Libri piacentini

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"I portali del cielo"

La nostra sezione Cultura, curata dal giornalista Renato Passerini, dedica questo spazio alla segnalazione e recensione di libri piacentini. Ne entrano a far parte le opere che trattano argomenti riguardanti la nostra provincia: geografici, storici, ambientali, economici, urbanistici, folcloristici, ecc.; a queste si aggiungono i libri e le recensioni di autori piacentini, per nascita o per adozione, e i cataloghi delle esposizioni allestite sul territorio provinciale. Saggi e recensioni di amici del nostro blog

Oggi segnaliamo

I Portali del Cielo

Testi e foto Davide Chiesa

Formato cm 22 x23,5

Pagine 288

Editore Giovanni Marchesi, Piacenza

Progetto grafico e impaginazione Ilaria Goggi

Presentazione di copertina Lino Pagliaghi

Referenze fotografiche Nicolò Azzali, Silvio Mondinelli, Angelo Lobina

Patrocinio Valtidone Amici Montagna

Piacentino, classe 1968, Davide Chiesa alpinista di pianura e “non professionista”, il 20 maggio 2017 è salito in vetta all’Everest. Ha partecipato a varie spedizioni alpinistiche internazionali, fra cui le Ande Boliviane (1996), Il 7000 Baruntse (2010) e l’8000 Manaslu (2011) in Himalaya e l’Aconcagua ancora nelle Ande (2 volte, 2014 e 2015). Il suo alpinismo “totale” va dal classico delle vie immortali che ci hanno lasciato i pionieri e dalle nuove aperture invernali in quota, sino al moderno delle vie estreme, senza tralasciare l’escursionismo, l’alpinismo invernale e lo sci alpinismo e la didattica. Tra le tante attestazioni di merito la più recente “Uomo Gaep 2017” (vedi: http://www.ilpiacenza.it/eventi/davide-chiesa-uomo-gaep-2017-ecco-il-film-sulla-mia-scalata-all-everest.html)

Davide Chiesa nel 2009 ha pubblicato il suo primo libro (Montagne da raccontare - storie di ghiaccio, di avventure e di uomini, con la prefazione di Kurt Diemberger) una specie di summa del suo alpinismo. Nel 2014 è uscito L’Anima del Gran Zebrù tra misteri ed alpinisti, con la prefazione del Presidente Generale Cai Umberto Martini, un’opera impegnativa per la ricerca storica, tecnica e monografica.

Questa sua nuova opera divulgativa sulla montagna accompagna il lettore nell’eccezionale mondo delle altissime quote e delle relative spedizioni, descrivendo i momenti esaltanti, ma anche i drammi e la sopravvivenza umana degli alpinisti. Le eccezionali immagini fotografiche, accompagnate da didascalie di taglio artistico-poetico e introspettivo, offrono una sequenza di coinvolgenti visioni panoramiche e di particolari.

ALCUNI BRANI DALLE PAGINE INIZIALI DEL LIBRO:

Salire, salire, salire e ancora salire. Ad ogni passo una dura e penosa resistenza da opporre alla montagna con i suoi elementi ostili, come il vento, il freddo ed i pericoli incombenti. Per cosa se non per raggiungere il cielo? Seimila, settemila, ottomila metri ed oltre, sino alla fine dell'Everest. Ma, attraverso il superamento di un portale dopo l'altro, si può giungere a toccare questo cielo, oltre la cosiddetta ''zona della morte" ove tutto è rarefatto, inconsistente. Salvo quel che si ha dentro, ossia le particolari percezioni individuali che ne risultano esaltate, come lo vista che non trova confini o lo mente che prova emozioni incredibilmente senza limiti e tutto il resto che può provare una persona nella sua totalità.

Storie di vette, di rocce, di ghiaccio, di avventure vissute. Ma anche storie di popoli e paesi lontani, di uomini sospesi nel cielo, di cime inviolabili, di ghiacciai, di pareti, di nevi e montagne eterne. Siamo uomini alla porta del cielo. Accedere ad una delle più alte vette del pianeta, in altissima quota, è come entrare in luogo proibito, attraverso una porta il cui accesso è legato a tanti fattori, a tante fatiche, a tante incognite. Diverse tra loro.

Quasi come vedere una porta chiusa, lontana, il cui accesso è attraverso una lunga scala, che non termina mai. Ma nella quale, però, ogni scalino è diverso dal precedente. Tante avventure, tanti percorsi, tanti passi, tante paure e tante certezze. E sogni da realizzare.

Accedere all'ultimo portale del cielo non è facile. Ogni scalino è un passo a sé. Piccoli differenti portali, che si aprono e che si chiudono. Se ne manca uno si può fallire.

I portali permetteranno di aprire quella porta finale, che darà accesso alla vetta, al cielo di cui saremo parte. Ma solo per breve tempo. E quando chiuderemo quella porta non ci rimarrà che una cosa da fare.

Tornare giù.

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