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Surriscaldamento planetario: pericolo inedito o grossa bufala?

Per la terza volta, tutti (quasi) gli Stati del mondo, riuniti a Parigi, hanno firmato il programma che vorrebbe salvare il pianeta dal surriscaldamento globale. Preso atto che con la scienza non si va lontano, proveremo a sfrucugliare tra le cronache piacentine del passato onde verificare capricci meteo e/o mutamenti climatici veri e propri

(Foto di Matteo Bettini)

Per la terza volta, tutti (quasi) gli Stati del mondo, riuniti a Parigi, hanno firmato il programma che vorrebbe salvare il pianeta dal surriscaldamento globale. Ci si è messo pure il papa a piangere sull’ambiente minacciato dal CO2. Del resto il vicario di san Pietro dice da tempo che la terra ci è data in affido da Dio affinché noi  la si accudisca e preservi. Dissento. Un tempo a signoreggiare la Terra furono i sauri, rettiloni con e senza ali. Dopo 150 milioni di anni di ottima salute, repentinamente si estinsero. E noi con tutta la nostra scienza ancora non abbiamo capito il perché e il percome. C’è chi parla di un grosso meteorite che avrebbe sollevato un polverone gigantesco e c’è chi sostiene che a uccidere i bestioni furono le loro stesse mefitiche flatulenze. Insomma un CO2 ante-litteram capace di far appassire i vegetali, da cui la morte degli erbivori seguiti necessariamente dalla estinzione dei predatori carnivori. Fine. Non so quanti bestioni abitassero il pianeta 65 milioni di anni fa, ma dubito che il volume complessivo delle loro scorregge potesse essere superiore a quello di 7 miliardi di uomini odierni più gli animali domestici e selvatici, dotati di regolare sfintere. Quindi, a meno di ipotizzare la messa in opera di almeno 15 miliardi di marmitte catalitiche anali, scartiamo questa teoria e passiamo al meteorite. 

Una collisione spaziale capace di avvolgere l’intero pianeta in una coltre di polvere tale da uccidere tutti gli esseri viventi è una bella botta.  Eppure la Terra non deviò dall’orbita e neppure conserva un segno evidente dello scontro (anche se alcuni vorrebbero individuarlo nei pressi dello Yucatan).  Ergo dedurre che se meteorite fu, dovette  trattarsi di un meteoritino atto a sollevare polvere bastante e far venire un po’ di tosse ai lucertoloni circostanti il luogo dell‘impatto.  Ad ogni buon conto, se davvero meteorite fosse, come potrebbe l’uomo preservare da una possibile replica il pianeta avuto in affido da Dio? Non resterebbe che pregare. 

Una terza teoria passa sotto il nome di "trappi del Deccan" e per non farla troppo lunga diciamo che tira in ballo i vulcani.  Vulcani che avrebbero creato una nebbia tale da impedire l'irraggiamento solare con conseguente raffreddamento del clima. Macché, sostengono altri, dalla coltre dei suffumigi vulcanici sarebbe derivato - al contrario - un  effetto serra.  Toh, l' effetto serra del Cretaceo! E di vulcani attivi è tuttora piena la terra ...

Poi c'è da considerare lo scetticismo di Antonino Zichichi che è presidente della federazione mondiale degli scienziati: "l'anitride carbonica (CO2) è cibo per le piante. Se nell'atmosfera non ci fosse stata CO2 non sarebbe nata la vita vegetale. E siccome la vita animale viene dopo quella vegetale noi non saremmo qui. L'effetto serra non è nostro nemico. Se non ci fosse l'effetto serra la temperatura di questo satellite del sole sarebbe 18 gradi sotto zero. L'effetto serra ci regala 33 gradi".

Preso atto, pertanto, che con la scienza non si va  lontano, proveremo a sfrucugliare tra le cronache piacentine del passato onde verificare  capricci meteo e/o mutamenti climatici veri e propri.

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" Vita professionale al Comune di Piacenza, vita politica locale sotto traccia, ma abbastanza tribolata. Più tranquilla quella di giornalista pubblicista (""pubblicista"" come fu Einaudi, si parva licet componere magis) collaboratore dei quotidiani Libertà, Il Giorno, La Voce, La Cronaca, oltre che di varie testate periodiche. Ho pubblicato anche una diecina di monografie per i miei 22 affezionati lettori (due meno di Manzoni e uno meno di Guareschi) su temi disparati ma sempre tenendo un sentiero ben tracciato: di tutto ciò che riguarda appieno, o di striscio, Piacenza Nostra. "

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