Piacenza Nostra

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In Piazza Cavalli il confronto tra meridiana e orologio meccanico

Una serena mattina possiamo giocare a confrontare, sul palazzo del Governatore, l’orologio con la meridiana. Strumento meccanico e strumento solare indicano entrambi l’ora. Ma c’è una bella differenza

La meridiana sul palazzo del Governatore in piazza Cavalli

Una serena mattina possiamo giocare a confrontare, sul palazzo del Governatore, l’orologio con la meridiana. Strumento meccanico e strumento solare indicano entrambi l’ora. Ma c’è una bella differenza. Può essere, per esempio che le lancette dell’orologio meccanico dicano mezzodì mentre la sottile ombra dello gnomone - lancetta dell’orologio solare - si stagli sulle 10,35. Facile intuire che per 60 minuti la differenza sia da attribuire all’ora legale. Meno facile dare una spiegazione per gli altri 25 minuti (in meno rispetto all’orologio meccanico). Cerchiamo di arrivarci per approssimazioni.

Il tempo non si spiega

La meridiana dà il tempo vero di Piacenza, l’orologio si attiene a un tempo convenzionale corretto dall’uomo per regolare le proprie intercomunicazioni su vaste parti del globo.

Di “tempo vero” ce n’è uno per ogni punto della terra. Ciò significa che gli orologi solari segnano un tempo diverso l’uno dall’altro. Diverso tanto più quanto fra di loro distanti nel senso dei paralleli (vale a dire da est a ovest). Tutto il resto è convenzione umana. Diceva Sant’Agostino: “so cosa è il tempo ma se qualcuno me lo chiede non glielo so spiegare”. Ammetteva Einstein: “a rigore, non esiste un tempo della fisica”.

Solo le meridiane (o orologi solari)  allineate perfettamente lungo un medesimo meridiano (direzione nord sud) parlano la stessa lingua. Ma l’uomo ha deciso di fare a fette il globo come un’anguria, di chiamare le fette fusi orari, di prendere un meridiano – detto meridiano zero (o di Greenwich, che è un sobborgo di Londra) e di farne il riferimento fisso di tutti i fusi. Tanto per capirci, il meridiano di Greenwich dista da Piacenza 38 minuti e 47 secondi. Ma Piacenza fa riferimento al meridiano dell’Etna, che è in anticipo rispetto a Greenwich di un’ora esatta. Perciò, convenzionalmente, il tempo di tutti coloro che abitano nella fetta d’anguria di Greenwich sarà diverso per un’ora tonda dal tempo degli abitanti che vivono nella fetta d’anguria dell’Etna. All’indomani dell’unità d’Italia entrò in funzione la linea ferroviaria Bologna – Alessandria – Torino che obbligò ad abbandonare l’ora particolare di Piacenza e adottarne una convenzionale valida in tutte le località del percorso. Fu un problema, perché il nostro consiglio comunale dapprima recalcitrò.    

Il calendario perpetuo

La differenza fra l’ora tonda e l’ora “vera” di un luogo, si chiama “costante locale” (la costante locale di Piacenza è di 21 minuti e 13 secondi). La luce del sole si comporta come un treno dell’est che va verso ovest. Quando arriva a mezzogiorno sul meridiano dell’Etna, a Piacenza sono le 11,38 minuti e 47 secondi. Essendo Piacenza più a occidente del meridiano dell’Etna, ci vorranno ancora 21 minuti e 3 secondi perché il sole segni mezzogiorno anche da noi. Quando il mezzogiorno arriverà sul meridiano di Greenwich le lancette del nostro orologio indicheranno le 13 ma la meridiana staglierà l’ombra dello gnomone sulle 12, 21 minuti e 13 secondi. Il sole di mezzogiorno sarà passato da un’ora sull’Etna, da 38 minuti e 47 secondi sul meridiano “vero” di Piacenza (quello che attraversa la Piazza Cavalli). Sul palazzo del governatore c’è anche il calendario perpetuo. Quando la meridiana segna l’esatto mezzogiorno di Piacenza, il cappello (o gnomone) del calendario perpetuo staglia la sua ombra, altrettanto precisamente, a indicare il giorno e il mese correnti.

La terra frena e accelera

Non è finita, secondo il nostro esempio iniziale c’è almeno una ulteriore differenza di cinque minuti da spiegare. Sembra che il movimento della terra non sia perfettamente continuo. Ha un passo medio con alcune accelerazioni e decelerazioni. Per esempio fra il 9 e il 14 febbraio accelera di 14 minuti e 18 secondi. Nelle feste di ognissanti decelera di 16 minuti e 24 secondi. Ne deriva uno scostamento minimo dall’orologio di 5 minuti e 24 secondi in novembre, uno scostamento massimo di 37 minuti e 37 secondi a fine febbraio.

In definitiva se avete un appuntamento delicato fate affidamento sull’orologio meccanico perché guardando la meridiana solare potreste sballare – fra una storia e l’altra – persino di un’ora e quaranta.  Se invece avete appuntamento con un tramonto, una lepre, un pesce, un’allodola o lo sbocciar di un fiore, meglio la meridiana.

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