove non mancano esempi degni di menzione, rappresentati da personalità esemplari, da associazioni e di giovani che operano nel volontariato, visti come una garanzia per il nostro futuro. Tra questi si collocano tutti i ragazzi che ad esempio lottano e si impegnano per il cambiamento climatico nel mondo, così come indicato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg.

Sì, credo anch’io che ci salveremo, fintanto ci saranno giovani (i vari Dassoni o Ferrari) che avranno il coraggio di girare un video sulle magagne e le sciatterie di una città come la nostra Piacenza. Perché è facile elogiare il bello come categoria estetica comunitaria, è di gran lunga più difficile mettere il dito sulle piaghe cittadine, dove si rischia di venire additati di semplice sciacallaggio. Riportare alla ribalta della cronaca quello che spesso ci rifiutiamo di vedere, nonostante sia dirompente e davanti agli occhi di tutti, è da apprezzare perché denota sensibilità ed impegno civico. Nel libro del de Bortoli si parla anche di spazzatura, di spazzatura soprattutto a Roma, la Capitale indicata a simbolo di inefficienza del Bel Paese. Sì, perché Roma è sporca come sporche sono tante altre città, in Sicilia le banchine laterali delle strade sono discariche a cielo aperto, la Campania viene oramai identificata con la terra dei fuochi, e da noi? Da noi la situazione è sicuramente migliore, forse perché siamo bravi nel bruciare i rifiuti, o forse perché è maggiore la capacità di reagire, il livello di consapevolezza. Probabilmente l’una e l’altra cosa insieme. Va detto che la consapevolezza della situazione cittadina e la capacità di reagire alle sue brutture, possono essere il prodotto dell’impegno di quei cittadini che hanno la forza di denunciare e pubblicizzare i punti di debolezza della città nel suo insieme. Perciò ben vengano i libri di denuncia come quello di Ferruccio de Bortoli che fotografano i problemi di un’intera nazione, come i video di Dassoni-Ferrari che denunciano una situazione locale, così come sono utili tutte le segnalazioni di anonimi cittadini che tengono al decoro della città, perché gli spazi comuni, non è vero che non sono di nessuno, all’opposto sono di ognuno di noi, di tutti noi.via X Giugno-4

Se è vero che il degrado delle città è colpa dei suoi abitanti, sarà anche vero che è frutto dell’incapacità degli amministratori. Se ciò vale per il degrado di Roma, credo debba essere così anche per le altre città, compresa la nostra. - “Romani vero circa peripheriam” -.

Così ci suggerisce un commentatore al video “Non ci piace”: “Spero che almeno stavolta gli amministratori da noi eletti non si limitino a scaricare le colpe sulle gestioni precedenti: una risposta puntuale del Comune potrebbe essere quella rimboccarsi le maniche, buttare giù un piano organico e fare finalmente qualcosa di concreto”.

Il libro “Ci salveremo” di Ferruccio de Bortoli è stato pubblicato da Garzanti nel maggio del 2019, così come quest’anno, in questo stesso mese è stato pubblicato il video, girato in estate a Piacenza.

Ho voluto accomunare le due pubblicazioni, una nazionale e l’altra locale, perché oltre a puntare il dito sul degrado, operazione facile, gli autori intendono spronare il senso civico dei cittadini, stimolarli ad adottare pezzi della città, perché ci si renda conto che la città è casa di ognuno di noi, è casa propria.

Così come avvenuto in Piazza Cittadella, con la ex biglietteria della stazione degli autobus, dove, in attesa di una annunciata demolizione, un comitato di semplici cittadini si è dato da fare per pulire le mura esterne e le vetrate, fin dove ha potuto, considerati le risorse economiche, i mezzi e le risorse umane disponibili.

Lo stesso hanno fatto qualche anno addietro alcuni volontari pensionati per la pulizia della località Foce Trebbia.

Ma non basta…

È necessario un impegno costante di ognuno di noi, bisogna una grande opera di educazione civica, far capire che la carta, come qualsiasi altra cosa, non va buttata a terra perché tanto a scuola c’è la bidella che pulisce o nelle strade c’è il netturbino che spazza. Anche a questo dovrebbe servire l’introduzione dello studio dell’Educazione Civica, che per intanto viene rimandata al prossimo anno scolastico.

Ma non basta…

Intanto accontentiamoci di leggere qualche libro e di guardare qualche video, può darsi possa servirci per capire ancor di più la realtà che ci circonda per cercare di cambiarla.

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Riflessioni, opinioni e considerazioni sulla quotidianità del Piacentino di Sicilia Carmelo Sciascia

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Commenti (1)

  • e io, speriamo che me la cavo. Checché ne dica e ne scriva Ferruccio de Bortoli, questa è l'unica considerazione che mi sento di fare in questo periodo. Ma siamo poi davvero così sicuri che gli italiani siano soliti sottovalutarsi ??? Forse, invece, gli italiani si conoscono troppo bene e sono semplicemente dei realisti

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