Piacenza, una storia per volta

Piacenza, una storia per volta

Cominciò con un “giro di manovella” l’avvio della "Autotrasporti Leonardi"

Piacenza città di autotrasportatori: solo su questo argomento, sarebbe necessario scrivere un ampio volume. Nell’albo del pionierismo dell’autotrasporto piacentino occupa un posto importante l’azienda dei fratelli Paolo ed Andrea Leonardi di Mortizza

Paolo Leonardi

Piacenza città di autotrasportatori; solo su questo argomento, sarebbe necessario scrivere un ampio volume. Quante generazioni hanno costruito la storia di questo comparto iniziando dal nulla! Abbiamo già trattato dei Laviosa (servizio pubblico), ma potremmo citarne a decine. Non a caso la nostra città è diventata un polo logistico essenziale per tutto il Nord Italia. Questa volta, in attesa di riprendere il nostro periplo tra borgate (mancano ancora molti rioni ed il centro), stavolta trattiamo della famiglia Leonardi che ha lasciato un segno significativo nell’imprenditoria dei trasporti.

Per me si tratta di un nostalgico tuffo nel passato, perché mio padre, Oliviero, fu per ben 43 un autista dipendente (allora si diceva in Egidio con Andrea e Giuseppe-2dialetto, parafrasando il termine francese, sciaffèur); per alcuni decenni lavorò con l’impresa Ghisoni. Erano tempi quasi eroici: si era nel primo dopo guerra e le autostrade erano ancora di là da venire (anche la Salerno-Reggio Calabria…). Andata e ritorno dal Sud era un’avventura; d’inverno sotto al motore, al mattino, venivano accesi dei fuochi per agevolare l’avviamento; nella cabina di guida, durante la notte, sul lettino posteriore, la temperatura era la stessa di un frigo; d’estate era garantita la sauna. Niente servosterzo, guida a destra, continue riparazioni di fortuna dove il filo di ferro era indispensabile; chi guidava doveva necessariamente essere anche un bravo meccanico. Altri tempi, fatiche inenarrabili di uomini che, con i loro sacrifici ed il loro lavoro, hanno creato il nostro benessere.

Nell’albo d’oro del pionierismo dell’autotrasporto piacentino occupa un posto importante l’azienda dei fratelli Paolo ed Andrea Leonardi originari (inizi del 1900) di Mortizza. Stando ai dati della cronologia la prima impresa risale al 1929, intestata a Paolo che allora operava per conto della ESSO di Piacenza, mentre il fratello Andrea era impiegato presso la Latteria Igienica “Scardi” (ne tratteremo).

La prima sede dell’azienda, ancora a livello artigianale, sorse in via Maculani e fu di breve momento perché un centro-deposito di qualificata imprenditorialità si installò in via Beverora, nella zona retrostante il cosiddetto “Signòr Mort” quando iniziò il trasporto del latte pastorizzato per conto della Latteria Scardi contenuto in bidoni di alluminio con itinerario sistematico di raccolta e distribuzione fra Piacenza e Lodi fino alla Centrale del Latte di Genova.

Ma non erano tempi facili per siffatto genere di trasporti mediante furgoni; in altri termini il trasporto dei bidoni si rivelò presto “antiquato” ed insufficiente. Paolo che in materia di motori e meccanica specialistica se ne intendeva, ebbe un’idea risolutiva: quella di trasportare il prodotto alimentare in cisterne montate su veloci autocarri. Oggi le autocisterne sono una normalità, ma allora le condizioni tecnologiche dei mezzi pesanti e le strade dai fondi dissestati, polverosi, spesso impervi, questa attività dei Leonardi poteva sembrare proibitiva

Nel 1928 in Italia le autocisterne erano una rarità. Fu dunque l’Impresa Leonardi che probabilmente progettò ed attuò la prima autocisterna per il trasporto del latte e per quello dei carburanti da effettuare a ritmo quotidiano su lunghi e travagliati percorsi interregionali.

 
Piacenza, una storia per volta

" Ho dedicato, anni fa, lunghi periodi di studio e di lavoro, per fissare sulla carta la Piacenza popolaresca delle vecchie borgate. Mesi e mesi chiuso in biblioteca ed altri nelle osterie, in circoli ed associazioni, per farmi narrare dagli anziani personaggi ed avvenimenti di un mondo già svanito. Nei loro racconti tutta la ritrosia, quasi pudicizia, nel parlare di una società reietta, di estrema povertà, di uomini duri, quasi scolpiti nella roccia che il tempo inclemente aveva sgretolato, ma di cui permaneva ancora il ricordo, nel loro cuore. Oggi, di fronte alla proposta di raccontare di questa Piacenza completamente svanita nell'oblio del tempo, sono stato inizialmente restio, perché mi rendo conto, passeggiando nelle vie, che nulla è rimasto, se non i fantasmi dei ricordi trasmessi o appena afferrati, nella mia fanciullezza, mentre già stavano svanendo. Ma poi ho riflettuto ricordando il giorno in cui ho condotto mio figlio in giro per quelle vecchie borgate, ritrovando il gusto di consegnargli il ricordo (se lo accetterà) di una realtà che non trovavo giusto svanisse completamente; soprattutto quei valori di probità e solidarietà in cui credeva questa gente rude e resa aspra dalla vita. Così, con nuovi e diversi strumenti di comunicazione, on line, proverò a raccontare di nuovo Piacenza com'era una volta, il suo vero humus popolare. Ma so già che mi rimarrà di tutto questo, inevitabilmente, parafrasando il poeta… ""la rimembranza acerba!"" "

Attendere un istante: stiamo caricando i commenti degli utenti...

Commenti (1)

  • E' sempre utile ricordare il passato, potrebbe stimolare iniziative future, o solo far riflettere su come poter superare questo momento di crisi politica e sociale.

Torna su
IlPiacenza è in caricamento