Piacenza Nostra

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Clima: il guaio dei giorni nostri è l'acqua sempre più scarsa

Il clima nella storia di Piacenza: le conclusioni finali sul nostro viaggio nel tempo

l'altezza del Po nel 1907 a Porta Borghetto

Qualche riflessione conclusiva

Della preistoria sappiamo poco o niente, ma propendiamo a credere che fu un raffreddamento del pianeta a estinguere i sauri. Poi dovette tornare il caldo, altrimenti non avremmo avuto il processo di evoluzione dall'uomo cacciatore-cercatore all'uomo agricoltore.  Calore è energia, freddo è morte.

Le grandi civiltà classiche sorgono in climi miti, così anche la nostra Piacenza. Funziona da cartina di tornasole dei cambiamenti climatici la vite, che ad Atene e a Roma ha persino un suo dio dal faccione rubizzo ornato di grappoli d'uva.  La vite e i grani superiori vanno in crisi a partire dal V sec. per un sensibile raffreddamento da cui derivano incolti, acquitrini, cereali inferiori, carestie,  fame, decadenza. Poi, per motivi ignoti, a farsi dal sec. IX° prende a crescere la temperatura e rifiorisce l'agricoltura. Di nuovo il clima cambia dalla metà del '400. Le temperature scendono, la vite soffre, il grano pure e i nostri maggiori sono costretti a sopravvivere nutrendosi (poco) di grani e legumi inferiori, fino al tempo di Napoleone. Le messi e le uve tornano ad abbondare per tutto l'ottocento seppure non manchino le annate grame, a causa non del clima quanto delle parassitosi.  Nevica ma gela poco, frequenti gli inverni miti. Semmai piove  maggiormente e dal 1899 al 1951 si contano cinque disastrose alluvioni del Po e dei torrenti appenninici. La popolazione cresce, Piacenza conosce  una prima rivoluzione industriale a cavallo dei due secoli, e contemporaneamente si introducono importanti innovazioni tecniche in agricoltura.   

Una seconda, poderosa crescita economica si ha negli anni 50/60 del '900, con enorme calo degli addetti al settore primario a favore del secondario e del terziario. Quand'ecco che, ancora non siamo ben seduti a tavola che un gruppo di radical chic si riunisce nel cosiddetto Club di Roma e cominciano a diffondere catastrofiche previsioni sul loro libro-manifesto "I limiti della crescita" (1972): fine imminente  del petrolio, bomba demografica, inquinamento ecc. In anni più recenti la staffetta è passata agli allarmisti del "riscaldamento globale", conseguente alle attività umane e alla loro emissione di "gas serra", i quali farebbero da coltre alla superficie terrestre determinando il surriscaldamento del pianeta. I guru del nuovo catastrofismo spuntano come funghi. Predicano la "decrescita felice" fino al raggiungimento dell'ideale salvifico: il ritorno alla zappa per il 100% della popolazione mondiale (Masanobu Fukuoka). 

Se l'inverno è mite e asciutto (come effettivamente il 2015 e il 2016) scatta tutto un susseguirsi di allarmi e buffi provvedimenti amministrativi.  Milano, come Piacenza, e tanti altri comuni limitano la circolazione dei veicoli o addirittura (Milano)  fissano il limite di velocità delle auto a 30 km. orari. Per non essere da meno il sindaco di un paesotto campano arriva a imporre la chiusura dell'unica pizzeria col forno a legna. Già perché qualcuno ha scoperto che la combustione di legna rilascia particelle nocive più di benzina e gasolio. Chissà cosa respiravano i nostri maggiori quando tutte le case si riscaldavano mediante i camini o le stufe "economiche" a legna e carbone.

Semmai il guaio vero dei giorni nostri è l'acqua sempre più scarsa, come detto al paragrafo precedente. Acqua da irrigazione, acqua per usi industriali e acqua potabile, quest'ultima da captare sempre più giù, con grandi consumi di energia. La nostra città (che pur non è messa malissimo) si serve di 23 pozzi, profondi dai 70 ai 150 metri!  Eppure, attualmente, sei di questi sono fuori rete a causa della eccessiva presenza di nitrati.  

Riassumendo: età classica caldo; alto medioevo freddo; basso medioevo caldo; rinascimento freddo; risorgimento caldo. E siamo ancora lì. Due soli secoli che stiamo al caldo e il ciclo  induce a presumere che il futuro sarà freddo. Non dipenderà certo dagli uomini perché, quanto ai mutamenti climatici, la terra e il sole fanno come vogliono. O forse seguono regole a noi ignote. Ieri, 30 gennaio 2016, Libertà titolava a tutta pagina: "E' siccità record, più di agosto".  Una notiziona, proprio come negli anni  1892, 1896, 1954, solo per richiamare quelli sopra citati.

Piacenza Nostra

" Vita professionale al Comune di Piacenza, vita politica locale sotto traccia, ma abbastanza tribolata. Più tranquilla quella di giornalista pubblicista (""pubblicista"" come fu Einaudi, si parva licet componere magis) collaboratore dei quotidiani Libertà, Il Giorno, La Voce, La Cronaca, oltre che di varie testate periodiche. Ho pubblicato anche una diecina di monografie per i miei 22 affezionati lettori (due meno di Manzoni e uno meno di Guareschi) su temi disparati ma sempre tenendo un sentiero ben tracciato: di tutto ciò che riguarda appieno, o di striscio, Piacenza Nostra. "

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