Luci e ombre della psiche

Luci e ombre della psiche

Gioco d'azzardo patologico: ecco come riconoscere i sintomi e come prevenirlo

La linea di confine tra il gioco come divertimento ed una vera e propria dipendenza da gioco d’azzardo, può essere davvero sottile. Slot machine, gratta e vinci, lotto e superenalotto, giochi al casinò, scommesse sportive o ippiche, bingo e giochi on-line possono diventare una vera e propria ossessione. Le conseguenze possono essere disastrose ed interessano tutti gli ambiti della vita, lavorativa, personale e familiare. Vediamo insieme quali sono le caratteristiche del disturbo, la diffusione, i campanelli d’allarme e la prevenzione

Il mondo dei giochi d’azzardo riguarda tutti quei giochi in cui si cerca di vincere somme in denaro, e nei quali il risultato dipende, del tutto o in parte, dalla fortuna piuttosto che dall’abilità del giocatore. I giochi d’azzardo più diffusi sono: le slot machine, i gratta e vinci, il lotto e il superenalotto, i giochi al casinò, le scommesse sportive o ippiche, il bingo ed i giochi on-line con vincite in denaro (ad esempio poker online). 

Negli ultimi anni il gioco d’azzardo ha assunto dimensioni sociali rilevanti. Quando diventa una dipendenza (Disturbo da gioco d’azzardo DGA) provoca gravi disagi personali e familiari connessi alle conseguenze. Il gioco non è sempre pericoloso, molte persone giocano in modo responsabile.  Alcuni soggetti però, con il passare del tempo sviluppano comportamenti compulsivi nel gioco molto simili a quelli che si manifestano con la dipendenza da sostanze.

Secondo i dati del rapporto Eurispess il gioco coinvolge in Italia fino al 70-80% della popolazione adulta (circa 30 milioni di persone), soprattutto gli uomini tra i 20 e i 60 anni, la stima dei giocatori d’azzardo si aggira intorno al 3,8% della popolazione generale.

Il giocatore patologico è prevalentemente maschio (86,6%), vive nelle regioni centro-meridionali, ha un diploma di scuola media superiore, spesso fa abbondante uso di alcol (56,4% a rischio di alcolismo) e di tabacco (36,6% forti fumatori).

Nel 2016 in Italia sono stati spesi circa 80 miliardi di euro in gioco d’azzardo. La somma maggiore è stata giocata negli apparecchi (slot machine e videolottery) che hanno raccolto il 56,3% del fatturato totale, seguono i gratta e vinci (12,7%), il lotto (8,5%), le scommesse sportive (4,9%),  il superenalotto (3%) ed in fine il bingo e le scommesse ippiche.

Il GDA rientra a pieno titolo nei disturbi di tipo psicologico, con l’uscita del DSM-5 (manuale diagnostico statistico dei disturbi mentali) è stato incluso nella sezione dei Disturbi da uso di sostanze. Molte ricerche svolte negli ultimi anni hanno di fatti dimostrato, una grande similarità nei due disturbi pur non essendo caratterizzati entrambi dall’assunzione di sostante psicoattive. Lo stato di euforia e di eccitazione del giocatore d’azzardo durante il gioco è paragonabile a quello prodotto dall’assunzione di droghe. In entrambe le patologie inoltre, si riscontra un’alterazione del sistema della gratificazione, caratterizzato da carving cioè dalla ricerca ossessiva della sostanza (attività) che provoca piacere.

Il problema insorge quando si manifesta un persistente bisogno di giocare e aumentano in modo progressivo il tempo ed il denaro impegnati nel gioco, fino a condizionare in modo significativo tutti gli altri ambiti della vita (la famiglia, il lavoro, il tempo libero). Si inizia ad investire al di sopra delle proprie possibilità economiche, e per il gioco, si arriva a trascurare gli impegni quotidiani acquisendo anche ritmi di sonno irregolari.


Spesso il giocatore non ha la consapevolezza di avere un problema, ma la patologia è presente. Non è facile affrontare l’evidenza di avere una dipendenza da gioco, ma ammetterlo è il primo passo verso la guarigione, accettando l’aiuto di esperti ed il sostegno psicologico. I dati dimostrano che nonostante  i giocatori patologici siano molti, solo pochi di essi cercano aiuto e richiedono un trattamento (6% di chi soffre del disturbo). I fattori responsabili di questa  poca propensione  al richiedere aiuto possono essere svariati, dalla convinzione non realistica di potercela fare da solo, alla vergogna ed esporsi fino alla poca chiarezza dei punti dove recarsi per chiedere sostegno.

I seguenti sono i campanelli d’allarme per comprendere se il gioco d’azzardo è fuori dal controllo del giocatore:

- Gioca spesso (2 o 3 volte a settimana o più) d’azzardo,

- utilizza somme superiori a quelle che può permettersi,

- torna a giocare nel tentativo di rifarsi delle perdite,

- nasconde agli altri la frequenza e l’entità delle giocate,

- non riesce a smettere anche se vorrebbe.

Vediamo alcune buone regole per proteggersi dal gioco d'azzardo patologico:

- Giocare solo la somma destinata al divertimento, smettere di giocare quando si ha speso quel denaro,

- Porre limiti di tempo e di denaro nell'impegno che si da al gioco,

- Non giocare quando si hanno debiti,

- Non chiedere denaro in prestito per il gioco,

- Non giocare quando si sta attraversando una situazione di stress emotivo,

- Coltivare altri interessi, facendo in modo che il gioco sia solo uno dei passatempi,

- Non giocare con persone che scommettono pesantemente,

- Non mescolare alcol e/o droga al gioco,

Negli ultimi anni, dato il significativo aumento di queste problematiche, anche in Italia sono state prese rilevanti posizioni, introducendo a livello nazionale un Piano d’azione  (PAN) rivolto alla prevenzione  delle problematiche connesse al gioco.

Ad oggi i SerT (Servizi per le dipendenze patologiche delle Aziende Usl) hanno specifiche equipe (composte da medici, psicologi, assistenti sociali, educatori, infermieri) che si occupano di diagnosi e cura del gioco patologico.

Dal 2016, con modifiche avvenute nell’anno in corso, l’orario di apertura delle sale, lo svolgimento della loro attività e la nuova installazione di apparecchi per il gioco d’azzardo (es. slot machine), sono regolamentati da delibere regionali. In Emilia-Romagna il documento definisce quali sono gli esercizi interessati, fissa la decorrenza del provvedimento regionale, analizza alcuni casi specifici e propone una legenda dei luoghi sensibili dove nel raggio di 500 metri non possono comparire apparecchi per il gioco d’azzardo.  Per luoghi sensibili vengono intesi: gli istituti scolastici di ogni ordine e grado, i luoghi di culto, impianti sportivi, strutture residenziali o semiresidenziali operanti in ambito sanitario o sociosanitario, strutture ricettive per categorie protette, luoghi di aggregazione giovanile e oratori.

Probabilmente la strada da percorrere è ancora lunga ma negli ultimi anni qualcosa si sta muovendo verso la prevenzione e la cura di queste patologie troppo spesso sottovalutate.

Luci e ombre della psiche

Un po' di me: sono Elena Asti, psicologa piacentina, lavoro principalmente nel campo dell'età evolutiva con bambini e ragazzi, nella nostra città ma non solo. Questo sarà uno spazio dove poter esplorare insieme quella parte di noi un po' misteriosa ed inconscia: la mente. Quel mare profondo dalle innumerevoli sfumature, che è difficile conoscere appieno ma che ci guida nella nostra vita quotidiana, nelle scelte, nelle emozioni, nel nostro essere. I meccanismi della mente, non solo quando essi portano ad un disagio ma anche gli effetti positivi di un sano equilibrio mente corpo

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Commenti (1)

  • La malattia del gioco d'azzardo è tosta. Una volta che ci rimane impigliati è davvero dura uscirne. Non ho esperienze di conoscenti o di familiari che si sono imbattuti in questo tipo di addiction nel tempo, tuttavia, l'altro giorno ho partecipato ad un incontro poichè ero curioso di saperne di più riguardo a questo fenomeno. In quella situazione suggerivano prima di tutto di diffondere buone pratiche di gioco online, come la scelta di portali di fiducia, controllati come per esempio quelli indicati in questo sito considerato tra le guide più infallibili del web: https://it.casino.guru/migliori-casino-online-2018.

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