Luci e ombre della psiche

Luci e ombre della psiche

Convivere con stereotipi e pregiudizi

Sarà interessante notare come lo stereotipo sia una scorciatoia che utilizza inconsapevolmente la nostra mente per ottenere informazioni e come il pregiudizio sia parte di ognuno di noi come tentativo di proteggerci da qualcosa che non conosciamo, di diverso

Definiamo insieme cosa si intende con questi due termini che spesso vengono confusi tra loro ma che hanno in realtà un significato ben distinto. Sarà interessante notare come lo stereotipo sia una scorciatoia che utilizza inconsapevolmente la nostra mente per ottenere informazioni e come il pregiudizio sia parte di ognuno di noi come tentativo di proteggerci da qualcosa che non conosciamo, di diverso. Ridurre il pregiudizio è possibile, ne vedremo insieme le differenti modalità, questo ci potrà aiutare nella lotta contro il razzismo, contro l’omofobia, contro il sessismo, verso l’integrazione delle disabilità e tanto altro ancora.

La mente umana è spinta per sua natura all’elaborazione di stereotipi e pregiudizi, due termini legati tra loro ma assai differenti che spesso vengono confusi, vediamone insieme il significato.

Nel comportamento umano vi sono atteggiamenti più diretti basati sulle personali esperienze vissute dall’individuo ma vi sono anche atteggiamenti non basati sull’esperienza diretta che derivano da pregiudizi e stereotipi.

Per la psicologia sociale uno stereotipo corrisponde a una credenza o a un insieme di credenze in base a cui un gruppo di individui attribuisce determinate caratteristiche a un altro gruppo di persone. Lo stereotipo è la base su coi si sviluppa in seguito il pregiudizio.

Dal Greco il termine stereotipo significa rigido, fermo e da questo ne intuiamo le sue caratteristiche di stabilità e quindi la difficoltà che incontriamo nello sradicare questo tipo di credenza. Sono raffigurazioni di gruppo largamente condivise, tipiche di una civiltà eterogenea. Per esempio se chiedessimo qual è l’immagine tipica che ognuno di noi ha di un avvocato tutti daremmo risposte simili raffigurandolo uomo, in abbigliamento elegante, serio e con un’ottima capacità verbale. Allo stesso modo se chiedessimo di visualizzare un insegnante di asilo quasi tutti indicheremmo una persona di sesso femminile, dolce e carina nei modi.

Queste possono essere considerate delle vere e proprie euristiche cioè scorciatoie di pensiero che la nostra mente utilizza per dare un senso alla realtà che incontra. Le nostre capacità cognitive pur molto raffinate non sono infinite come quelle di un computer e cerchiamo spiegazioni facili per trovare una certa regolarità che ci tranquillizzi. Quindi lo stereotipo è utile alla nostra capacità di pensiero quando non abbiamo necessità di spendere troppe energie per ottenere informazioni e quindi guidano le nostre conoscenze e le relazioni tra gruppi differenti di persone. Cerchiamo in questa maniera di categorizzare una realtà complessa rendendola così meglio conoscibile.

A fianco della loro indiscutibile utilità troviamo un aspetto negativo, possono condurre a gravi errori di categorizzazione: sottovalutazione delle differenze intergruppi e sopravvalutazione  delle differenze tra gruppi. Con questo tipo di generalizzazione si tende in genere ad attribuire in maniera indistinta determinate caratteristiche a un'intera categoria di persone, trascurando cioè tutte le possibili differenze che potrebbero invece essere rilevate tra i diversi componenti di tale categoria. Spiegando in altri termini potremmo essere condotti al pensiero che tutti i soggetti di sesso femminile siano deboli e fragili all’opposto di quelli di sesso maschile tutti forti e determinati, ovviamente questo non rispecchia la realtà di ogni singolo caso.

Ricordiamo anche che non necessariamente tutti gli stereotipi sono di tipo negativo: ad esempio, lo stereotipo che “tutti gli Italiani amano la pasta” non ha una connotazione negativa, e se utilizzato tenendo conto che possono anche esistere eccezioni (vedendolo dunque non come “tutti gli Italiani amano la pasta” ma come “molti Italiani amano la pasta”), può rivelarsi un’utile strategia conoscitiva.

Gli stereotipi traggono la loro origine nella cultura propria di ogni individuo e da qui se ne intuisce la resistenza al cambiamento e la forte radicalizzazione degli stessi.

Inoltre numerosi studi sulla memoria hanno dimostrato come tendiamo a ricordare meglio e con più precisione episodi e informazioni che confermano le nostre credenze e a dimenticare o sfumare quelli che le contraddicono. Dal punto di vista cognitivo, le persone tendono a dare un peso maggiore alle prove che confermano le proprie ipotesi piuttosto che a quelle che vi si discostano.

Vediamo ora il pregiudizio che indica una naturale predisposizione a percepire, pensare, giudicare ed agire in modo sfavorevole nei confronti di uno stimolo (persona) appartenente ad una categoria diversa dalla propria (da quella a cui si appartiene o si pensa di appartenere).

Possiamo subito individuare la caratteristica puramente negativa del termine, come di un giudizio immotivato che precede la reale conoscenza.

Rappresenta una modalità diffusa di reagire ad una diversità dal proprio gruppo di appartenenza. Questo processo attribuisce ad una persona sconosciuta i tratti e le caratteristiche tipiche del suo gruppo di appartenenza.

Il pregiudizio ha basi psicologiche in quanto si fonda sulle paure e le fobie dell’individuo, il timore verso il diverso, nei confronti di quello che non conosciamo. La ragione di questa inconsapevole ed automatica paura verso ciò che non conosciamo ha radici profonde che risalgono all’evoluzione della specie umana e animale e questo è quanto ci rimane ancora oggi della nostra storia evolutiva. Ci troviamo a fare i conti con la necessità di proteggere il nostro gruppo sociale come spinta verso la sopravvivenza.

Detto tutto questo possiamo affermare che lo stereotipo rappresenta l’idea sul quale si innesca il pregiudizio che è l’atteggiamento negativo che a sua volta può condurre direttamente al comportamento di discriminazione dell’altro considerato diverso.

Abbiamo visto a quali gravi conseguenze può condurre questa catena stereotipo-pregiudizio-discriminazione, osserviamo ora come è possibile ridurre il pregiudizio.

Le vie percorribili sono diverse:

  • Mettere in atto scambi sociali tra le diverse categorie, arrivando quindi ad una maggiore vicinanza ed ottenendo così maggiori informazioni sull’altro che diventa in questo modo meno diverso,
  • Avere un obiettivo comune, agire insieme per scopi comuni,
  • Attuare il dialogo, esprimere la propria opinione attraverso il confronto aiuta ad abbattere le barriere,
  • Un’educazione alla diversità, al rispetto ed all’accettazione dell’altro dovrebbe diventare parte integrante della comunità mondiale,
  • Consapevolezza della tendenza naturale della mente umana alle scorciatoie di pensiero, al pregiudizio (nessuno è privo di stereotipi o pregiudizi, quello che conta è esserne consapevoli e non agire sulla base di questi senza attente riflessioni).

Queste strategie hanno un peso rilevante al giorno d’oggi perché possono venire impiegate nei più svariati contesti: dalla lotta contro il razzismo, contro l’omofobia, contro il sessismo, verso l’integrazione delle disabilità e tanto altro ancora.

Luci e ombre della psiche

Un po' di me: sono Elena Asti, psicologa piacentina, lavoro principalmente nel campo dell'età evolutiva con bambini e ragazzi, nella nostra città ma non solo. Questo sarà uno spazio dove poter esplorare insieme quella parte di noi un po' misteriosa ed inconscia: la mente. Quel mare profondo dalle innumerevoli sfumature, che è difficile conoscere appieno ma che ci guida nella nostra vita quotidiana, nelle scelte, nelle emozioni, nel nostro essere. I meccanismi della mente, non solo quando essi portano ad un disagio ma anche gli effetti positivi di un sano equilibrio mente corpo

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti

Torna su
IlPiacenza è in caricamento