Piacenza Nostra

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Il meteo piacentino ai tempi dei romani e di Annibale

Surriscaldamento planetario: pericolo inedito o grossa bufala? Proviamo a sfrucugliare tra le cronache piacentine del passato per verificare i capricci del meteo e i mutamenti climatici veri e propri

il monumento in vetroresina presso la Trebbia a ricordo della battaglia

2.  Tempo di Roma (la prima puntata si può consultare qui)

Le grandi civiltà classiche sorsero  in climi caldi. E questo è un fatto. Annibale passò le Alpi tra la fine di settembre e l’inizio di ottobre per dare inizio alla campagna contro Roma. Campagna d’inverno, quindi. E questo è un fatto strano.  Come poteva un grande condottiero africano, con elefanti al seguito, scegliere l’inverno per le sue imprese guerresche nella penisola ?   

Polibio e Livio collocano la battaglia della Trebbia nei giorni successivi al solstizio d'inverno, ovvero negli ultimi  di dicembre (festa del sole invitto, quando la luce del giorno torna a prevalere sulle tenebre). I romani accampati in sponda destra (presso Ancarano), i cartaginesi in sponda sinistra (presso Gazzola). Aggiungono gli storici che Sempronio Longo, duce dei romani, era un tipo impaziente e che, abboccando alle provocazioni nemiche, ordinò alle legioni di passare la Trebbia. Fosse di questi tempi  nessun problema, l'acqua arriverebbe si e no alle ginocchia. Ma in quel 218 a.C.  - attestano gli storici - arrivava alle ascelle perché I giorni precedenti la battaglia  erano stati molto piovosi. Toh, fino al primo gennaio 2016, non pioveva da oltre due mesi. Troppe cose non tornano: Il cartaginese che nel periodo delle piogge passa il Ticino, il Po e altri fiumi, il romano che d’inverno manda i soldati all’attacco previo ammollo nelle correnti della Trebbia in piena.  O davano entrambi da matti o – invertendo un luogo comune -  non c’erano ancora le stagioni di oggidì.

Poi Annibale passò gli Appennini e arrivò in Etruria a primavera. Così dice la storia.  Però come diavolo abbia potuto mantenere  per tre mesi,  presunti freddi e infruttiferi, un esercito di 30 mila uomini  nelle valli (o sugli altopiani) tra la Cisa e la Forcella nessuno lo spiega in modo passabile.   

(2. continua)

Piacenza Nostra

" Vita professionale al Comune di Piacenza, vita politica locale sotto traccia, ma abbastanza tribolata. Più tranquilla quella di giornalista pubblicista (""pubblicista"" come fu Einaudi, si parva licet componere magis) collaboratore dei quotidiani Libertà, Il Giorno, La Voce, La Cronaca, oltre che di varie testate periodiche. Ho pubblicato anche una diecina di monografie per i miei 22 affezionati lettori (due meno di Manzoni e uno meno di Guareschi) su temi disparati ma sempre tenendo un sentiero ben tracciato: di tutto ciò che riguarda appieno, o di striscio, Piacenza Nostra. "

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